The Strangers – di Bryan Bertino: recensione in anteprima

The Strangers (The Strangers, USA, 2008) di Bryan Bertino; con Liv Tyler, Scott Speedman, Peter Clayton-Luce, Glenn Howerton, Laura Margolis, Gemma Ward, Kip Weeks, Alex Fisher.Nel recensire The Strangers si è di fronte ad una situazione in realtà non così facile come si potrebbe pensare. Da una parte bisogna tenere conto di tutta una serie

The Strangers - di Bryan BertinoThe Strangers (The Strangers, USA, 2008) di Bryan Bertino; con Liv Tyler, Scott Speedman, Peter Clayton-Luce, Glenn Howerton, Laura Margolis, Gemma Ward, Kip Weeks, Alex Fisher.

Nel recensire The Strangers si è di fronte ad una situazione in realtà non così facile come si potrebbe pensare. Da una parte bisogna tenere conto di tutta una serie di fattori esterni, di cui andremo a parlare. E poi non si può far finta che un prodotto tutto sommato più che decentemente confezionato come questo sia a tutti gli effetti un’opera prima.

Diretto da Bryan Bertino, classe ’77, The Strangers è un suspenser che parte da un’idea vecchia come il mondo: una coppia di giovani in una casa isolata, di notte, assediati da alcuni sconosciuti assassini. In questo caso si tratta di tre persone dal volto coperto da inquietanti maschere (i fan si possono sbizzarrire a cercare presunte citazioni: l’uomo incappucciato non assomiglia al Jason de L’assassino ti siede accanto, oppure la sua maschera non richiama quella del bimbo di The Orphanage?).

Insomma, chi conosce la materia è avvertito, perché i titoli che gli verranno in mente sono molti, e se si tiene conto solo degli ultimi anni è chiaro come ci si concentri su un paio di film. Scartata l’ipotesi Funny Games che troppi hanno tirato in ballo (il film di Haneke c’entra ben poco, se non per l’eco della storia: ma appunto è solo l’eco lontano), non si può far finta che The Strangers sia clamorosamente simile al francese Them (che, almeno fino al finale, è più riuscito) e al connazionale Vacancy: tutti e tre, tra l’altro, visti i soggetti, non durano neanche una novantina di minuti.

Ecco, il déjà vu è servito. Eppure The Strangers non è così male, forse perché Bertino, almeno nella prima parte, ha capito tutto e sa che ci sono pesanti precedenti. Come evitare quindi di far pesare le ombre dei precedenti film? Semplicemente facendo paura. Che non è costante, e nella seconda parte si perde in situazioni di sceneggiatura non di certo brillanti, risapute e un po’ fiacche, ma appunto nella prima parte colpisce ai nervi.

Che dire della prima, geniale apparizione dell’uomo incappucciato? E’ bene non parlare troppo della scena, perché, nel silenzio più totale, fa venire davvero i brividi. Certo, poi ci stanno tanti momenti in cui si salta sulla sedia grazie al solito potente sonoro, ma non credete a chi vi dice che con The Strangers ci si annoia.

E poi la differenza rispetto ad un Vacancy, che ha in parte stessi pregi e difetti, sta tutta nel finale: che qui non consola affatto. E così Liv Tyler, inedita Scream Queen, e Scott Speedman, il cui più grande problema fino a poche ore prima era stata una proposta di matrimonio non andata in porto, si troveranno a fare i conti con una verità che non ha risposta: “Perché ci fate questo?”, “Perché eravate in casa…”.

Voto Gabriele: 6
Voto Federico: 7+

Dal 2 gennaio al cinema.

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