Poseidon: recensione in anteprima


Ecco un film che non si perde in chiacchiere. Venti minuti scarsi di presentazione dei personaggi e poi offre subito quello che lo spettatore cerca in un film del genere…distruzione! La Poseidon viene infatti subito colpito da un’onda anomala. Da questo momento in poi, è tutto un susseguirsi di esplosioni, fughe per la salvezza, atti eroici…

Poseidon diretto da un Wolfgang Petersen abbonato a film acquatici (suo è il tremendo La Tempesta Perfetta) è il remake del classico del ’72 L’avventura del Poseidon diretto da Ronald Neame…Oddio, forse remake è una parola grossa, visto che il remake si ferma a: Una nave da crociera si capovolge a seguito dell’urto con un’onda anomala. A parte questo, del film originale non c’è poi molto. I nuovi personaggi comprendono: il giocatore d’azzardo di professione Dylan Johns (un affascinante ed eroico Josh Lucas); una madre, Maggie (Jacinda Barrett) con il suo bambino Conor (Jimmy Bennett); l’ex sindaco di New York Robert Ramsey (un sempre grande Kurt Russell) in cerca di sua figlia Jennifer (Emmy Rossum) e del di lei fidanzato Christian (Mike Vogel); una clandestina interpretata da Mia Maestro (è la sorellastra di Sidney in Alias), ed un aspirante suicida per amore cui dà il volto Richard Dreyfuss. Particina per Fergie dei Black Eyed Peas, che entra in scena, mozza il fiato per la sua bellezza, canta un paio di canzoni e viene sommersa.


Il film corre spedito come un treno, anche troppo, tanto che non si riesce proprio a provare empatia per questi poveri sopravvissuti. Una parte introduttiva costruita con maggiore attenzione avrebbe portato a palpitare per le loro sorti. E’ vero che ci vuole talento (e tanto) per costruire un personaggio con uno sguardo ed una battuta, ma in questo film sembrano tutti eroici e solidali, pronti ad aiutarsi l’uno con l’altro e a sacrificare la propria vita (l’unica scena di “bastardaggine” è in certo senso “giustificata”). Allora è meglio godersi su uno schermo gigante ed un adeguato impianto sonoro tutta la magnificenza tecnica del film, tanto di cappello ai realizzatori degli effetti speciali e alla regia di Petersen che riesce in alcune sequenze ad essere claustrofobica e tesa. D’altra parte, non è che si vanno a vedere questi film per la storia, no? Se vi basta lo spettacolo, sarete accontentati.

Si dirà sicuramente, dopo l’uscita del film, che Poseidon rilancerà il genere catastrofico, francamente io spero invece che il film serva per rilanciare la carriera di un grande Kurt Russell, da troppo tempo assente (spassoso il suo ruolo in Sky High, immenso in Dark Blue tratto da Ellroy), magari - lasciatemi sognare! - ancora in coppia con John Carpenter.

Giovanni Lembo (DG-Image)

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