Courmayeur Noir in Festival – commenti a caldo su Hanyo (The Housemaid) e Sound of Noise. Con trailer

Già presentato in concorso allo scorso Festival di Cannes, è stato presentato ieri (nuovamente in concorso) al Noir in Festival di Courmayeur Hanyo (The Housemaid), con Jeon Do-youn, Lee Jung-jae, Youn Yuh-jung, Seo Woo, Park Ji-young, Ahn Seo-hyun, Hwang Jung-min, Moon So-ri. Scritto e diretto da Im Sang-soo, il film è il remake dell’omonima pellicola

di simona

Già presentato in concorso allo scorso Festival di Cannes, è stato presentato ieri (nuovamente in concorso) al Noir in Festival di Courmayeur Hanyo (The Housemaid), con Jeon Do-youn, Lee Jung-jae, Youn Yuh-jung, Seo Woo, Park Ji-young, Ahn Seo-hyun, Hwang Jung-min, Moon So-ri. Scritto e diretto da Im Sang-soo, il film è il remake dell’omonima pellicola del 1960 firmata da Kim Ki-young, un classico del cinema coreano. Qui trovate il trailer e la fotogallery dedicata alla pellicola, che arriverà nelle sale italiane grazie a Fandango.

Intenso, drammatico, con un senso estetico ed una cura maniacale del dettaglio che rendono il film impeccabile in ogni inquadratura, ma eccessivamente patinato. Il finale è spiazzante e sarebbe molto più bello senza quegli ultimi due minuti, recitati in inglese, che sembrano staccarsi da tutto il resto. Hanyo può forse essere accusato di un certo anacronismo (la vicenda poteva essere attuale, forse perfino scandalosa, nella Corea del 1960, ma collocata in un contesto attuale sembra un po’ fuori posto) nonostante il tentativo di attualizzare la vicenda rendendo fin troppo espliciti certi dialoghi e le scene di sesso.

Eun-yi viene assunta dalla ricchissima famiglia di un uomo d’affari, in qualità di governante e bambinaia della primogenita Nami e dei due gemelli che la giovane e bella moglie del padrone di casa sta per dare alla luce. Sempre sorridente e cortese, Eun-yi è meno esperta della collega più anziana Byung-sik, da anni al servizio della stessa famiglia e addentro alle sue abitudini e segreti. Nonostante questo, i suoi modi e la sua disponibilità le permettono di integrarsi fin da subito nell’ambiente familiare, stringendo un ottimo rapporto in particolare con la piccola di casa. L’equilibrio creatosi inizia a vacillare nel momento in cui il capofamiglia decide di sedurre la giovane donna; per poi crollare rovinosamente quando le altre donne della casa la scoprono incinta.

Sound of Noise
Assolutamente folle, divertentissimo, strambo, difficilmente categorizzabile – e proprio per questo geniale – è arrivato in concorso al Noir in Festival anche Sound of Noise, di Ola Simonsson. Coprodotta da Francia, Svezia e Danimarca, la commedia nera racconta di Amadeus Warnebring, commissario di polizia nato da un’illustre famiglia di musicisti, che, per ironia della sorte, detesta la musica. Un gruppo di musicisti stravaganti, guidato dalla bella e ribelle Sanna, decide di eseguire un’opera apocalittica in quattro atti utilizzando la città come strumento musicale. La loro arte provoca caos e disordine. Warnebring si butta anima e corpo sulle tracce di questi terroristi della musica. Quando si accorge che la donna che ama segretamente fa parte della gang, capisce che non gli resta altra soluzione che entrare nel mondo terrificante della musica, dal quale è fuggito per tutta la vita, per arrivare, in fine, a raggiungere l’agognato silenzio.

Una curiosità: tranne il protagonista Amadeus, interpretato da Bengt Nilsson, la quasi totalità dei personaggi ha conservato il nome di battesimo dei rispettivi interpreti: Sanna Persson Halapi, Magnus Börjeson, Magnus Börjeson, Johannes Björk, Fredrik Myhr, Marcus Haraldson Boij, Anders Vestergård.

Sceneggiato dallo stesso Ola Simonsson con Johannes Stjärne Nilsson e con le musiche (nel caso di questa pellicola è fondamentale citarne i geniali compositori) di Magnus Börjeson, Six Drummers e Fred Avril; Sound of Noise è stato detestato da una considerevole fetta del pubblico presente in sala nella serata di ieri. Altrettanti, però, lo hanno amato (sottoscritta compresa) fin dalla prima sequenza che vede Sanna alla guida di un furgone, mentre ascolta la musica…suonata dal vivo da un batterista nel vano di carico. Altro che Stomp, altro che Spaghetti Western Orchestra (che mi lasciò a bocca spalancata lo scorso anno), i protagonisti di questo film sono in grado di suonare realmente qualsiasi oggetto, animato e non. Spero davvero che il film possa trovare una distribuzione ed essere visto anche dal pubblico italiano. Se ne avrete l’occasione, andatelo a vedere! Intanto date un’occhiata al trailer qui di seguito e fatevi un’idea…