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Dolcetto o Filmetto? 10 film horror per Halloween consigliati da Blogo

Non sai cosa guardare per Halloween? Scopri la lista di 10 film horror scelti e consigliati da Blogo per la Notte delle streghe.

Halloween è di nuovo qui e Blogo come ogni anno vi propone una lista di film horror da guardare per la Notte delle streghe. La lista di quest’anno include film che vorremmo vedere inseriti in una ideale maratona horror e come al solito abbiamo stilato la nostra top 10 scegliendo titoli un po’ bizzarri e in qualche caso conditi con una sana dose di humour nero; dopotutto Halloween nella sua connotazione più fanciullesca è sempre una festa e così abbiamo scelto i nostri horror seguendo la tradizione del “Dolcetto o Scherzetto?”. Speriamo che la nostra lista di film per Halloween sia di vostro gradimento e che vi aiuti magari a riscoprire qualche classico finito in soffitta o a rispolverare qualche titolo all’insegna della nostalgia canaglia.

1. Sospesi nel tempo (1996)

Gioiellino sottovalutato e non molto conosciuto rispetto ad altri titoli del regista premio Oscar Peter Jackson, qui al suo primo film hollywoodiano. Sospesi nel tempo aka The Frighteners è una commedia horror sovrannaturale perfetta per una maratona di film da guardare per Halloween. Il film è interpretato da Michael J. Fox meglio noto come il Marty McFly di Ritorno al futuro, Jeffrey Combs aka Herbert West dei film di Re-animator, John Astin aka Gomez della Famiglia Addams, Dee Wallace (Le colline hanno gli occhi, L’ululato, Cujo, Critters, E.T.), Jake Busey figlio del noto attore Gary Busey e in un cameo “cimiteriale” Ronald Lee Ermey che riprende il ruolo dell’iconico sergente maggiore Hartman del film Full Metal Jacket. “Sopsesi nel tempo racconta la storia di Frank Bannister (Fox), un architetto che dopo la morte di sua moglie sviluppa abilità psichiche che gli consentono di vedere, ascoltare e comunicare con i fantasmi. Inizialmente usa le sue nuove abilità per fare amicizia con i fantasmi, che poi manda a perseguitare le persone in modo da poter intervenire, dietro pagamento, e risolvere la situazione con finti esorcismi. Nel frattempo sulla scena fa la sua comparsa lo spirito di un assassino seriale che spinge Frank a indagare su questa nuova e malevole presenza in grado di colpire vivi e trapassati. Jackson e la sua partner di scrittura e nella vita Fran Walsh hanno concepito l’idea per “Sospesi nel tempo” durante la fase di scrittura della sceneggiatura di Creature dal cielo. Il produttore esecutivo Robert Zemeckis ha assunto il duo per scrivere la sceneggiatura, con l’intenzione originale di dirigere egli stesso  “Sospesi nel tempo” come spin-off della serie televisiva Racconti della cripta. Con la prima bozza di Jackson e Walsh presentata nel gennaio 1994, Zemeckis ha passato la regia a Jackson, rimanendo a bordo come produttore. Gli strepitosi effetti visivi del film sono stati creati dalla Weta Digital, azienda che Jackson aveva fondato tre anni prima.

2. La casa 2 (1987)

Sam Raimi forte del successo di cassetta del suo splatter indipendente Evil Dead aka La casa e reduce dal flop della commedia I due criminali più pazzi del mondo scritta con i fratelli Coen, affronta con il remake/sequel La casa 2 / Evil Dead 2 la sua prima produzione horror mainstream. Nonostante venga costretto a rendere le sue truculente visioni adatte ad una platea più vasta, addomesticando demoni e deformità lovecraftiane, Raimi riesce comunque nell’intento di trasformare il film in una sorta di rutilante baraccone da luna park all’insegna del “gore”, sovraccarico di black-humour e con un Bruce Campbell pronto con il suo Ash ad entrare di diritto in una ideale “hall of fame” delle icone del genere horror. In “Evil Dead 2” il sangue assume una consistenza sciropposa e un colorazione pastello, le mutilazioni e mutazioni del primo capitolo lasciano il posto a stranianti sequenze in stop-motion con strafottenti moncherini posseduti, corpi decapitati che danzano al chiaro di luna e bulbi oculari che finiscono in bocche urlanti. In sala si ride, si grida, sembra di assistere ad una versione “ultradeformed” e iperviolenta di un corto dei Looney Toones; tutti si aspettavano uno splatter e si ritrovano con qualcosa di non immediatamente codificabile, tanto travolgente quanto sguaiato e farneticante. Il lisergico finale assurge a dimensioni-parallele, vortici spazio-temporali, l’iconico “Necronomicon” diventa portale e prepara lo spettatore alla terza avventura del mitico Ash e della sua inseparabile motosega, stavolta si combatterà in terra straniera dove Ash conoscerà gli orrori e l’ambizione di un alter ego malvagio e della sua mortifera “Armata delle tenebre”…ma questa è un’altra storia e un altro film.

3. Chi è sepolto in quella casa? (1986)

Altro giro e film che sembra girato appositamente per una maratona di Halloween: Chi è sepolto in quella casa? aka House è una commedia horror diretta da Steve Miner e prodotta da Sean S. Cunningham, due nomi di spicco legati al franchise di Venerdì 13. La storia originale alla base del film, poi intrisa di humour nero da Miner, è di Fred Dekker (Dimensione terrore, Scuola di mostri) che in origine aveva pensato ad un horror a tutto tondo. Protagonista assoluto del film William Katt, meglio conosciuto per il ruolo dell’insegnate Ralph Henley protagonista della serie tv Ralph supermaxieroe. Il film racconta la storia di uno scrittore tormentato che si trasferisce nella casa della zia defunta e cade vittima delle creature sovrannaturali che popolano la casa infestata, diventata accesso ad altre oscure dimensioni. Creature grottesche che ricordano quelle di “Evil Dead 2” di Sam Raimi, una location suggestiva, un protagonista affascinante e una irresistibile atmosfera anni ottanta rendono “Chi è sepolto in quella casa?” un titolo assolutamente da ripescare e Halloween sembra proprio l’ideale.

4. The Fog (1980)

The Fog è uno degli horror sovrannaturali più suggestivi degli anni ottanta perfetto per allietare una serata di Halloween trascorsa davanti alla tv. Il film nonostante gli anni trascorsi mantiene intonso il suo fascino e dopo l’uscita dell’insipido remake del 2005 con Tom Welling, l’originale guadagna ancor più punti. Come per il suo capolavoro Halloween, John Carpenter utilizza suspense e una nebbia che alla stregua della maschera di Michael Myers cela un vendicativo male invisibile che semina cadaveri e scuote coscienze. Carpenter oltre alla regia cura anche la colonna sonora e scrive la sceneggiatura con Debra Hill. La fotografia del film è di Dean Cundey alla sua seconda collaborazione con Carpenter dopo “Halloween”; Cundey in seguito curerà la fotografia di altre tre cult: 1997: Fuga da New York, La cosa e Grosso guaio a Chinatown. Nel cast di “The Fog” Adrienne Barbeau e Hal Holbrook, che due anni dopo si ritroveranno in un episodio dell’antologia horror Creepshow; Jamie Lee Curtis che torna a collaborare con Carpenter dopo il rulo di Laurie Strode in “Halloween”; il Tom Atkins di “1997: Fuga da New York” e
Halloween III – Il signore della notte e l’iconica Janet Leigh, madre di Jamie Lee Curtis e premio Oscar per il ruolo di Marion Crane nel capolavoro Psycho di Alfred Hitchcock. “The Fog” racconta la storia di una strana e inquietante nebbia che avvolge una piccola città costiera della California, portando con sé i fantasmi vendicativi dei marinai che furono uccisi in un naufragio 100 anni prima. Il fantasma principale di nome Blake è stato interpretato dal truccatore e mago degli effetto speciali Rob Bottin, che due dopo curerà per Carpenter gli scioccanti effetti speciali del remake “La cosa”. Carpenter ha indicato due fonti d’ispirazione per il film, entrambe legate alla Gran Bretagna: il film britannico I mostri delle rocce atomiche (1958) che trattava di mostri nascosti tra le nuvole e un viaggio a Stonehenge, l’antico monumento nel sud-ovest dell’Inghilterra, che era coperto dalla nebbia durante la visitad i Carpenter con la produttrice Debra Hill. L’attrice Adrienne Barbeau e il regista John Carpenter all’epoca del film erano sposati e Carpenter scrisse il ruolo di Stevie Wayne appositamente per la moglie. “The Fog” è uno dei molti, troppi film stroncati all’epoca da una critica poco avvezza o in più di qualche caso apertamente ostile al genere horror, ma con il tempo “The Fog” si è guadagnato il suo status di film di culto, come molti altri film di Carpenter.

5. Il ritorno dei morti viventi (1985)

Potevano mancare gli zombie nella nostra lista di film per la notte di Halloween? Naturalmente no e quest’anno abbiamo scelto Il ritorno dei morti viventi per la nostra ideale maratona horror. Scritto e diretto da Dan O’Bannon, “Il ritorno dei morti viventi” ha segnato il debutto alla regia dello sceneggiatore di Alien. Il film racconta la storia di come il proprietario di un magazzino fuori amno, due suoi due dipendenti, un amico impresario di pompe funebri e un gruppo di teppisti punk, affrontano il rilascio accidentale di un gas zombificante e l’insorgere di un’orda di morti viventi invincibili e affamati di cervelli. Il film è interpretato da Clu Gulager (Nightmare 2, L’alieno), James Karen attore e caratterista di fama e volto popolare con ruoli in Tutti gli uomini del presidente, Capricorn One, Sindrome cinese e Wall Street e la reginetta dell’horror e “scream queen” Linnea Quigley, che nel film balla nuda su una tomba. Il film rivisita alcuni dei cliché legati agli zombie moderni e lancia il concetto di morti viventi che si cibano di cervelli e di zombie “veloci”. Il film ha le sue radici in un romanzo omonimo di John Russo. Quando Russo e George A. Romero si separarono dopo il loro film del 1968 La notte dei morti viventi, Russo mantenne i diritti su qualsiasi titolo che includesse il termine “Living dead / Morti viventi” mentre Romero era libero di creare la propria serie di sequel, a cominciare da Zombi (Dawn of the Dead). Nel frattempo Russo e il produttore Tom Fox avevano pianificato di portare sullo schermo “Il ritorno dei morti viventi” in formato 3D con la regia di Tobe Hooper (Non aprite quella porta, Poltergeist). Dan O’Bannon venne chiamato per dare una rifinitura alla sceneggiatura e dopo che Hooper si tirò indietro per realizzare Space Vampires (anch’esso da una sceneggiatura di Dan O’Bannon), a O’Bannon venne offerto il posto di regista e lui accettò, a condizione però di poter riscrivere il film da zero in modo da differenziarlo dai film di Romero a iniziare dall’aspetto degli zombie ispirati dalle mummie di Guanajuato in Messico, dal popolo delle paludi del Galles e dalle illustrazioni dei fumetti di EC Comics. La sostanza chimica “2-4-5 Trioxin” della storia, sviluppata dalla “Darrow Chemical Company” per i militari, è un riferimento alla realmente esistente Dow Chemical Company e un cenno al suo coinvolgimento negli anni ’60 con la produzione dell’agente Orange utilizzato durante la guerra del Vietnam come potente defoliante (nel film si parla invece di un utilizzo sulle colture di cannabis negli anni ’60).

 

6. Il mistero di Sleepy Hollow (1999)

Il mistero di Sleepy Hollow è gioiellino di stampo gotico/sovrannaturale diretto da Tim Burton vagamente basato sul racconto di Washington Irving del 1820 “La leggenda di Sleepy Hollow”, per rgi americani diventato un classico di Halloween. La trama segue l’agente di polizia Ichabod Crane (Depp) inviato da New York per indagare su una serie di omicidi nel villaggio di Sleepy Hollow perpetrati da un misterioso Cavaliere senza testa. Il film vede protagonisti Johnny Depp (Edward mani di forbice) e Christina Ricci (La famiglia Addams) affiancati da Michael Gambon, futuro Albus Silente della saga di Harry Potter, Casper Van Dien (Starship Troopers – Fanteria dello spazio), l’icona horror Christopher “Dracula” Lee, Jeffrey Jones (Beetlejuice, Ed Wood) in ruoli di supporto e Christopher Walken nei panni del Cavaliere senza testa. Nel 1993 il film ancora nelle prime fasi di sviluppo vedeva designayo alla regia il mago degli effetti speciali Kevin Yagher, noto all’poca per il trucco di Freddy Krueger e la regia di Hellraiser – La stirpe maledetta. La primissima bozza della sceneggiatura scritta da Andrew Kevin Walker (Wolfman) presentava “Il mistero di Sleepy Hollow” come un film slasher a basso costo. I disaccordi con la Paramount hanno portato Yagher ad occuparsi solo di trucco ed effetti speciali del film e Burton ad essere assunto per dirigere nel giugno 1998. Il film ha incassato oltre 200 milioni di dollari nel mondo e grazie ai meravigliosi costumi candidati all’Oscar di Colleen Atwood e all’immersiva scenografia di Rick Heinrichs e Peter Young premiata con un Oscar, “il mistero di Sleepy Hollow” è diventato uno dei moderni classici di Halloween.

7. In compagnia dei lupi (1984)

In compagnia dei lupi è una suggestiva fiaba horror fantasy di stampo gotico diretta dal regista inglese Neil Jordan, al suo secondo lungometraggio dopo il dramma Angel del 1982. Il film è interpretato da Sarah Patterson che tre anni dopo interpreterà Biancaneve nell’omonimo film di Michale Berz, Angela Lansbury meglio nota come La signora in giallo; Stephen Rea che nel 1992 conquisterà un Oscar come protagonista de La moglie del soldato diretto proprio da Jordan e David Warner che tre anni sopo reciterà nel fantasy Hansel e Gretel di len Talan. La sceneggiatura è stata scritta da Jordan e la scrittrice Angela Carter che ha adattato il suo racconto “La compagnia di lupi, Lupo-Alice e Il lupo mannaro” incluso nella sua raccolta di racconti “La camera di sangue” del 1979. Tra le curiosità legate al film, a causa di vincoli di budget e timori per la sicurezza, la maggior parte dei “lupi” in questo film sono in realtà cani da pastore di razza belga la cui pelliccia è stata tinta. Per alcuni dei primi piani di Rosaleen che interagisce con il lupo verso la fine del film, è stato utilizzato un vero lupo, uno dei due totali utilizzati durante le riprese. Stanley Kubrick è rimasto così colpito dalla scenografia di questo film che assunse Anton Furst per curare la scenografia di Full Metal Jacket.

8. The Silent House / La Casa Muda (2010)

L’uruguaiano The Silent House aka La Casa Muda diretto da Gustavo Hernández è uno dei migliori found footage horror su piazza, dimenticate il remake americano, e per il sottoscritto tra i migliori dieci in un’ideale classifica su questo inflazionatissimo formato. Il film presumibilmente ispirato a eventi reali avvenuti negli anni ’40 in un piccolo villaggio dell’Uruguay è incentrato su Laura (Florencia Colucci) che cerca di lasciare illesa una casa che nasconde un oscuro segreto e che lei e suo padre dovevano sistemare per il proprietario che intende venderla. “La casa muda” ha raggiunto il successo in diversi importanti festival internazionali come il Festival di Cannes (dove è stato presentato alla Quinzaine des Réalisateurs). Hernández confeziona un ibrido da brividi cogliendo il meglio del formato mockumentary, non rinunciando però alla colonna sonora e mantenendo l’uso della macchina da presa come virtuale presenza all’insegna del dinamico, ma senza la fastidiosa invadenza di un terzo incomodo, che in veste di operatore / attore la maneggi e si palesi all’interno della narrazione del film. “La Casa Muda” girato in 4 giorni con un budget di 6.000$ è stato filmato per simulare una ripresa continua di 88 minuti scanditi in tempo reale.

9. Blob – Il fluido che uccide (1988)

Blob – Il fluido che uccide è uno spettacolare rifacimento anni ottanta del classico anni cinquanta Blob – Fluido mortale con protagonista Steve McQueen. Il film diretto da Chuck Russell (Nightmare 3 – I guerrieri del sogno) e scritto da Russell con Frank Darabont (Le ali della libertà) segue un organismo acido extraterrestre, simile a un’ameba, che si schianta sulla Terra e comincia a divorare e liquefare qualsiasi cosa incontri sul suo cammino, diventando sempre più grande e minaccioso. Nonostante il film sia stato un fallimento al botteghino con un incasso di poco più di 8 milioni contro un budget investito di circa 10 milioni, il film ha raggiunto con gli anni il meritato status di film di culto. Gli effetti speciali del film sono stati supervisionati da Tony Gardner (Il ritorno dei morti viventi), collaboratore di Sam Raimi per La casa 2, L’armata delle tenebre e Darkman. Gardner ha gestito una troupe di 33 persone che includeva l’artista degli effetti speciali Lyle Conway (Dark Crystal), il truccatore Chet Zar (Hocus Pocus) e il designer di effetti meccanici Bill Sturgeon (Ammazzavampiri, Ghostbusters). Nel creare la creatura Blob, il team degli effetti speciali ha utilizzato sacchetti di seta pieni di metilcellulosa, un agente addensante per il cibo, creando ciò che il team ha descritto come un “piumone Blob”. La trama cambia il Blob da minaccia aliena del film originale a minaccia di un’arma biologica creata da un’agenzia governativa segreta. Discutendo del flop commerciale del film in un’intervista, il regista Chuck Russell ha dichiarato: “Forse è stato un errore fare un remake di The Blob con senso dell’umorismo. Ho pensato che sarebbe stata un’interpretazione divertente….Sfortunatamente è uscito alla fine di un’estate molto frenetica piena di grandi film e non ha avuto una campagna pubblicitaria particolarmente buona.”

10. Non aprite quella porta – Parte 2 (1986)

Non aprite quella porta – Parte 2 (The Texas Chainsaw Massacre 2), sequel del cult anni ’70 di Tobe Hooper è uno degli horror più sottovalutati di sempre e anche dei meno compresi, e quindi quale migliore occasione di Halloween per rispolverarlo. Il ritorno di Hooper alla regia e un’atmosfera grottesca ricca di humour nero rende questa pellicola piacevolmente alternativa al film originale. “Non aprite quella porta – Parte 2” esce a sette anni dall’originale con Hooper che torna ad occuparsi della famiglia della motosega abbandonando le atmosfere malate e iperrealistiche del suo capolavoro anni settanta, per sfornare un grottesco e surreale fumettone splatter che vuol essere quasi una parodia dell’originale; , il poster che fa il verso a quello del film “Breakfast Club” palesa l’intento di Hooper di realizzare una commedia horror. Per fortuna il trascorrere degli anni ha reso giustizia a “Non aprite quella porta – Parte 2” eletta a pellicola di culto, capace di raccontare e rappresentare gli eccessi gore e la satira ficcante di tanto cinema horror anni ’80. La trama segue una DJ radiofonica interpretata da Caroline Williams (Leprechaun 3, Halloween II) che attira l’attenzione di Leatherface e della sua famiglia cannibale mentre un ex marshall del Texas, interpretato da Dennis Hopper, dà loro la caccia. Il regista Tobe Hooper e Kim Henkel, il co-sceneggiatore dell’originale Non aprite quella porta (1974), originariamente avevano l’idea di un sequel che includesse un’intera città di cannibali e che fosse anche una parodia del film Motel Hell (1980) che a sua volta era una parodia del “Non aprite quella porta” originale. Il titolo di questo sequel doveva essere ‘Beyond The Valley Of The Texas Chainsaw Massacre’, ma lo studio ha imposto notevoli cambiamenti da apportare allo script e l’ingaggio di un nuovo sceneggiatore, e il risultato di questi cambiamenti è ciò che è diventato “Non aprite quella porta – Parte 2”. Tom Savini che ha curato gli effetti speciali del film, parlando del make-up speciale che ha creato per il nonno lo ha descritto come il lavoro di trucco di cui è più orgoglioso in assoluto e lo ha paragonato al trucco per invecchiare Dustin Hoffman in Piccolo grande uomo (1970). “Non aprite quella porta – Parte 2” come l’originale alla sua uscita si è scontrato con la censura in tutto il mondo: il film è stato messo al bando nella ex Germania Ovest e Singapore, In Inghilterra la mole di tagli richiesti dalla censura rese l’uscita impraticabile mentre in Australia il film è stato messo al bando per 20 anni.