Buon compleanno John Carpenter

Un nuovo compleanno per John Carpeter, artefice visionario di tanti capolavori, cult, ossessioni per cinefili, maschere e incarnazioni del male

di cuttv

Gli auguri di oggi sono tutti per John Carpenter, nato a Carthage, il 16 gennaio del 1948 e artefice di veri capolavori che hanno sconvolto la nostra percezione del mondo insieme al modo di guardarlo, oltre ad aver dato un volto alle paure che ci portiamo dentro, anche quando arrivano da La cosa da un altro mondo diretta da Howard Hawks, al male che trasfigura attraverso un’Apocalypse Trilogy portata a compimento con Il seme della follia (In the Mouth of Madness, 1994), e una maschera all’horror cult omaggiato dalla vignetta del nostro Andrea Lupo.

Una maschera mostruosa che espone La Cosa (The Thing, 1982), dopo quella spersonalizzante che nascondere il volto di Michael Myers e del mostro concepito con Debra Hill per spaventare a morte La notte delle streghe (Halloween, 1978), inaugurando la saga slasher di Halloween. Vette che il regista, sceneggiatore, compositore, attore, produttore cinematografico e montatore aveva già toccato con l’incursione violenta nel Distretto 13: le brigate della morte (Assault on Precinct 13, 1976), nella cittadina dei pirati-fantasma di Fog, e nella città prigione della futuribile e apocalittico Manhattan di 1997: fuga da New York (Escape from New York, 1981), tornando on the road con Christine, la macchina infernale (Christine, 1983), l’alieno antropomorfo di Starman (1984) e l’omaggio ai cavalieri erranti del cinema orientale wuxiapian di Grosso guaio a Chinatown (Big Trouble in Little China, 1986).

Un grande visionario, che ha deciso di dedicare la vita al cinema guardando Destinazione… terra! (It Came from Outer Space, 1953) di Jack Arnold, ha delineato diverse ossessioni cinefile, l’incarnazione del male in un cortometraggio (Captain Voyeur) dieci anni prima di Halloween, e al cinema ama occuparsi dell’intero processo creativo, dalla produzione alla recitazione, partecipando alla sceneggiatura (curata spesso da Debra Hill) e alla partitura di colonne sonore, ad eccezione di quelle composte da altri, come per esempio quella originale di Ennio Morricone per La cosa. Il nostro augurio per John Carpenter non può che essere di continuare ad amare il cinema, condividendo qualche frutto di questo amore, anche solo di tanto in tanto. Dopo il salto invece io condivido qualche video recuperato dalla mia esplorazione augurale.

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