Oscar 2013 Miglior documentario: 5 Broken Cameras, The Gatekeepers, How to Survive a Plague, The Invisible War, Searching for Sugar Man

Scopri e vota tutti i candidati agli Oscar 2013 per il Miglior documentario

La cerimonia di consegna degli Oscar 2013 si avvicina e noi proseguiamo con il nostro sondaggio e gli approfondimenti sui candidati categoria per categoria. Oggi votiamo e scopriamo i lungometraggi in lizza per il Miglior documentario.

I candidati di questa ottantacinquesima edizione sono: 5 Broken Cameras di Emad Burnat e Guy Davidi; The Gatekeepers di Dror Moreh; How to Survive a Plague di David France; The Invisible War di Kirby Dick; Searching for Sugar Man di Malik Bendjelloul.

A seguire potete esprimere la vostra preferenza. mentre dopo il salto trovate trailer, sinossi e link ai nostri post di approfondimento sui singoli candidati.

5 Broken Cameras

Il documentario è una straordinaria opera di attivismo sia cinematografico che politico, 5 Broken Cameras è un resoconto profondamente personale e di prima mano della resistenza non violenta messa in atto a Bil’in, un villaggio della Cisgiordania minacciato dallo sconfinamento degli insediamenti israeliani. Girato quasi interamente dall’agricoltore palestinese Emad Burnat, che ha acquistato la sua prima videocamera nel 2005 per registrare la nascita del suo figlio più giovane, il film è stato montato da Burnat e dal co-regista israeliano Guy Davidi.
Strutturata intorno alla distruzione violenta di ognuna delle videocamere di Burnat, la collaborazione dei realizzatori segue l’evoluzione di una famiglia in cinque turbolenti anni che hanno scosso il villaggio. Burnat osserva da dietro l’obiettivo i suoi alberi di ulivo minacciati, le proteste che si intensificano e le vite perdute. “Mi sento come se la videocamera potesse proteggermi…ma è un’illusione”.

 

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The Gatekeepers

Il dicumentario racconta la storia dello Shin Bet, l’intelligence israeliana, dal punto di vista di sei ex dirigenti del servizio segreto responsabile della sicurezza interna. Il film miscela interviste ai protagonisti con filmati d’archivio e sequenze realizzate con animazione computerizzata (tra queste l’accurata ricostruzione della crisi con ostaggi del Bus 300), per raccontare il ruolo che il gruppo ha avuto nella sicurezza di Israele dalla Guerra dei sei giorni ad oggi.

 

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How to Survive a Plague

Di fronte alla propria mortalità un gruppo di giovani, molti dei quali sieropositivi, ha  intrapreso una lotta radicale protestando contro Washington e la classe medica. How to Survive a Plague è la storia di due associazioni coalizzatesi, Act Up e TAG (Treatment Action Group), il cui attivismo e innovazione hanno trasformato l’AIDS da una condanna a morte in una condizione gestibile. Pur non avendo alcuna formazione scientifica, questi attivisti si sono infiltrati nell’industria farmaceutica e hanno contribuito a identificare nuovi farmaci promettenti, spostandoli da prove sperimentali ai test su pazienti in tempi record. Con libero accesso ad un tesoro di filmati d’archivio inediti che vanno dagli anni ‘80 ai ‘90, il regista David France mette lo spettatore nel bel mezzo delle azioni controverse, degli incontri ad alta tensione, dei fallimenti strazianti e delle scoperte di questi esultanti eroi in divenire.

 

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The Invisible War

Il documentario è un inchiesta in cui si fa luce sui casi di stupro, si parla di oltre 19.000 casi solo nel 2010, che all’interno delle forze armate americane sembrano aver assunto tratti endemici e in cui si racconta di  donne che hanno abbracciato il loro servizio con orgoglio e professionalità, solo per ritrovare il proprio idealismo calpestato. Le loro storie agghiaccianti di violenza sessuale diventano ancora più incredibili quando cercano giustizia in un sistema giuridico militare che il regista definisce “kafkiano”, in cui pochi coraggiosi che hanno la forza di parlare si ritrovano prigionieri di un circuito chiuso in cui i casi diventano routine da spazzare sotto il tappeto.

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Searching for Sugar Man

Il documentario testimonia gli sforzi di due fan, Stephen ‘Sugar’ Segerman e Craig Bartholomew Strydom, partiti da Città del Capo in Sudafrica per scoprire se la notizia sulla morte non confermata del musicista americano Rodriguez fosse vera e in caso contrario cercare di scoprire cosa gli era accaduto dopo il suo ritiro.

 

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