Vendicami – La recensione in anteprima

Vendicami (Vengeance) Regia di Johnnie To, con Johnny Hallyday, Sylvie Testud, Anthony Wong, Simon Yam, Lam Ka Tung, Lam Suet, Cheung Siu-Fai, Maggie Shiu, Felix Wong, Yuk Ng Sau, Vincent Sze. Un padre arriva a Hong Kong per vendicare la figlia, la cui famiglia è stata distrutta. Ufficialmente è un cuoco francese, vent’anni fa era

Vendicami (Vengeance) Regia di Johnnie To, con Johnny Hallyday, Sylvie Testud, Anthony Wong, Simon Yam, Lam Ka Tung, Lam Suet, Cheung Siu-Fai, Maggie Shiu, Felix Wong, Yuk Ng Sau, Vincent Sze.

Un padre arriva a Hong Kong per vendicare la figlia, la cui famiglia è stata distrutta. Ufficialmente è un cuoco francese, vent’anni fa era un killer. Sebbene qualcuno potrebbe obiettare che con sarcasmo che la differenza tra le due professioni non è poi così evidente, riporto la sinossi così come è presentata sul press book perché talmente bella che merita di non essere violata. Poche parole che descrivono perfettamente con calma orientale un film che raccoglie a piene mani dall’eredità del cinema d’azione di hong kong e lo contamina con le classiche regole del cinema di genere occidentale, in particolare il noir e il western.

Siamo nella città di Macau, tra oscuri bassifondi e palazzi che sembrano quelli di una Las Vegas orientale. Un’irruzione di un commando armato distrugge una famiglia, un uomo asiatico e i suoi due figli restano a terra in una pozza di sangue. Sopravvive abbastanza per chiedere vendetta la giovane moglie (la Sylvie Testud intensissima protagonista dello splendido Lourdes). A raccogliere il suo ultimo desiderio è Costello, il padre della donna, arrivato in oriente dalla Francia e deciso a trovare i responsabili della strage.

Costello (un glaciale Johnny Hallyday) è un uomo sofferente, nel fisico e nell’anima, che porta addosso le cicatrici di un passato che non è certo quello di un cuoco (il lavoro che dichiara), ma soprattutto nel suo cervello c’è un proiettile che rischia di compromettere la sua memoria, quindi la vendetta deve essere necessariamente rapida. Come fare a risalire ai responsabili e al mandate, con pochissimi indizi? Costello inizia così un percorso che lo vedrà accompagnato da tre killer della triade, incontrati per caso, con cui si crea un legame che trascende quello professionale.

La sceneggiatura è lineare nel suo svolgersi ma segue un movimento ondivago in cui i momenti di quiete si alternano all’azione violenta caratterizzata da una poetica che trasforma le sparatorie in dinamici balletti al rallentatore, privi di ogni tipo di credibilità balistica. Non è però il realismo che interessa a Johnnie To, che abbandona il rigore espresso nei suoi film precedenti lasciano libero sfogo al suo estro visivo (splendide alcune inquadrature urbane notturne, contrapposte agli spazi aperti e luminosi della discarica dove si svolge lo scontro finale) ma soprattutto si lancia in un esplicito omaggio al polar (il noir francese) di Jean Pierr Melville con alcuni tocchi europei, in primis la scelta del protagonista il cui cognome richiama esplicitamente Faccia d’angelo interpretato da Alain Delon (il cui titolo originale era Le Samurai) che, non a caso, è stato contattato all’inizio del progetto proprio per questo ruolo, per cui è stato poi scelto un perfetto Johnny Hallyday dallo sguardo mai così vitreo e perso nel vuoto.

Vendicami è un film fiero di rappresentare un genere nei suoi canoni più classici sebbene virati attraverso il filtro del gusto orientale. La sceneggiatura mantiene alta la tensione nonostante momenti di forte rallentamento dell’azione e di buchi narrativi che, forse, non sono del tutto ingiustificati, ma potrebbero non essere apprezzati dalla parola vendetta riporta alla mente la sposa di Kill Bill (altro cinema in tutti i sensi).

Il film di Johnny To è stato presentato alla scorsa edizione del Festival di Cannes e in seguito ha vinto il Leone Nero come Miglior Film al Courmaryeur Noir in Festival.

Vendicami esce nei cinema venerdì 30 aprile, qui potete vedere il trailer italiano

Voto Carlo: 7
Voto Simona: 5 (qui le motivazioni)
Voto Carla: 8
Voto Gabriele: 7

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