La moglie del poliziotto: trailer e poster del dramma sulla violenza domestica premiato a Venezia

La moglie del poliziotto: video, trailer, poster, immagini e tutte le informazioni sul film drammatico che uscirà in Italia il 28 novembre 2013.

Aggiornamento di Pietro Ferraro

Approda nei cinema italiani a ridosso della Giornata mondiale contro il femminicidio e dopo il Premio speciale della giuria ricevuto a Venezia, il nuovo film del regista Philip Gröning che come nel precedente Il Grande Silenzio, dove ritraeva con attenzione e riserbo la quotidianità dei Monaci della Grande Chartreuse, cosi ne La moglie del Poliziotto il regista osserva l’amore e la violenza che si alternano, talora intrecciandosi e fondendosi, tra le mura domestiche, realizzando un’opera di dilaniante e sconcertante attualità.

Una giovane coppia, una tenera bambina bionda, una casa accogliente, una bellissima campagna che li circonda. Sembrerebbe la rappresentazione idilliaca della famiglia felice: amore e complicità, serenità e armonia. Eppure, dietro i volti puliti e gli sguardi sorridenti e apparentemente sereni di questa giovane famiglia, si nasconde il segreto più terribile e aberrante. Quello della violenza che si annida nel focolare domestico, della sofferenza che non si può gridare al mondo ma che si è costretti a nascondere per proteggere ciò che al mondo si ha di più caro: i propri affetti.

Il regista parla del suo film:

La moglie del poliziotto è un film sulla virtù dell’amore, la virtù della curiosità, la virtù della gioia. Questa giovane madre fa tutto il possibile per proteggere l’anima della bambina, per mantenerla pura e aiutarla a crescere. Per insegnare alla bambina l’amore. Ma quando la situazione in casa si aggrava, la donna soccombe. La moglie del poliziotto parla anche della parte oscura che esiste dentro di noi. Quest’uomo è un marito, un poliziotto, e maltratta la moglie. La picchia. Per tensione, per odio, per amore, per l’assurdo senso di impotenza della sua vita, che lo soffoca fino ad annientarlo. L’impotenza nel volerle stare accanto; l’impotenza di fronte al rapporto madre-figlia nel quale l’uomo non riesce a trovare spazio. Nulla è più violento dell’impotenza dell’amore…C’è violenza in casa di questa famiglia. Improvvisa, impotente, feroce e disperata. Il poliziotto è quasi schiacciato fra due ruoli. Ricorre alla violenza quando si sente sopraffatto da tutto il resto. Non è un uomo particolarmente forte, non è un uomo aggressivo. Ma è malato d’amore, un uomo che non ha niente. La moglie del poliziotto è un film che parla di bisogni profondi. È un film sulla tenerezza, sul desiderio di tenerezza. Nelle relazioni violente c’è un enorme paradosso. Più la moglie del poliziotto si sente ferita, sola e in difficoltà, più desidera anche il minimo gesto di affetto, più cerca il contatto con suo marito. Una leggera carezza la mattina dopo avere subito maltrattamenti può prolungare la relazione per anni.

La trama ufficiale del film:

Uwe e Christine sono una giovane coppia tedesca che abita in una casetta di periferia insieme a Clara, la loro bambina di cinque anni. Uwe fa il poliziotto, Christine trascorre le giornate a casa, dedicandosi interamente alla cura della piccola.
Christine nutre Clara di un amore smisurato. Cerca di insegnarle a cogliere la bellezza della natura che la circonda: i fiori, gli animali sono un’occasione di complicità con la piccola e un modo per farla crescere in un ambiente sereno, lontano dai pericoli.
Ma lo sguardo amorevole di Christine e l’apparente armonia che cerca di creare intorno alla sua creatura vorrebbero arginare una terribile realtà e un pericolo tanto più atroce quanto imprevedibile: quel giovane biondo, marito innamorato, che diventa a tratti ossessivo e violento, quel padre affettuoso che diventa improvvisamente lontano e distaccato.
Irrazionale e possessivo, Uwe lascia sul corpo di Christine i segni di una violenza di cui nemmeno egli stesso è davvero consapevole. Una violenza che, oltre ad umiliarla, mina profondamente le sue certezze e il suo amore.
Christine si aggrappa alla piccola come a una boa di salvataggio. Non vuole arrendersi all’evidente malessere di un uomo che, a suo parere, non è cattivo. Ma la sofferenza e l’isolamento finiranno per trascinarla in un vortice profondo: un tunnel senza ritorno.

Se volete approfondire è disponibile anche una recensione in anteprima del film.

La moglie del poliziotto: poster e foto del dramma sulla violenza domestica premiato a Venezia   La moglie del poliziotto: poster e foto del dramma sulla violenza domestica premiato a Venezia   La moglie del poliziotto: poster e foto del dramma sulla violenza domestica premiato a Venezia

La moglie del poliziotto: arriva in Italia il film sulla violenza domestica premiato a Venezia

Arriva nelle sale italiane La moglie del poliziotto, uno dei film più chiacchierati, difficili e controversi del concorso dell’ultima Mostra del cinema di Venezia. Philip Gröning racconta in 3 ore divise in 59 capitoli la violenza domestica, e il suo film uscirà il 25 novembre, giornata internazionale per la lotta al femminicidio.


Pazzesco: almeno due dei film più difficili e controversi (e premiati) all’ultima Mostra del cinema di Venezia 2013 hanno trovato distribuzione in Italia, a sorpresa. Il primo è Miss Violence, premiato con il Leone d’argento per la regia e la Coppa Volpi per il miglior attore, acquistato poco dopo la fine del festival da Eyemoon Pictures (in arrivo il 31 ottobre).

Da poche ore è invece stato annunciato che anche La moglie del poliziotto (titolo italiano di Die Frau des Polizisten) ha incredibilmente trovato una sua uscita nelle sale italiane. Il film di Philip Gröning, a cui la giuria capitanata da Bernardo Bertolucci ha assegnato il Premio della Giuria, condivide con Miss Violence il tema degli abusi e della violenza in famiglia.

Nello specifico, La moglie del poliziotto è la lunga storia delle violenze che un giovane padre di famiglia infligge alla moglie, anche davanti alla loro figlioletta. Per questo Satine Film, che ha comprato i diritti per la distribuzione in Italia, farà uscire la pellicola il 25 novembre, giornata internazionale contro il femminicidio.

Claudia Bedogni, Head of Acquisitions & Co-productions della casa di distribuzione, scrive così in un comunicato ufficiale:

[Si tratta di] un contributo per mantenere alta l’attenzione su un fenomeno doloroso della nostra società e rendere lo sguardo del regista, con la storia che ha scelto di raccontare, un’occasione di discussione e approfondimento”.

La nostra è un’operazione non commerciale. Vogliamo coinvolgere le istituzioni locali, organizzare proiezioni nelle città principali, fare confronti con una situazione che ci tocca tutti da vicino.

Per questo motivo il film uscirà soltanto in versione originale con sottotitoli in italiano. Una scelta rischiosa ma assolutamente doverosa, viste le nobili intenzioni dell’operazione distributiva e soprattutto la natura del film. Che, diciamolo chiaramente, è destinato ad un pubblico d’essai piuttosto preparato: mentirei se non dicessi che La moglie del poliziotto è stata di sicuro una delle esperienze più hardcore e difficili da metabolizzare della mia “vita da spettatore”.

Il film infatti dura 3 ore ed è composto da 59 capitoli della durata varia, tutti aperti e chiusi da cartelli neri con didascalie (“Fine capitolo 2. Inizio capitolo 3”, e così via). Una scelta autoriale e registica di rigore formale estenuante e coraggioso, che tiene volutamente a distanza lo spettatore. Noi di Cineblog abbiamo apprezzato, ma ci sarà da discutere, sia sul film stesso che sull’argomento d’attualità su cui l’opera e la Satine Film vogliono ragionare.

Ora manca da distribuire in Italia “solo” Stray Dogs di Tsai Ming-liang, tra i film difficili e premiati a Venezia: chi avrà i cosiddetti per portare in sala uno dei film dell’anno?

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