Lars von Trier non rilascerà mai più interviste

Lars von Trier non lascerà mai più interviste

Interrogato dalla polizia francese per via delle clamorose frasi pro-Hitler che a maggio scandalizzarono il festival del cinema di Cannes, Lars von Trier ha deciso di non rilasciare mai più dichiarazioni pubbliche. Il regista di Melancholia, atteso a breve nei cinema italiani e indagato per avere violato le leggi transalpine, ha infatti diramato questo comunicato stampa:

Oggi alle 2 del pomeriggio sono stato interrogato dalla polizia del North Zealand in relazione alle accuse fatte dalla procura di Grasse in Francia nell’agosto 2011 riguardo una possibile violazione, da parte mia, del divieto (previsto nella legge francese) di giustificare i crimini di guerra. L’interrogatorio comprendeva i commenti che ho fatto durante la conferenza stampa di Cannes a maggio 2011. A causa di queste accuse, molto serie, ho preso coscienza di non essere in grado di esprimermi in maniera inequivocabile e, conseguentemente, ho deciso che da oggi in poi non rilascerò più dichiarazioni pubbliche e interviste.

Dichiarato "persona non grata" dagli organizzatori del Festival di Cannes, Von Trier abbandonò Cannes senza poter 'applaudire' il trionfo di Kirsten Dunst, comunque premiata dalla Giuria. Quali le frasi che fecero tanto clamore? Queste: “Capisco Hitler“, “invoco la soluzione finale per i giornalisti“, “non sono contro gli ebrei, ma in realtà non troppo perché Israele è un problema, come un dito nel culo, fa cagare“. Battute mal interpretate secondo Von Trier, da oggi 'in silenzio perenne'. Almeno a parole.

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