Venezia 2010: Miral – La recensione

Miral (Miral, Gran Bretagna, Israele, Francia – 2010 – Drammatico) di Julian Schnabel con Willem Dafoe, Freida Pinto, Alexander Siddig, Hiam Abbass, Omar Metwally, Yasmine Elmasri, Makram Khoury, Jamil Khoury, Shredi Jabarin, Doraid Liddawi, Ruba Blal.Gerusalemme Est; Miral è una giovane ragazza palestinese che vive in un orfanotrofio gestito dalla signora Husseini, decisa ad aiutare

Miral (Miral, Gran Bretagna, Israele, Francia – 2010 – Drammatico) di Julian Schnabel con Willem Dafoe, Freida Pinto, Alexander Siddig, Hiam Abbass, Omar Metwally, Yasmine Elmasri, Makram Khoury, Jamil Khoury, Shredi Jabarin, Doraid Liddawi, Ruba Blal.

Gerusalemme Est; Miral è una giovane ragazza palestinese che vive in un orfanotrofio gestito dalla signora Husseini, decisa ad aiutare tutti i bambini lasciati soli o che hanno perso i genitori durante la lunghissima guerra che continua ad infuriare tra Palestina ed Israele. La ragazza sposa presto la causa della propria terra in modo attivo, e si mette nei guai…

Julian Schnabel porta al Lido in concorso dopo tre anni dal suo originale, rischioso e bellissimo Lo scafandro e la farfalla, premiato a Cannes, un film tratto da un romanzo della sua compagna, la scrittrice e giornalista Rula Jebreal che ormai tutti noi italiani abbiamo imparato a conoscere innanzitutto grazie ad Anno Zero.

Un racconto autobiografico che vuole non tanto raccontare la propria storia, ma quella di un popolo in cerca di una terra e di un’identità narrata attraverso gli occhi di una ragazzina coraggiosa, forse un po’ ingenua ma infiammata dall’attivismo politico più genuino. Però il primo problema di un film come Miral è quello di aver in parte perso l’obiettivo principale per raccontare prima di tutto la storia di Rula Jebreal…

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Nella prima parte il film è diviso in sezioni e narra le storie di tre donne che più tardi si capirà avere tutte a che fare con la vita della protagonista, la cui vita vera e propria ci viene presentata dopo circa tre quarti d’ora. In parallelo, come si è già detto, c’è la battaglia della Palestina per trovare almeno un accordo con Israele, che propone di ridare indietro il 22% del territorio. Un accordo che viene raggiunto, certo, ma che ancora oggi non è mai stato rispettato.

L’impegno politico del film, schierato apertamente, è a suo modo lodevole e ben visibile: la sceneggiatura presenta alcuni momenti che possono far arrabbiare (la tortura ai danni di Miral in carcere, ad esempio) e personaggi convinti delle proprie posizioni. Come la cocciuta protagonista, che va contro anche alle persone più care per riuscire a portare la libertà al proprio paese.

Ma è anche vero che il film soffre di un certo didascalismo di fondo che tende ad annacquare l’aspetto emotivo del film: che è freddo e poco coinvolgente, nonostante la materia trattata sia davvero calda. E senza alcun dubbio questo è un lavoro poco personale per Schnabel, la cui regia, a parte qualche momento (la soggettiva nel mare, qualche inquadratura sghemba), risulta non di certo ispiratissima.

Forse bisogna considerare Miral più come un film della Jebreal, che nel finale in cui viene usato del materiale di repertorio si vede in prima persona. Dall’altra parte la sua interprete, la protagonista Freida Pinto sdoganata da The Millionaire, non rende troppa giustizia al personaggio. Un film impegnato e corretto, in definitiva, ma incolore e senza guizzi.

Voto Gabriele: 4.5
Voto Simona: 8 (Duro e toccante pur nella delicatezza di non mostrare in modo esplicito la violenza ma di lasciarla, il più delle volte, immaginare. Tutte bravissime le protagoniste.)

Dal 3 settembre al cinema, qui il trailer italiano e qui le foto dal red carpet di Venezia 2010.

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