Daybreakers – L’ultimo vampiro – La recensione in anteprima

Daybreakers – L’ultimo vampiro (Daybreakers) Regia di Michael e Peter Spierig, con Ethan Hawke, Willem Dafoe, Claudia Karvan, Sam Neill, Michael Dorman, Vince Colosimo, Isabel Lucas, Gabriella DiLabio, Harriet Minto-Day, Peter Welman.In un futuro prossimo, un’epidemia ha trasformato gran parte della popolazione mondiale in vampiri. I sintomi sono quelli di sempre: il cuore cessa di

Daybreakers – L’ultimo vampiro (Daybreakers) Regia di Michael e Peter Spierig, con Ethan Hawke, Willem Dafoe, Claudia Karvan, Sam Neill, Michael Dorman, Vince Colosimo, Isabel Lucas, Gabriella DiLabio, Harriet Minto-Day, Peter Welman.

In un futuro prossimo, un’epidemia ha trasformato gran parte della popolazione mondiale in vampiri. I sintomi sono quelli di sempre: il cuore cessa di battere, forte intolleranza alla luce del sole, necessità vitale (se di vita si tratta) di sangue umano. Gli esseri umani sono coltivati come piante da cui estrarre il prezioso nettare ematico, ma la richiesta diventa sempre più alta a fronte di scorte sempre più esigue. I pochi esseri umani ancora liberi sono braccati dai cacciatori della razza dominante e la sopravvivenza è miraggio, ogni notte infatti è una minaccia per la loro esistenza. Non tutti i vampiri però sono spietati bevitori di sangue, una equipe di ematologi sta infatti studiando una forma di sangue sintetico che permetta ai contagiati di sopravvivere senza bisogno di nutrirsi di esseri umani. Ma c’è ancora una speranza per l’umanità, ma il sistema non è certo semplice da sovvertire.

Mettiamo le cose in chiaro fin dall’inizio. Sebbene il personaggio interpretato da Ethan Hawke, un vampiro che rifiuta di nutrirsi di sangue umano, porti il nome di Edward, nulla ha a che vedere con l’omonimo protagonista della vampiresca saga di Twilight. La sceneggiatura di Daybreakers infatti, scritta dai fratelli tedeschi Michael e Peter Spierig, è stata acquistata per essere prodotta dalla Lionsgate nel 2004, in tempi non sospetti quindi, quando la saga della famiglia Cullen non aveva ancora visto nemmeno gli scaffali delle librerie. Trattandosi di un film che ha richiesto un notevole sforzo produttivo, la ricerca di finanziamenti e di collaborazioni è stata lunga e laboriosa (il film ha “visto la luce” grazie all’Australia’s Film Finance Corp) tanto che solo nel 2007 si è iniziato a lavorare sul casting (primo passo per la realizzazione del film).

L’ambizione di Daybreakers è quella di fondere elementi tipici della narrazione vampiresca con quelli del genere fantascientifico, strizzando evidentemente l’occhio al Richard Matheson di Io sono leggenda. I fratelli Spierig costruiscono un mondo alternativo dove un’epidemia ha dato (non)vita a una nuova razza dominante, capace di creare un nuovo sistema sociale, basata su regole, economie e consuetudini differenti rispetto a quello a cui siamo (o eravamo) abituati in quanto esseri umano. L’impatto visivo è decisamente suggestivo. Le scenografie sono geometriche, simmetriche e impersonali. Le immagini sono fredde e oscure, i tagli di luce servono a sottolineare il buio in cui vive questa nuova razza in una quasi totale assenza di colore, mentre al contrario il giorno è abbagliante e brucia la pellicola come la pelle di un vampiro.

Daybreakers non aggiunge molto alla figura del vampiro, ma lo rielabora in modo interessante attingendo a piene mani alla storia del genere. L’ematologo giovane e seducente interpretato da Ethan Hawke rappresenta la visione moderna del vampiro, quello che poi è diventato l’eroe romantico per ragazzine con Robert Pattison, ma l’evoluzione della specie (o devoluzione) arriva fino all’esplicitare la deformazione fisica e mentale come una malattia (che richiama a Nosferatu di Murnau e The Addiction di Ferrara), o peggio una degenerazione da combattere e sopprimere.

Ai fratelli Sperig non interessano i sotto-testi religiosi (l’epidemia è stata causata da un pipistrello) e non giocano con le tradizioni come l’aglio, la terra natia o i corsi d’acqua che non possono essere attraversati. L’ossessione per le malattie infettive genera mostri, come in questo caso in cui in un mondo di infetti coloro che hanno subito la trasformazione diventano i “normali”. C’è ancora una speranza per guarire, ma non tutti vogliono tornare semplici esseri umani. Il problema nasce infatti dalle convenzioni sociali e dall’economia che si è venuta a consolidare quando la malattia non è più percepita come tale, il destino dell’umanità è in mano (una volta in più) all’avidità di pochi.

Protagonista del “risorgimento” della razza umana un redento Willem Dafoe, perfetto nel ruolo disegnatogli dai fratelli Spierig, mentre il malinconico Hawke offre tutta la sua inadeguatezza al ruolo di vampiro (almeno questa volta) in modo assolutamente funzionale alla narrazione. In bilico tra horror, catastrofico e fantascientifico Daybreakers ha il pregio di possedere al contempo un’anima elegante e una splatter, facendole convivere in un film che pare nascere da una graphic novel, riuscendo però inserire temi fondamentali per il futuro di una società come il potere delle grandi compagnie multinazionali, i limiti della ricerca scientifica e la manipolazione di una massa che si adagia su un conformismo di comodo.

Daybreakers uscirà nei cinema venerdì 26 marzo.

Voto Carlo 7-

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