Venezia 63: voti, commenti e curiosità

Personalmente, e parlo da novellino assoluto, una bella esperienza, nel bene e nel male. Ecco, perchè anche le cose “brutte” alla fine fanno capire un po’ di cosucce. 38 i film visionati. Bella vita, si dirà, la cui sola preoccupazione è alzarsi, mangiare qualcosa e andare in sala. Certo, è bella vita per un cinefilo.


Personalmente, e parlo da novellino assoluto, una bella esperienza, nel bene e nel male. Ecco, perchè anche le cose “brutte” alla fine fanno capire un po’ di cosucce. 38 i film visionati. Bella vita, si dirà, la cui sola preoccupazione è alzarsi, mangiare qualcosa e andare in sala. Certo, è bella vita per un cinefilo. Ma non tutto è all’acqua di rose, figurarsi.

Prendiamola dal punto di vista non della stampa, ma del pubblico, per una volta. Si pensa che il cosiddetto “pubblico” sia più avvantaggiato degli “accreditati”. Ed in effetti è assolutamente così, comprato il biglietto si ha la certezza assoluta di vedere il film senza fare ore di fila: è un ottimo punto di partenza. Però fa una certa rabbia non poter assistere a certi film perchè non esistono repliche: è il caso di Bobby, ad esempio, e anche del film che ha vinto, Still Life.

Ma ancora più brutta è la faccenda di INLAND EMPIRE: che senso ha fare una sola proiezione per il pubblico, quando si sa (e ditemi il contrario) che Lynch è amatissimo e il pubblico vuole vedere, se ne ha una possibilità, il suo nuovo film? Come minimo ci volevano cinque repliche. Chissà, forse è lo stesso Lynch che ha voluto solo una proiezione per il pubblico, forse per mantenere l’aura di mistero (!!??), e allora mi ritiro tutto quello che ho detto: ma non credo proprio che l’idea sia sua… Senza contare che, comunque, il pubblico per vedersi un bel po’ di film deve sborsare un sacco di palanche: sotto gli 8 euro non si scende mai, con punte di 38 euro. La media di un biglietto quindi si aggira sui 15 euro.

Si è poi parlato molto di questi benedetti ritardi delle proiezioni. Facciamo un paio di esempi.When the leeves broke di Spike Lee, Sala Grande, ore 10.00; film diviso in 4 atti. Si inizia in ritardo, e pazienza. Ma perchè, finito il secondo atto, parte improvvisamente il quarto? Pazienza, un errore, siamo umani e capita. Ma così si fa iniziare in ritardo la proiezione dopo, e via dicendo, e se ci saranno altri “errori umani” le proiezioni successive saranno tutte tutte tutte sfasate e non di poco. Altro esempio: replica (non in programmazione, ma comunque segnalata con preavviso) di Children of men, Sala Grande, ore 09.00. Ritardo di 20 minuti. Perchè? Scusa: sono in corso le pulizie. Ed invece si viene a scoprire che il proiettore non è adatto.

Ma è mai possibile? Queste cose fanno saltare l’ebola sul serio, perchè gli spettatori, comunque sia, si sono fatti un programma con orari e coincidenze di vari film e se un film è in ritardo quel programma rischia di scoppiare: e se ciò succede ad una persona che ha pagato già i biglietti (perchè si possono comprare dal giorno prima), che succede? E poi ci si lamenta che il cast di The Black Dahlia è arrivato in ritardo in passerella. E anche qui le scuse che si sono tirate in ballo sono cadute sugli attori, soprattutto sulla Johansson: ma circolano voci (ambasciator non porta pena) che la colpa fosse dell’organizzazione del Festival…

Bene, e dopo questo mini-resoconto di un po’ di cosucce che non andavano al Festival, parliamo dei protagonisti, giustamente: i film. Molto cinema orientale (globalmente mi aspettavo un livello più alto, sono sincero), alcune rivelazioni, alcune belle delusioni. Come di consueto. E allora diamo i voti a queste pellicole, in attesa di (ri)vederle in sala quando sarà il momento. Cliccate sui titoli per leggere le recensioni.

In concorso

The Black Dahlia
Voto: 7, De Palma è De Palma, me lo ha riconfermato e a me piace. Grande regista, sempre e comunque.

Hollywoodland
Voto: 5

Sang sattawat
Voto: dal 4 al 5

Daratt
Voto: 7

Zwartboek – Black Book
Voto: 7, e anche qualcosina in più.

The Queen
Voto: dall’8 al 9.

Private fears in public places – Coeurs
Voto: 8 e anche di più.

Paprika
Voto: dal 7 all’8.

The Fountain
Voto: 6 (o 4?), perchè devo capire alla seconda visione se stroncarlo od esaltarlo.

Fallen (Falling)
Voto: dal 5 al 6

Children of men
Voto: 8

Hey Yanquan – I don’t want to sleep alone
Voto: 8

La stella che non c’è
Voto: 8

L’intouchable
Voto: 3

Ejforija
Voto: dal 5 al 6.

Exiled
Voto: 8

Quei loro incontri
Voto: 1

Nue propriètè
Voto: dal 7 all’8.

Nuovomondo
Voto: dall’8 al 9.

Mushishi
Voto: 5

Fuori concorso e Mezzanotte

Quelques jours en Septembre
Voto: 6

Jakpae (The city of violence)
Voto: 8, checchè se ne dica in giro!

World Trade Center
Voto: 1

Yeyan – The Banquet
Voto: dal 6 al 7.

Gedo senki (Tales from Earthsea)
Voto: 5

Sakebi – Retribution
Voto: 6

Devil wears Prada
Voto: 7

Orizzonti

The U.S. vs. John Lennon
Voto: 7

Infamous
Voto: dal 7 all’8.

When the leeves broke
Voto: 8 e oltre

The hottest state
Voto: 6

Suely in the sky
Voto: 7

Non prendere impegni stasera
Voto: 3

Tachiguishi Retsuden (The Amazing Lives of the Fast Food Grifters)
Voto: 6

Mabei shang de fating
Voto: 7

Svobodnoe plavanie
Voto: 5

Koorogi (Crickets)
Voto: 6

Storia segreta del cinema russo

Cirk
Voto: 9 (cinematograficamente parlando!)

Ultime notizie su Venezia

Tutto su Venezia →