Hatchet – di Adam Green: recensione in anteprima

Hatchet (Hatchet, USA, 2006) di Adam Green; con Joel Moore, Tamara Feldman, Deon Richmond, Kane Hodder, Mercedes McNab, Parry Shen, Joel Murray, Joleigh Fioravanti, Richard Riehle, Patrika Darbo. Due amici si inoltrano nelle paludi vicino New Orleans, incuriositi dalla leggenda che si racconta su quel posto misterioso. Tra gli alberi si aggirerebbe lo spirito di

Hatchet (Hatchet, USA, 2006) di Adam Green; con Joel Moore, Tamara Feldman, Deon Richmond, Kane Hodder, Mercedes McNab, Parry Shen, Joel Murray, Joleigh Fioravanti, Richard Riehle, Patrika Darbo.

Due amici si inoltrano nelle paludi vicino New Orleans, incuriositi dalla leggenda che si racconta su quel posto misterioso. Tra gli alberi si aggirerebbe lo spirito di Victor Crowley, un ragazzo deforme che sarebbe morto una notte a colpi di accetta. Ma come ben si sa le leggende hanno sempre un fondo di verità.

Come prendere un film come Hatchet? Non è certo complicato, visto che il film del giovane Adam Green è chiaro e limpido nelle intenzioni sin da subito. Il suo lavoro è una commedia dai toni grotteschi che si veste da horror per omaggiare lo slasher anni ’80 facendone allo stesso tempo la parodia.

L’operazione ricorda da una parte Planet Terror di Robert Rodriguez, mentre dall’altra potrebbe ricordare anche Severance di Christopher Smith, non a caso due pellicole uscite più o meno nello stesso periodo di Hatchet (che è vecchiotto di tre anni e viene recuperato dalla nostra distribuzione forse in vista di Frozen, il nuovo film di Green, e soprattutto di un sequel).

Ma c’è da dire che Hatchet, anche più dei film citati, spinge il pedale sul puro divertimento di genere, sia sul versante comico che su quello splatter. Così com’è, quindi, la pellicola riesce ad essere un piccolo lavoro che intrattiene gli appassionati del genere colpendo il bersaglio con continue frecce e citazioni.

Non è un remake. Non è un sequel. Non è basato su un film giapponese” recita una delle tagline delle varie locandine originali. Ed è assolutamente vero, il che non vuol dire che Hatchet sia un film originale. Per dimostrarlo, se ce ne fosse davvero il bisogno (!), prendiamo in prestito un’altra tagline: “Old school American Horror“.

Già: perché come Venerdì 13 sta ad Halloween, e come Halloween sta a Black Christmas, Hatchet sta a Venerdì 13. Ma anche a Non aprite quella porta, perché no. Adam Green sembra volersi inserire dentro ad un percorso del genere che ha come unico punto di arrivo la parodia del genere stesso. Come dire: se non ci si prende più in giro e ci si prende sul serio, il film non funziona.

Non è certo un caso che Victor Crowley punti a diventare una piccola icona dell’horror ma allo stesso tempo non possa non ricordare Jason Voorhees, a cui staranno fischiando le orecchie nel bel mezzo di Crystal Lake. Ma basta leggere il nome di chi interpreta il babau per chiudere il cerchio da soli: dopo che Derek Mears gli ha “rubato” l’icona nel filmaccio di Marcus Nispel, Kane Hodder si è trovato un altro killer coi fiocchi.

E che dire della reunion di icone cult del genere? Avere nello stesso film Robert Englund (il Freddy Krueger di Nightmare), Tony Todd (Candyman) e Hodder non ha prezzo. E comunque, al di là di tutto e al di là di ogni discorso fra cinefili e appassionati del genere, Hatchet si dimostra un valido divertimento, che non è cosa da poco: ma quanto si divertirà di più chi con lo slasher ci è cresciuto…

Voto Gabriele: 7
Voto Carla: 7+

Dal 02 aprile al cinema.

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