Rossellini all’Academy Museum: la retrospettiva che celebra il suo cinema rivoluzionario
Hollywood celebra Roberto Rossellini a 120 anni dalla nascita con una retrospettiva che, per tutto novembre, porterà all’Academy Museum di Los Angeles alcuni dei film centrali del maestro del Neorealismo italiano, in un progetto promosso con Cinecittà e realizzato in collaborazione con il Ministero della Cultura per riportare al pubblico americano un capitolo decisivo del
Hollywood celebra Roberto Rossellini a 120 anni dalla nascita con una retrospettiva che, per tutto novembre, porterà all’Academy Museum di Los Angeles alcuni dei film centrali del maestro del Neorealismo italiano, in un progetto promosso con Cinecittà e realizzato in collaborazione con il Ministero della Cultura per riportare al pubblico americano un capitolo decisivo del cinema del dopoguerra.
Roberto Rossellini, Hollywood riscopre il maestro del Neorealismo
Da Roma città aperta a Paisà, da Germania anno zero a Stromboli, fino a Francesco, giullare di Dio e Viaggio in Italia: il percorso scelto dall’Academy Museum attraversa la stagione più nota e influente di Rossellini, quella in cui il regista romano cambiò il modo di guardare la realtà sullo schermo. Non solo film, dunque, ma una mappa di fratture, macerie, fede, crisi familiari e ripartenze, girata spesso lontano dagli studi e con una libertà che ancora oggi colpisce.
“Per parafrasare Otto Preminger, c’è un cinema prima e un cinema dopo Roberto Rossellini”, ha dichiarato all’ANSA Manuela Cacciamani, amministratrice delegata di Cinecittà. Cacciamani ha spiegato che l’obiettivo è portare prima a Los Angeles e poi a New York, “al centro del cinema mondiale”, un patrimonio italiano fatto di “film, storie, pensiero, emozioni”. Parole istituzionali, certo. Ma anche il segno di un’operazione culturale pensata per parlare fuori dai confini nazionali.
L’Academy Museum e l’eredità di un cinema controcorrente
Nel comunicato diffuso dall’Academy Museum, Roberto Rossellini viene descritto come “un uomo che si è sentito in contrasto con il mondo dal momento in cui è nato”. Una formula netta, che restituisce bene la posizione del regista rispetto al sistema produttivo del suo tempo: mentre i grandi studios lavoravano su set controllati, dialoghi scritti e interpreti professionisti, lui cercava strade, volti comuni, parole meno levigate.
L’istituzione hollywoodiana ricorda come i film realizzati dopo la Seconda guerra mondiale abbiano raccontato “fratture, crisi, dolore e umanità”, diventando tra le opere più influenti del cinema europeo del dopoguerra. In quei titoli, il paesaggio non è sfondo. È materia viva: le vie di Roma, le rovine della Germania, le isole, le case, i silenzi. E proprio questa scelta, allora ruvida e fuori norma, ha inciso su generazioni di registi, dal cinema d’autore europeo alla nuova Hollywood.
La retrospettiva arriva in un momento in cui i musei del cinema, soprattutto negli Stati Uniti, stanno riorganizzando il racconto dei grandi autori del Novecento. Nel caso di Rossellini, la riscoperta passa anche dal restauro e dalla circolazione delle copie, un lavoro meno visibile ma decisivo. Senza quello, molti film resterebbero confinati agli archivi o a proiezioni rare.
Isabella Rossellini a Los Angeles con i film di famiglia
Ad aprire e accompagnare la retrospettiva a Los Angeles sarà Isabella Rossellini, figlia del regista e di Ingrid Bergman. “Mio padre aveva una profonda curiosità per il cinema, per le persone e per il mondo, che ha plasmato la mia curiosità e la mia comprensione del racconto”, ha dichiarato l’attrice nella nota dell’Academy Museum. Una frase personale, più che celebrativa, che sposta il ricordo dal monumento alla memoria familiare.
Il 4 novembre, Isabella Rossellini presenterà My Dad Is 100 Years Old, cortometraggio scritto nel 2015 alla vigilia del centenario della nascita del padre e diretto da Guy Maddin. Il film, concepito come una sorta di “docu-fantasia”, la vede interpretare se stessa e diversi cineasti che hanno influenzato, o sono stati influenzati, dal lavoro di Roberto Rossellini. Un gioco di maschere, ma anche una dichiarazione d’amore.
Il giorno successivo, il 5 novembre, l’attrice accompagnerà Viva Ingrid!, documentario dedicato a Ingrid Bergman, tre volte premio Oscar e figura centrale nella storia personale e artistica del regista. Il film è costruito con materiali di famiglia, cinegiornali e spezzoni cinematografici, ed è firmato da Alessandro Rossellini, nipote del regista romano. In quel passaggio, la retrospettiva diventa anche racconto di una dinastia del cinema, con le sue immagini private e i suoi riflessi pubblici.
Da Los Angeles a New York, il ruolo di Cinecittà nei restauri
Dopo la tappa all’Academy Museum di Los Angeles, la retrospettiva dedicata a Roberto Rossellini approderà anche a New York, al Film Forum, con la collaborazione di Bruce Goldstein. Il trasferimento sulla costa Est conferma l’ambizione del progetto: non una celebrazione isolata, ma un itinerario pensato per raggiungere pubblici diversi, cinefili, studenti, addetti ai lavori e spettatori curiosi.
Gran parte delle opere in programma è stata restaurata da Cinecittà, che negli ultimi anni ha rafforzato il lavoro di recupero del patrimonio cinematografico italiano. Il restauro, in casi come questo, non è un dettaglio tecnico per specialisti: significa restituire alle immagini la loro leggibilità, far emergere sfumature perdute, permettere nuove proiezioni in sala. Solo allora un film torna davvero a circolare.
Per Cinecittà e per il Ministero della Cultura, l’omaggio americano a Rossellini diventa così anche un’operazione di diplomazia culturale. L’Italia porta a Hollywood non un marchio, ma un pezzo della propria storia: un cinema nato tra urgenza, povertà di mezzi e sguardo morale, capace ancora di parlare a chi siede in sala molti decenni dopo. E forse è proprio lì, nel buio condiviso di un museo del cinema, che l’eredità di Roberto Rossellini continua a trovare il suo pubblico.