Gloria: voglia di vita, amore e passione al cinema dal 10 ottobre 2013

Voglia di vivere e amare, senza rinunciare a sesso e passione, sta per arrivare al cinema con l'apprezzata e apprezzabile Gloria di Sebastián Lelio, dal 10 ottobre 2013.

Gloria,
manchi tu nell'aria ...

Preparatevi a canticchiare di nuovo il tormentone di Umberto Tozzi, perché la Gloria coraggiosa e appassionata diretta da Sebastián Lelio, che lo canta a squarciagola sul grande schermo, sta per arrivare anche nei cinema italiani, insieme alla sua inebriante voglia di vivere e amare, senza rinunciare a sesso e passione.

Il tragico, vivace e raffinato ritratto della protagonista interpretata da una Paulina Garcia, Orso d'Argento al 63° Festival Internazionale del Cinema di Berlino, e il film già recensito e candidato cinelo agli Oscar 2014 come miglior film straniero, arriva nei nostri cinema distribuito da Lucky Red, dal 10 ottobre 2013. Per ingannare l'attesa aggiungo a trailer, poster italiano e fotografie, anche le note di regia con l'intervista al regista e Paulina Garcia.

Gloria di Sebastian Lelio

Gloria di Sebastian Lelio

Note di regia

Il film è raccontato esclusivamente da un solo punto di vista: quello di Gloria. Non c'è una sola inquadratura in cui non sia presente il suo corpo. Non c'è una sola scena che non mostri come lei percepisce le cose e il mondo. Gloria interpreta un mediocre ruolo di secondo piano nelle vite di quelli che la circondano. La sfida del film è stata trasformare questo personaggio di secondo piano in una protagonista assoluta. La cosa paradossale è che nella maggior parte delle scene lei gioca un ruolo secondario mentre le cose importanti accadono agli altri. Ma il film ci costringe a osservare gli eventi attraverso gli occhi di Gloria, gli occhi di una donna alla ricerca di una collocazione in un mondo difficile e duro che sembra non lasciare spazio a persone come lei, e tuttavia con il piglio di chi vuole difendere la sua libertà con coraggio e dignità.
Questa insistenza nell'inseguire continuamente la libertà permette allo spettatore di sentirsi nella pelle di Gloria, senza smettere mai di osservarla, e di entrare in sintonia con le sue emozioni.
La sceneggiatura del film nasce da storie accadute a persone che conosciamo e da aneddoti che ci sono stati
raccontati; sono fatti reali che, in un modo o nell'altro, la città di Santiago ha reso possibili. Santiago è praticamente un'altra protagonista del film. Gloria è la storia di una persona che ha sullo sfondo una città che si sta trasformando radicalmente. L'aspirazione fondamentale della protagonista, essere amata e
apprezzata, si fonde col clamore della società cilena, che a sua volta reclama il diritto ad essere riconosciuta. Il Cile è un paese moderno e in rapido sviluppo, ma i rapporti sociali al suo interno sono profondamente ingiusti.
Le motivazioni personali di Gloria suggeriscono il latente scontento della società. Nel film il potere di
trasformazione della collettività è rafforzato dal desiderio di cambiamento espresso da Gloria. Credo che
l'energia comunicata dal personaggio è ciò che rende questo film vibrante e pieno di umanità. In un certo
senso Gloria è come Rocky: il mondo la maltratta e vuole farla cadere, ma lei riesce a rialzarsi e ad andare avanti, a testa alta. E' stata questa per me la ragione principale che mi ha spinto a raccontare la storia di questa donna, il motivo per riprendere con una macchina da presa quello che lei mostra in superficie cercando allo stesso tempo di mostrare il mistero che si nasconde in lei.

Gloria di Sebastian Lelio

Intervista a Sebastián Lelio

Come ti è venuta l'idea di fare questo film e di raccontare la storia di Gloria?
Gloria è nato quando mi sono posto la domanda se sarebbe stato possibile realizzare un film sul mondo
delle donne della generazione di mia madre, e su come questo film sarebbe stato. Nasce dall'idea che un
film può trattare di cose che ti sono molto vicine, qualche volta addirittura a pochi passi da te. Volevo
esplorare il pianeta sconosciuto di quella generazione e scoprire cosa vi succede.
C'è qualcosa di commovente in queste donne vicine ai sessant'anni e che vivono oggi a Santiago, in Cile.
Donne che si battono per trovare una collocazione in un mondo che le tratta con durezza, donne che
cantano in macchina, che in qualche modo sono state lasciate sole, per le quali nessuno ha mai abbastanza
tempo e che, a dispetto della loro età, si rifiutano di lasciarsi andare e vogliono continuare a provare
emozioni, a ballare e a vivere. Il film rivendica questo diritto, e lo fa partendo dalla fascinazione per una donna piena di tenerezza che si aggrappa alla vita con le unghie e i denti.

La colonna sonora gioca un ruolo importante nel film. Come hai scelto le musiche?
Gloria è un film sui sentimenti. E la musica (cosa ci fa provare più emozioni della musica?) costituisce un
elemento centrale del racconto, svolgendo quasi la funzione del coro in una tragedia greca, contaminando
costantemente la storia. Allo stesso tempo i personaggi si esprimono attraverso la musica, facendo proprie
le emozioni delle canzoni che ascoltano, cantano o ballano, inconsciamente rapportandole alla propria vita,
come se la musica fosse uno specchio dei loro dubbi e dei loro dilemmi.
La colonna sonora del film appartiene alla generazione di Gloria. Comprende canzoni che spaziano dai
grandi successi internazionali alle canzoni di culto cilene e dell'America latina. Ci sono alcuni pezzi disco, ma anche boleri, ballate romantiche, salsa, cumbia, un po' di rock’n’roll e un brano della bossa nova: “Waters of March” di Tom Jobim. Quest'ultima canzone è molto speciale per me perché mi ha fatto da guida nel trovare l'atmosfera generale giusta da dare al film. Volevo che Gloria avesse qualcosa della bossa nova: la poesia della vita di ogni giorno, una certa leggerezza dolorosa, un certo fascino naturale, un misto di umorismo e di dolore, ma soprattutto umanità e sentimento.

Qual è il rapporto tra Gloria e i tuoi film precedenti?
Credo che Gloria sia la conseguenza naturale dei miei tre film precedenti. E' una produzione più grande, con più personaggi e un maggior numero di location, ma fa riferimento a mondi già esplorati prima e, pur
partendo da una prospettiva nuova, indaga alcune delle tematiche che avevo sviluppato già in La Sagrada
Familia, Navidad e El año del tigre: l'osservazione persistente di personaggi che si trovano di fronte a bivi importanti; la famiglia come trappola consacrata; l'interesse per la tensione che esiste tra persona e
personaggio; e la convinzione che girare un film sia una battaglia da combattere.

Come definiresti la tua esperienza con gli attori del film?
Gloria è un film su una protagonista. Paulina García, l'attrice principale, è sempre stata al centro del
progetto. Il film è stato scritto su misura per lei. Il co-protagonista è Sergio Hernández, un attore che
ammiro molto e che ho imparato a conoscere durante le riprese. Entrambi sono attori potenti e magnetici,
che rendono le cose molto più semplici.
Partendo dal presupposto che la sceneggiatura sia come una mappa e le riprese siano poi il territorio su cui muoversi (abbiamo lavorato alla sceneggiatura per due anni), abbiamo dato vita ad un set che lasciasse
spazio all'improvvisazione in modo da spingere gli attori a fare ricorso al proprio mondo interiore per
risolvere alcune scene. Questo ha permesso ad elementi inconsci di emergere, un materiale che segue
“leggi proprie”, e che alla fine ha contaminato la sceneggiatura dandole nuova forza e finendo col diventare l'essenza della narrazione.

Gloria di Sebastian Lelio

Intervista a Paulina Garcia

Come ti sei preparata per questo ruolo?
Sebastian mi ha aiutato molto a prepararmi, inondandomi di libri e di film. Poi ci sono state le prove
individuali a teatro, durante le quali abbiamo analizzato le scene una per una, il modo in cui sarebbero state rese visivamente e come avremmo affrontato il rapporto di Gloria con ciascun personaggio del film.
Durante i due mesi che hanno preceduto le riprese ero così immersa nell'universo di Gloria che quando
tutto è finito mi sono sentita come se mi fossi “svegliata” da un sonno profondo.

Qual è stata la sfida più grande nell'interpretare Gloria?
Gloria ritiene che il ritmo e il corso degli eventi che accadono attorno a lei non dipendano da lei. I
sentimenti di Gloria sono sottili, definitivi e concreti. Combinare questi tre aspetti è stato molto complicato.

Come è stato lo stile di regia di Sebastian Lelio?
Sebastian lavora in modo tranquillo e rilassato; è un tipo divertente, e l'atmosfera sul set è stata sempre
intima e piacevole. Ti dà molta libertà per poi togliertela completamente! E' anche molto esigente: lavora
con una padronanza assoluta, che nasce dalle sue riflessioni e dalle sue osservazioni, e non è soddisfatto
fino a quando non ottiene esattamente quello che vuole.

Gloria di Sebastian Lelio

Gloria di Sebastian Lelio

Via | Lucky Red

Berlino 2013 - Gloria di Sebastián Lelio più applaudita, in Italia con Lucky Red

Sergio Hendandez, Paulina Garcia, Sebastian Lelio - Gloria al Berlinale 63

Gloria (Paulina García) ha 58 anni, un divorzio alle spalle, figli grandi, una casa vuota, e un corpo non più giovane che rivendica il diritto di abbandonarsi ad entusiasmi ed eccessi adolescenziali, tra party per single, leggerezze e troppo alcool, che non le risparmiano certo infatuazioni e delusioni. Con una gran voglia di vivere e senza mai smettere di cercare un grande amore, Gloria si imbatte finalmente in Rodolfo (Sergio Hernández), anche se il romanticismo porta con se segreti oscuri, ma lei è una donna capace di commuoversi, imbracciare un fucile da paintball in pieno giorno per difendere un'onta, e cantare canzoni smielate, compresa quella Glora di Umberto Tozzi.

Gloria è il quanto lungometraggio del cileno Sebastián Lelio, dopo L'Anno della Tigre (El año del tigre , 2011), Natale (Navidad, 2009) e La Sacra Famiglia(La Sagrada Familia, 2005). Un ritratto raffinato che segue la sorprendente protagonista in un vortice di fragili speranze e dolorose verità, ambizioni e tormenti, sullo sfondo di un Cile che si rinnova anche politicamente, rimestando nelle acque torbide dell’ultimo quarantennio.

Una commedia tragica e sofisticata, scritta dal regista con Gonzalo Maza, prodotta da Fábula di Pablo e Juan de Dios Larraín, e girata a Santiago nei primi mesi del 2012, che dopo aver strappato consensi, un premio e un co-produttore spagnolo al Festival di San Sebastián, approdando sul red carpet di Berlino (foto), si è già attestato tra i favoriti per l’Orso d’Oro della Berlinale 63, trovando finanziatori per portarlo a termine e distribuirlo in Spagna, in Sud America e in Italia con Lucky Red. In attesa dell'esito del Festival, tra poche ore, nella gallery in arrivo dalla conferenza e il red carpet Berlinese, e dopo il salto, trovate anche il poster.

Regista Sebastian Lelio - Gloria al Berlinale 63
Pablo Larrain, Sergio Hendandez, Paulina Garcia, Sebastian Lelio, Juan de Dios Larrain Matte e Gonzalo Maza - Gloria al Berlinale 63
Sergio Hendandez, Paulina Garcia, Sebastian Lelio - Gloria al Berlinale 63
Paulina Garcia, Sebastian Lelio - Gloria al Berlinale 63

Foto | © Getty Images
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