One Direction: This Is Us - note di produzione per il docu-concerto di Morgan Spurlock

In sala giovedì e da noi recensito, One Direction: This Is Us si racconta attraverso curiosità e note di produzione

Primatista internazionale in ambito incassi, con oltre 17 milioni di dollari raccolti negli Usa ed altri 14 rastrellati in giro per il mondo, One Direction: This Is Us prepara l'uscita tutta italiana, questo giovedì. Da noi già recensito, il docu-concerto firmato Morgan Spurlock torna quest'oggi a far furore su Cineblog grazie alle immancabili note di produzione, che in qualche modo finiranno per spiegare il 'perché' di un film su una boyband nata solo 3 anni fa.

Un'autentica lettera d’amore e un omaggio ai fan quella che hanno voluto far recapitare in sala Harry Styles, Niall Horan, Liam Payne, Zayn Malik e Louis Tomlinson, raccontando i clamorosi successi del gruppo: dalla nascita legata alla partecipazione all’edizione inglese di X-Factor, quando Simon Cowell (ideatore del talent show) ha deciso di unire le voci dei 5 ragazzi, alle interviste ai familiari per conoscere i loro sogni e comprendere, nel profondo, le emozioni generate dalla grande fama. 
One Direction: This Is Us non è altro che un regalo, ricco anche di curiosità esclusive e filmati mai visti sino ad ora che ritraggono i cinque ragazzi inglesi in situazioni non pubbliche. La produzione del film, con la regia di Morgan Spurlock, ha seguito la band in tutte le tappe del tour mondiale per raccontare le tante storie che hanno fatto da sfondo ai concerti.

Dopo il saltino, come detto, troverete tutto quello che c'è da sapere su One Direction: This Is Us, a poche ore dall'uscita nei cinema d'Italia.

L’INIZIO


Estate del 2010, Niall Horan, Zayn Malik, Liam Payne, Harry Styles e Louis Tomlinson vengono selezionati per partecipare al famoso talent show inglese “The X Factor,” come artisti individuali. Al teatro dove si svolgono le prove di X Factor, il giudice Simon Cowell offre ai ragazzi l’opportunità di rimanere nella gara come gruppo.
“Ho visto cinque solisti che erano semplicemente dei solisti, ma che avrebbero potuto essere molto più forti come gruppo, tutto qui,” commenta Cowell, il produttore di ONE DIRECTION: THIS IS US. “Ognuno di loro mi è piaciuto molto e qualcosa mi ha fatto pensare che come gruppo avrebbero potuto funzionare molto bene.”
Non appena trovato il nome del gruppo, One Direction, i ragazzi hanno ottenuto immediatamente il successo. Un gruppo di ragazzi talentuosi e sfacciati che hanno subito rapito un numero foltissimo di ragazzine. Non sembravano un prodotto pre-confezionato, emanavano semplicemente talento, amicizia e grande carisma sia sul palco che fuori.
Cowell afferma, “Se devo essere onesto, fin dall’inizio, il mio atteggiamento è stato di questo tipo: “Non vi dirò quello che dovete fare. Sarete voi a dirlo a me. Dovete fare tutto da soli perché siete abbastanza intelligenti per farlo. Ed è stato sempre così con loro. Avevo una fiducia straordinaria nei ragazzi.”
I fan sono accorsi a migliaia, inondando i social network, aspettando ore fuori dagli studi televisivi e votando i ragazzi in ogni tappa della gara fino al gran finale. Anche se sono arrivati terzi – quasi perdendo il contratto discografico consegnato in premio ai vincitori– i ragazzi sapevano istintivamente che non sarebbe stata l’ultima volta che il mondo avrebbe visto gli One Direction.
L’istinto iniziale di formare un gruppo è stata un’idea di grande successo. La band ha firmato un contratto con la casa discografica di Cowell di “X Factor”, la Syco Records, ed ha iniziato subito a registrate il primo disco, partendo contemporaneamente per una tournée che li ha portati in tutta l’Inghilterra e in Irlanda con l’X Factor Live Tour. Il libro che racconta tutte le loro esperienze “on the road”, intitolato “Forever Young” è balzato subito al primo posto della lista dei bestseller del Times. Nel frattempo, il loro disco era in lavorazione con la collaborazione di un team stellare di scrittori e produttori che comprendeva Steve Mac (Westlife, Leona Lewis), Rami Yacoub (Britney Spears, Backstreet Boys) e Red One (Lady Gaga, Jennifer Lopez).
Il loro primo disco, Up All Night, è uscito nell’ottobre 2011 ed ha raggiunto immediatamente i vertici di tutte le classifiche, fatto altamente prevedibile anche perché il loro primo brano single, What Makes You Beautiful, era già diventato il single prenotato più famoso nella storia della Sony Music. Negli Stati Uniti, i ragazzi hanno raggiunto il successo con una serie di apparizioni e performance che non solo hanno trasformato What Makes You Beautiful in un successo di iTunes, ma che ha permesso anche al disco Up All Night di raggiungere ciò che una band inglese non era mai riuscita a fare prima: arrivare al numero uno nella classifica Billboard con il loro disco del debutto. Con tre MTV Video Music Award, un Nickelodeon Kids’ Choice Award (per il gruppo inglese preferito), e tre MTV Europe Music Award (compreso il Best New Act e Best UK & Ireland Act), la band era destinata a scalare tutte le classifiche discografiche del mondo.
Il secondo disco della band, ‘Take Me Home’ ha trasformato il 2012 in un’annata d’oro per i ragazzi che hanno raggiunto le vette delle classifiche dei dischi più prenotati in oltre 50 paesi. Il primo brano single del disco, Live While We’re Young, ha raggiunto subito il 1° posto della classifica e Take Me Home è stato in vetta alle classifiche di 37 paesi. Il Take Me Home tour che è proseguito durante tutto il 2013 ed è stato un sellout globale portando Niall, Zayn, Liam, Harry, e Louis in Europa, Nord America, Canada, Australia, Nuova Zelanda e Giappone.
Nel mese di Luglio, è uscito il brano Best Song Ever scritto appositamente per il film. Il video (diretto da Ben Winston) della canzone, divertente e sfacciato, ha infranto tutti i record sul sito VEVO con oltre 12.4 milioni di visualizzazioni in una sola giornata che lo hanno fatto diventare il video più visto su tale sito nel giorno del suo debutto.
Cowell afferma, “Quello che mi è più piaciuto nel lavorare con la band è che non danno nulla per scontato e ancora apprezzano e rimangono sorpresi da tutto ciò che accade intorno a loro. Sono sopravvissuti e continueranno a farlo primo di tutto perché sono intelligenti e poi perché capiscono il pubblico e rispettano i fan. Sono maturati molto velocemente.”
Durante il tour, ha preso forma l’idea del film che ha offerto ai ragazzi la possibilità di conquistare un canale mediatico completamente diverso…


LE RIPRESE

Quando a Morgan Spurlock è stato chiesto di realizzare un film sugli One Direction, il regista non poteva credere alle sue orecchia ed ha colto immediatamente l’opportunità. “Una delle cose che ho sempre cercato di fare sin dall’inizio della mia carriera è stata quella di realizzare documentari di grande successo,” racconta il regista di Super Size Me. “Credo che questo film, dopo i film che ho fatto in passato, rappresenti il passo successivo. Realizzare qualcosa di successo per un vasto pubblico che si basi su una storia intimista e ti porti nella vita di alcuni ragazzi è sia divertente sia coinvolgente, anche con la grande musica.”
Naturalmente è stato molto importante incontrare Niall, Zayn, Liam, Harry e Louis. Spurlock ha trovato i ragazzi simpaticissimi ma anche con i piedi per terra riguardo al fenomeno che stavano vivendo. Spurlock aggiunge, “Sono veramente molto divertenti. Sono comunque ben radicati nella realtà, anche considerando tutta la follia che li circonda nella vita quotidiana. Questa è una delle cose che più mi è piaciuta di loro.”
Non basta dice Spurlock che siano “cinque bei ragazzi che si trovano a formare una band. Questo accade sempre. Il fatto che abbiano avuto il talento, la capacità e la forza di volontà di arrivare dove si trovano attualmente e di continuare su questa strada è veramente straordinario.”
Spurlock ha filmato in varie location per circa 6 mesi, compresa la performance della band a Città del Messico nel giugno 2013. La troupe cinematografica era composta a volte dal solo Spurlock che iniziava a filmare senza avere neanche un assistente audio, fino a raggiungere “un esercito” di persone altamente coordinate per la preparazione dei concerti. Filmare la performance della band allo O2 Arena è stata un’impresa monumentale per un regista che preferiva lo stile più improvvisato dei documentari. Spurlock aggiunge, “Circa 250 persone hanno lavorato sul concerto alla O2 mentre filmavamo, è stato incredibile.”
Per le scene dietro le quinte che vanno dagli scherzi prima del concerto alle scene commoventi girate nelle città natali dei ragazzi, come ad esempio quella in cui Harry lavora nel panificio di famiglia, il materiale girato ha compreso in tutto circa 500 ore di lavoro. La selezione ed il montaggio di tali scene ha rappresentato una vera sfida, ma la band è stata fondamentale nell’aiutare Spurlock ed i montatori a selezionare i momenti più belli. Spurlock aggiunge, “I ragazzi ci hanno fornito un feedback molto importante per aiutarci a capire i momenti che erano molto personali per loro...le cose che si ricordavano che avevamo filmato e di cui noi stessi ci eravamo dimenticati. E’ stato come dire ‘Avete ragione, quello era veramente un momento speciale.’”
Per il produttore Cowell, Spurlock ha rappresentato la scelta ideale come regista in quanto non era il tipo di regista che avrebbe mai creato delle scene particolari o prodotto magie. “Morgan è il tipo di persona a cui piace stare a sentire,” afferma Cowell. “Vuole cogliere i momenti senza che le persone si accorgano di essere filmate. Questo è il suo vero talento ed è anche molto paziente. Con lui non si è trattato di costruire set scenografici oppure di dire ‘Fai questo per la scena’. Lui ha messo le cineprese in molti punti diversi ed è riuscito a filmare il vero significato di far parte di questa band. E’ stato affascinante.”
Il risultato finale del montaggio è stato che il pubblico avrebbe visto momenti segreti del gruppo. Spurlock afferma, “Ti sembra veramente di partecipare a questo viaggio, alle vite dei ragazzi e della band. ” Il film potrebbe anche far arrivare nuovi fan e il regista suggerisce, “Credo che ogni fan degli One Direction debba portarsi appresso un amico che ancora non è fan della band. Credo che quando il pubblico vedrà il film, scoprirà un lato diverso di questi ragazzi che probabilmente pensava non esistesse, o che non pensava di apprezzare. Sono certo che i ragazzi riusciranno a convertire molti più fan di quello che credono.”
Cowell racconta che la decisione di filmare il concerto alla O2 Arena di Londra in 3D è stata “veramente incredibile. Il 3D è sensazionale. Ti sembra di stare al concerto. E’ stata una trovata geniale.”
ONE DIRECTION: THIS IS US non sarebbe stato possibile se i ragazzi non avessero creduto nel progetto. Sin dall’inizio tutti hanno veramente creduto in quello che si poteva realizzare.
“Ci deve essere una grandissima fiducia tra il regista e i protagonisti del film,” aggiunge Spurlock. “Ci vuole tempo. Ci vogliono conversazioni. Bisogna parlare, sentirsi a proprio agio, e sapere che quella persona è lì per raccontarti una storia vera che tu sei disposto a sentire. Bisogna riconoscere che i ragazzi sono stati veramente onesti ed aperti riguardo alle loro vite, alle loro paure e riguardo a tutto ciò che accadeva nella loro vita. Ci hanno aperto la porta sul loro mondo. Non è un’impresa facile e richiede molto coraggio. Sono stati fantastici.”
Infine, il regista racconta che gli One Direction hanno capito che questa era una grande opportunità per loro, quella di documentare un momento speciale della loro vita. “Questo film per loro è stata una capsula del tempo,” osserva Spurlock. “Sanno quanto sia speciale per loro poter dimostrare – alla futura famiglia o ai futuri figli, anche se solo fosse un qualcosa che vogliono tenere solamente per se stessi – un qualcosa che catturi l’essenza di questo momento nella sua forma più pura.” Spurlock conclude, “Credo che apprezzeranno moltissimo questa esperienza.”
Spurlock è diventato un fan?
“Sentite, ho visto più di 30 concerti degli One Direction. Sono un vero e irriducibile Directioner adesso!”

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