Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet: prima clip in italiano del film di Jean-Pierre Jeunet

Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet: video, trailer, poster, immagini e tutte le informazioni sul film drammatico di Jean-Pierre Jeunet nei cinema italiani dal 28 maggio 2015.

Il prossimo 28 maggio arriva al cinema Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet, diretto dal regista de “Il Favoloso Mondo di Amélie” Jean-Pierre Jeunet di cui oggi vi possiamo proporre una prima clip in italiano.

A seguire trovate anche un’intervista al regista e se volete è anche disponibile una recensione del film.

Come ha scoperto Le mappe dei miei sogni, il romanzo che Reif Larsen sembra aver scritto pensando proprio a lei?

Dopo aver girato L’esplosivo piano di Bazil, non avevo voglia di occuparmi nuovamente di un soggetto inedito. D’altronde, mi piace variare. Quindi, ho chiesto a un “lettore di professione”, Julien Messemackers, se conosceva qualche libro che avrei potuto trovare interessante. In precedenza, Julien mi aveva scritto una sintesi de Il favoloso mondo di Amélie, durante la fase preparatoria del film che avrei poi realizzato. Era una sintesi fantastica, che comprendeva praticamente tutto quello che accadeva nel film e che mi ha aiutato molto durante la prima fase del progetto. Nella primavera del 2010, mentre mi trovavo in Australia per girare alcuni spot pubblicitari, Julien mi ha chiamato per dirmi: “Devi assolutamente leggere Le mappe dei miei sogni, è il primo romanzo di un giovane autore americano di nome Reif Larsen”. Mi ha inviato una copia del libro e ho approfittato del jet lag per leggerlo, terminandolo in pochi giorni. Sono rimasto colpito dal protagonista, un personaggio straordinario, e dalla sua toccante storia, dalla ricchezza di particolari presenti nella storia, dall’ambiente descritto, dai treni, dal Montana, dagli ampi spazi aperti…

Ha incontrato l’autore?

La prima volta che ho incontrato Reif Larsen, mi ha detto: “Quando ho visto Il favoloso mondo di Amélie, ho avuto l’impressione che qualcuno avesse rovistato fra i miei pensieri!”. E mi ha fatto vedere un album fotografico che anche io avevo appena regalato a tutti i miei amici! Così, è nata subito una complicità tra di noi, nonostante la differenza di età e di background. Ci sembrava di appartenere alla stessa famiglia: abbiamo gli stessi gusti, ossessioni, entusiasmi e interessi. Lui è com’ero io 30 anni fa! Ha seguito il progetto fino alla fine, veniva sul set e ha fatto anche la comparsa. Da quando ci siamo incontrati, ci siamo sempre tenuti in contatto via mail. Io, fin dall’inizio, ho desiderato subito poter adattare il suo libro. Per me è stata l’occasione di fare un film consono al mio universo, ma allo stesso tempo ambientato in un luogo lontano, se non altro per via della lingua, degli spazi aperti e del paesaggio americano.

Lei parla di emozioni e questa è la prima volta in cui affronta le emozioni in modo così diretto, soprattutto nella scena finale…

È vero. Ne L’esplosivo piano di Bazil ho evitato qualsiasi emozione. Lo consideravo più come un cartone. È stato un errore, perché il mio punto di riferimento era la Pixar e con la Pixar ci sono sempre emozioni. L’emozione dipende anche dalla personalità: alcune persone amano sentire i violini, altre no. Sono molto schivo, le mie emozioni sono contenute, spesso solo accennate.

Si ha l’impressione che T.S. Spivet appartenga alla stessa famiglia di Miette, l’eroina de La città perduta, oppure che ricordi Amélie da bambina …
Lo ripeto, Spivet assomiglia a me! Mi sono identificato in lui. T.S. ha successo e vince un premio prestigioso grazie alla sua fantasia e, quando si trova al centro dell’attenzione, non desidera altro che tornare al suo ranch. Esattamente come me: non sono mai a mio agio fuori dal mio ambiente. Quando andavo a scuola, mi chiedevo sempre cosa ci facessi lì. Per non parlare di quando facevo il militare. E anche in seguito, nei film d’animazione o nel cinema francese, non mi sentivo mai al posto giusto. A Hollywood è anche peggio! Non sto bene da nessuna parte, ho sempre la sensazione di essere atterrato sul pianeta sbagliato e, quando guardo il telegiornale, penso sempre “Ma che ci faccio qui? È un errore, deve essere stato un errore fin dall’inizio!”. Sono a mio agio solo quando sono in compagnia di persone che condividono la mia passione per un lavoro ben fatto.

Il suo vecchio amico Guillaume Laurant ha collaborato con lei all’adattamento del libro. Qual è stato lo stimolo maggiore per questa collaborazione?

Il romanzo è lunghissimo, più di 400 pagine! Praticamente era impossibile adattarlo ed è proprio questo che ha reso il nostro lavoro tanto stimolante! Abbiamo dovuto eliminare interi capitoli. Ci siamo concentrati sulla storia di T.S., eliminando le varie digressioni che costellano il libro. Gli abbiamo fatto vincere il Premio Baird per l’invenzione della macchina a moto perpetuo, e questa è stata un’idea di Guillaume, perché volevamo dare visibilità alla sua invenzione, mentre nel libro il ragazzino viene premiato per la sua competenza con le mappe geografiche e con i disegni. Abbiamo ricollocato il fratello al centro della storia, assegnato un ruolo essenziale alla madre che nel libro compare a malapena solo alla fine e abbiamo unito tutti i vari stadi del lancio promozionale di T.S. in uno stravagante spettacolo televisivo. È stato un lavoro duro, ma allo stesso tempo piuttosto semplice, perché il materiale di base è straordinario. E questo procedimento è sempre più facile rispetto al dover inventare tutto da zero. Quindi c’è tanto lavoro ma anche tanto piacere nel farlo. Ho preso il libro e ho iniziato a colorarlo: in rosso le parti che preferivo o che ritenevo indispensabili alla storia; ho sottolineato in giallo quelle che mi piacevano meno; e in verde i passaggi che non mi convincevano affatto. Ho selezionato le pagine dividendole in delle cartelline e, partendo da questa classificazione, ho ricostruito la storia, mischiando le pagine. A quel punto ci siamo messi a scrivere. Come sempre, Guillaume ha scritto i dialoghi e io le descrizioni visive. CI siamo scambiati le pagine via email, comparandole, completandole e riscrivendole. Poi le abbiamo fatte tradurre in inglese da Fred Cassidy, che vive a Los Angeles e che aveva già tradotto il mio film precedente, Vita di Pi.

Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet: trailer italiano del film di Jean-Pierre Jeunet

Microcinema porterà nelle sale italiane il prossimo 28 maggio Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet (la recensione del film), il nuovo film di Jean-Pierre Jeunet, ambientato negli Stati Uniti e interpretato da un cast prestigioso che include le candidate all’Oscar Helena Bonham Carter e Judy Davis, Callum Keith Rennie e il giovanissimo Kyle Catlett.

Il film riporta Jeunet alle atmosfere e alla magia del suo titolo più famoso, Il favoloso mondo di Amélie, sia grazie ai suoi protagonisti, una commovente famiglia sui generis, che per la storia narrata che è un vero e proprio inno alla fantasia.

Come ricorda lo stesso regista, parlando del romanzo da cui è tratto il film, “sono rimasto colpito dal protagonista, un personaggio straordinario e dalla sua vicenda toccante, dalla ricchezza di particolari presenti nella storia, dall’ambiente descritto, dal Montana e dagli ampi spazi aperti. Adattare il libro di Reif Larsen è stato un lavoro duro, ma allo stesso tempo piuttosto semplice, perché il materiale di base è straordinario”.

La trama ufficiale:

T.S. Spivet (Kyle Catlett) è un bambino prodigio di 10 anni appassionato di cartografia e invenzioni. Vive in un ranch nel Montana insieme alla mamma (Helena Bonham Carter), esperta di morfologia degli insetti, al padre, cowboy nato nel periodo storico sbagliato, a sua sorella quattordicenne che sogna di diventare Miss America e a suo fratello gemello Layton.

Un giorno T.S. riceve una telefonata inaspettata dall’Istituto Smithsonian che gli annuncia la vittoria del prestigioso premio Baird per la sua invenzione di un dispositivo dal moto perpetuo. All’insaputa di tutti, per ritirare il premio e tenere il discorso di ringraziamento, T.S. salta su un treno merci e intraprende il suo straordinario viaggio attraverso l’America in direzione Washington…ma allo Smithsonian tutti ignorano che T.S. è solo un bambino!

The Young and Prodigious Spivet: trailer, locandina e immagini del primo film in 3D di Jean-Pierre Jeunet

Disponibili un primo trailer, una locandina e un set di immagini per The Young and Prodigious Spivet, il nuovo film del regista francese Jean-Pierre Jeunet (Il favoloso mondo di Amelie).

Jeunet torna dietro la macchina da presa, dopo L’esplosivo piano di Bazil, debuttando nel formato 3D con un dramma familiare che vede nel cast Kathy Bates ed Helena Bonham Carter, quest’ultima reduce dal successo del musical Les Miserables e presto sugli schermi nell’action-western targato Disney The Lone Ranger.

Basato sul libro “Le mappe dei miei sogni”, opera d’esordio dello scrittore statunitense Reif Larsen, il film ruota attorno ad un ragazzino dodicenne appassionato di cartografia che vive in una famiglia eccentrica, che dopo essere stato invitato allo Smithsonian Institute, viaggia attraverso il paese nascosto a bordo di un treno merci.

L’inconfondibile componente estetica del cinema di Jeunet si riflette con intriganti digressioni cromatiche e “fumettose” anche in questo nuovo film, ed è sempre un piacere ritrovare un’artista dell’immagine che condivide visivamente diverse caratteristiche con il collega americano Wes Anderson.

Kyle Catlett interpreta il giovane Spivet, mentre il resto del cast include Kathy Bates, Judy Davis e Callum Keith Rennie.

Spivet a 12 anni è un prodigio con la passione per la cartografia e le invenzioni scientifiche. Un giorno, riceve una chiamata inaspettata dal museo Smithsonian che gli comunica che è il vincitore del prestigioso premio Baird per la sua scoperta di una macchina per il moto perpetuo e che è invitato ad un ricevimento in cui dovrà tenere un discorso. Senza dire nulla a nessuno Spivet sale su un treno merci e attraversa gli Stati Uniti per raggiungere Washington.

The Young and Prodigious Spivet debutterà in Francia ad ottobre.

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