Gli amici del Bar Margherita – La recensione in anteprima

Gli amici del Bar Margherita di Pupi Avati, con Diego Abatantuono, Laura Chiatti, Luigi Lo Cascio, Fabio De Luigi, Gianni Cavina, Neri Marcorè, Katia Ricciarelli, Luisa Ranieri, Pierpaolo Zizzi, Gianni Ippoliti, Claudio Botosso, Niki Giustini. Nella Bologna della metà degli anni Cinquanta, Taddeo un ragazzo appena maggiorenne vorrebbe diventare un frequentatore abituale del noto Bar

Gli amici del bar margherita, Pupi Avati, Diego Abatantuono, Laura Chiatti, Luigi Lo Cascio, Fabio De Luigi, Gianni Cavina, Neri Marcorè, Katia Ricciarelli, Luisa Ranieri, Pierpaolo Zizzi, Gianni Ippoliti, Claudio Botosso, Niki GiustiniGli amici del Bar Margherita di Pupi Avati, con Diego Abatantuono, Laura Chiatti, Luigi Lo Cascio, Fabio De Luigi, Gianni Cavina, Neri Marcorè, Katia Ricciarelli, Luisa Ranieri, Pierpaolo Zizzi, Gianni Ippoliti, Claudio Botosso, Niki Giustini.

Nella Bologna della metà degli anni Cinquanta, Taddeo un ragazzo appena maggiorenne vorrebbe diventare un frequentatore abituale del noto Bar Margherita. Per raggiungere il suo scopo si offre come autista di Al, una piccola personalità all’interno del quartiere. Il ragazzo riesce così a incontrare personaggi curiosi e caratteristici come Bep follemente innamorato della bella Marcella e delle piccole follie e cattivrie di tutti gli altri avventori. Ma a Taddeo servirà qualche cosa in più per diventare uno degli “amici” del Bar Margherita.

Sono degli eroi sciocchi quelli che frequentano il mitico Bar Margherita, sotto i portici di Via Saragozza a Bologna; un luogo dove si incrociano i sogni infranti e i destini illusi di personaggi dai tratti macchiettistici che solo agli occhi di un giovane ragazzo ingenuo si trasformano in figure capaci di generare un folle desiderio di partecipazione. Ci sono delle regole precise per essere accettato fra gli avventori del Bar, un decalogo da rispettare pena l’estromissione dalla foto di gruppo annuale, un rito che assume grande importanza ma solo nell’atto di essere presente.

Pupi Avati racconta i personaggi che popolavano il quartiere della sua infanzia, attraverso gli occhi di Taddeo descrive i suoi sogni di adolescente che non conoscendo come è la vita lontano da casa sua sceglie i punti di riferimento che gli sono offerti per prossimità. Come ripete ossessivamente il personaggio di Diego Abatantuono, la Via Saragozza è il suo piccolo, un microcosmo di storie attorno a cui ruota un piccolo universo che Taddeo non riesce a vedere se non dal suo interno.

Gli amici del Bar Margherita vivono un pallido ricordo di un Amarcord all’ombra della torre di Bologna, sono figli illegittimi dei Vitelloni e lontani cugini degli Amici Miei di Monicelli di cui però riescono solo a intravedere la sagace ironia e la feroce cattiveria. Purtroppo però Avati non è Federico Fellini. Sogni, scherzi e avventure agrodolci, storie vere ma che un cartello all’inizio dichiara essere frutto dell’invenzione della fiction. Come ha dichiarato il regista, infatti, questa interpretazione della vita così ingenua non è solo frutto della sua fantasia. La scelta di Avati è quella di allontanarsi dagli stereotipi presenti nei racconti ambientanti nei tanti Bar dello Sport cinematografici o letterari, o per lo meno questo avrebbe voluto l’intento del film.

Nel 1954 il boom economico aveva fatto dimenticare le fatiche del dopo guerra e l’illusione di una vita più scanzonata aveva creato un’euforia insolita e aggregativi. I bar diventavano così luoghi di frequentazioni, traffici, scambi e incontri più o meno clandestini. Di Bar Margherita, frequentati da patetici casi umani che trovano nelle amicizie da bancone l’unico motore di sopravvivenza, ne sono esistiti tanti, molti esistono ancora oggi ma forse sono l’unico baluardo contro la solitudine.

Avati ci ha preso gusto nel realizzare film in costume, lo si era capito già con Il cuore altrove e La seconda notte di nozze, ma questa volta più delle altre il film vuole essere un divertito e melanconico omaggio della Bologna che fu. Gli attori scelti per mettere insieme la brigata del Bar Margherita è credibile come compagnia di amici, spesso abituati a dividere il set sotto la direzione dello stesso Avati, peccato che i ruoli siano piuttosto disequilibrati cercando di assecondare e esaltare le caratteristiche di ciascuno. Così Abatantuono è più gigione del solito, Marcorè gioca nuovamente a fare il Candid della situazione, Lo Cascio si butta sotto le gonnelle come uno sciupafemmine siciliano e tutte le donne (mamma Katia esclusa) sono e saranno solo delle prostitute.

Gli amici del bar Margherita esce nei cinema il 3 aprile.

Voto Carlo: 5
Voto Gabriele: 5

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