Un italiano a Cannes: Atto Terzo – una giornata da ricordare

Un italiano a Cannes: Atto Terzo – Cineblog racconta la propria trasferta a Cannes


Per venerdì 20 Maggio vale una di quelle espressioni tanto inflazionate nel gergo comune: “una giornata da ricordare“. Sì, pur scusandomi per non aver potuto ragguagliarvi prima sul perché, senza dubbio si è trattato di uno di quei giorni che difficilmente passeranno nel dimenticatoio. Il motivo è presto detto. Da un lato, la conferenza di This Must Be the Place, con Sean Penn e Paolo Sorrentino. Dall’altro, non meno rilevante (anzi!) la masterclass sul cinema tenuta nientedimeno che da Malcom McDowell.

Oltre alle foto raccolte in loco, ci sembrava interessante condividere con voi due/tre punti salienti di questi incontri, che nel caso del simpaticissimo McDowell assumono la consistenza di veri e propri aneddoti. Insomma, si è trattato di tempo ben speso, oltre che costituire una deliziosissima pausa tra una proiezione e l’altra, il cui incessante susseguirsi ci ha totalmente assorbiti – e noi, ovviamente, non possiamo esserne altro che grati.

Ma partiamo dalla conferenza, tenutasi subito dopo la proiezione del film, con Paolo Sorrentino e buona parte del cast. Com’era lecito supporre, una delle primissime curiosità che i giornalisti accreditati intendevano soddisfare verteva sulla genesi di questo rapporto tra il regista napoletano e Sean Penn. Insomma, come, quando e perché hanno deciso di girare un film insieme.

Un italiano a Cannes: Atto Terzo – foto Paolo Sorrentino e Malcom McDowell
Un italiano a Cannes: Atto Terzo - foto Paolo Sorrentino e Malcom McDowell
Un italiano a Cannes: Atto Terzo - foto Paolo Sorrentino e Malcom McDowell
Un italiano a Cannes: Atto Terzo - foto Paolo Sorrentino e Malcom McDowell
Un italiano a Cannes: Atto Terzo - foto Paolo Sorrentino e Malcom McDowell

A rispondere è l’attore, nonché protagonista di This Must Be the Place. I due s’incontrarono proprio qui a Cannes, nell’anno in cui Sorrentino vinse il Gran Premio della Giuria – presieduta, per l’appunto, proprio da Sean Penn. Il regista avanzò quindi la proposta, alla quale Penn cedette ben volentieri per via della stima nutrita nei suoi confronti.

Le altre due domande degne di nota, anch’esse preventivabili, sono state le seguenti: “Come giudichi questa tua esperienza americana? Hai intenzione di tornare a girare un film negli States?“. Pur avendo messo in chiaro che la priorità fosse ancora quella di lasciarsi definitivamente alle spalle il suo ultimo film, il buon Paolo si è detto assolutamente soddisfatto per quanto avvenuto durante l’arco dell’intera produzione. Di conseguenza, chiaramente, non gli dispiacerebbe affatto avere un’altra possibilità in tal senso.

Alla luce dell’ultimo capoverso, è evidente che la nostra spiccata curiosità deve sospendersi. Sarebbe infatti stato interessante conoscere quale potesse essere il suo prossimo progetto, magari anche solo a livello di mera idea. Ma è evidente che certe dichiarazioni sopprimono sul nascere certe domande, al che nessuno è stato così coraggioso da osare fino a questo punto.

Ma come abbiamo accennato in apertura, l’altro ieri non è stato solo il giorno di This Must Be The Place. Dando uno sguardo al programma della giornata, quasi celato dalla cospicua mole di proiezioni, era possibile scorgere un appuntamento davvero sfizioso. Alludiamo alla masterclass sul cinema tenuta da Malcom McDowell, noto ai più per aver interpretato il ruolo di Alex DeLarge nel capolavoro di Stanley Kubrick, ossia Arancia Meccanica. Film che, tra l’altro, è stato proiettato giovedì sera in presenza di McDowell, nonché della moglie Christiane e l’amico di sempre Jan Harlan.

Ed è proprio da un simpatico aneddoto, inerente ad uno dei primissimi incontri tra Kubrick e McDowell, che intendiamo partire. L’attore britannico racconta che in una di queste occasioni, gli fu consegnato un libro. Trattandosi di Kubrick, però, non è difficile credere a McDowell quando sottolinea la riluttanza con cui gli fu agevolato. Il celebre regista gli disse: “Leggilo e dimmi che ne pensi“. Chiaramente si trattava di A Clockwork Orange di Anthony Burgess. La prima lettura fu terribile! Non aveva idea di come potesse essere trasposto in pellicola qualcosa del genere.

Ma McDowell perseverò, ed arrivò a finire il libro ben tre volte. Solo allora si rese conto della potenza di quanto riportato su quelle pagine. Decise di richiamare Kubrick per parlargli di quanto maturato, esponendo le proprie idee a riguardo. Sta di fatto che, ad un certo punto della conversazione, l’attore intuisce che che la scelta per il ruolo di Alex fosse già caduta su di lui. All’improvviso la domanda: “Stanley, non è che per caso mi stai offrendo la parte?” E Kubrick, glaciale, a bassa voce, si limitò a rispondere: ““. D’altronde l’estrema riservatezza del maestro è cosa ben nota.

Tuttavia, per McDowell, il regista di Arancia Meccanica non è stato l’unico “genio” con cui dice di aver lavorato. Grandi attestazioni di stima sono state riservate anche a Lindsay Anderson, considerato uno dei migliori registi britannici di sempre. Con lui, tra l’altro, l’attore di Leeds ha esordito con il suo primo film, ossia If… (del 1968). Senza contare che la pellicola a cui è maggiormente legato, tra quelle alle quali ha preso parte, è stata un’altra diretta sempre dallo stesso Anderson. Parliamo di O Lucky Man!, in cui McDowell ricopre il doppio ruolo di attore e co-sceneggiatore.

Altra figura che lui considera tra i maestri assoluti della regia mondiale è Robert Altman, con cui ha avuto il piacere di girare il penultimo film del regista, ossia The Company. Ad avviso di McDowell, se c’era qualcuno che riusciva a raccontare realmente l’America, quello era proprio Altman. Si è detto grato, dunque, di avere avuto l’onore di comparire in dei lungometraggi di tre persone che, professionalmente parlando, stima in maniera assoluta.

Ve l’avevamo detto… quattro chiacchiere in amicizia, come se si stesse sorseggiando una birra all’interno un bar poco affollato. Personaggio davvero interessante e dalla battuta facile McDowell, che, considerata la sua prolifica carriera, di cose da raccontare ne avrebbe a bizzeffe. Ma anche qui, nonostante la magia di cui è pregna l’atmosfera, il tempo è tiranno. L’incontro volge al termine e a noi non resta che pensare a questo 20 Maggio 2011 come una meravigliosa giornata. Una di quelle da ricordare, per l’appunto.

Un italiano a Cannes: Atto Terzo - foto Paolo Sorrentino e Malcom McDowell
Un italiano a Cannes: Atto Terzo - foto Paolo Sorrentino e Malcom McDowell
Un italiano a Cannes: Atto Terzo - foto Paolo Sorrentino e Malcom McDowell
Un italiano a Cannes: Atto Terzo - foto Paolo Sorrentino e Malcom McDowell
Un italiano a Cannes: Atto Terzo - foto Paolo Sorrentino e Malcom McDowell
Un italiano a Cannes: Atto Terzo - foto Paolo Sorrentino e Malcom McDowell
Un italiano a Cannes: Atto Terzo - foto Paolo Sorrentino e Malcom McDowell
Un italiano a Cannes: Atto Terzo - foto Paolo Sorrentino e Malcom McDowell
Un italiano a Cannes: Atto Terzo - foto Paolo Sorrentino e Malcom McDowell
Un italiano a Cannes: Atto Terzo - foto Paolo Sorrentino e Malcom McDowell
Un italiano a Cannes: Atto Terzo - foto Paolo Sorrentino e Malcom McDowell
Un italiano a Cannes: Atto Terzo - foto Paolo Sorrentino e Malcom McDowell
Un italiano a Cannes: Atto Terzo - foto Paolo Sorrentino e Malcom McDowell
Un italiano a Cannes: Atto Terzo - foto Paolo Sorrentino e Malcom McDowell
Un italiano a Cannes: Atto Terzo - foto Paolo Sorrentino e Malcom McDowell
Un italiano a Cannes: Atto Terzo - foto Paolo Sorrentino e Malcom McDowell
Un italiano a Cannes: Atto Terzo - foto Paolo Sorrentino e Malcom McDowell
Un italiano a Cannes: Atto Terzo - foto Paolo Sorrentino e Malcom McDowell
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