Vijay Il Mio Amico Indiano: il nuovo film del regista di "Irina Palm" con Patricia Arquette

Trailer italiano, poster, foto e note di regia, aspettando "Vijay Il Mio Amico Indiano", il nuovo film del regista di "Irina Palm", nelle sale italiane con Officine UBU, dal 13 febbraio 2014.

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Le maschere di un attore, e tutti i personaggi che lo portano a lavorare su se stesso per sfiorare altre identità e interpretazioni credibili, possono trasformarsi in esperienze estremamente sorprendenti, anche per un attore nevrotico, insoddisfatto e un tantino paranoico come Will Wilder.

Un attore di origini tedesche trapiantato a New York, con un nome che evoca il genio comico del grande Billy Wilder, e la carriera bloccata nel ruolo di Bad Luck Bunny, il Coniglietto della Sfortuna protagonista di uno show per bambini.

Vijay Il Mio Amico Indiano

Un uomo frustrato dalla carriera, depresso dal distacco che avverte dalla moglie, dalla figlia adolescente e dagli amici, che sembrano aver dimenticato anche il suo quarantesimo compleanno, sino a quando un incidente stradale lo fa credere a tutti morto, fornendogli l'occasione per soddisfare una sua personale fantasia.

L'occasione ideale per andare al proprio funerale, e scoprire cosa pensano veramente i suoi cari di lui, così approfittando della complicità del suo migliore amico, il ristoratore indiano Rad, si traveste da 'irriconoscibile', distinto e galante Sikh, iniziando ad interpretare Vijay, con tanto di pelle scura, barba e turbante.

Vijay Il Mio Amico Indiano

Vijay, Il Mio Amico Indiano (Vijay and I), ovvero il protagonista del quarto lungometraggio di Sam Garbarski, regista dell'acclamato Irina Palm con Marianne Faithfull, che ha anche scritto la sceneggiatura con Philippe Blasband e Matthew Robbins.

Vijay Il Mio Amico Indiano

Il Will-Vijay interpretato dall'attore Moritz Bleibtreu (Lola corre, The Experiment, Munich, Soul Kitchen), sottoposto a diverse ore di trucco e parrucco con Claudine Moureaud Renee Jordan, al fianco di una seducente Patricia Arquette (Ed Wood, Lost Highway) nel ruolo della moglie, sedotta dall'affascinate straniero che interpreta protetto dal travestimento, e gli consentirà di scoprire delle verità imbarazzanti su di sé, al punto da piacersi molto più come Vijay che come Will e aree l'occasione di ritrovarsi.

Vijay Il Mio Amico Indiano

Una leggera e divertente commedia che rende omaggio a tutti quegli artisti tedeschi che negli anni Trenta e Quaranta hanno lasciato la Germania per l'America, per stessa ammissione degli sceneggiatori, presentato al 66° Festival del Film di Locarno, che arriva nei nostri cinema distribuito da Officine UBU giovedì 13 febbraio 2014.

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Note di Regia

Vijay Il Mio Amico Indiano

PARTECIPARE AL PROPRIO FUNERALE
Will è un attore nevrotico e paranoico che finge di essere morto in modo da poter partecipare al proprio funerale. Già frustrato dai suoi ultimi 20 anni di vita, ora pensa che tutti abbiano dimenticato il suo quarantesimo compleanno. Sente così il bisogno di sapere cosa gli altri pensano veramente di lui. L’ingannevole verità celata dietro questo bisogno è che le persone che vogliono sapere cosa pensano gli altri di loro, lo sanno benissimo, ma vorrebbero sentire qualcosa di diverso, essere qualcun altro. Oltretutto, “de mortuis nihil nisi bene”, le persone mentono ai funerali! Mi sono sempre chiesto per quale motivo alle persone importi così tanto conoscere il parere degli altri e specialmente cosa direbbero dopo la propria morte. Non ci saranno nemmeno più! E se chiedete alla gente se vorrebbe a partecipare al proprio funerale, quasi nessuno direbbe “oh, si!”. Mi sembrava che quest’idea potesse costituire una base divertente da cui sviluppare una storia, tra realtà e fantasia. E’ un tema tanto umano quanto universale, pieno di sogni, un’incredibile base di partenza per la sceneggiatura di un film. Per anni mi sono divertito annotando idee divertenti, a volte assurde, ma molto adatte al tema scrivendo e riscrivendo la storia. Due anni fa, il mio amico Philippe Blasband si è unito a me, come al solito, per aggiungere il suo humor e il suo talento e poi lo scrittore americano Matthew Robbins mi ha aiutato a rifinire la storia che avevo in mente, fin nei minimi dettagli.

LETTI SEPARATI
“Vijay, il mio amico indiano” è la storia di una coppia dall’amore un po’ spento, dopo molti anni di matrimonio. La prima scena del film riassume lo stato attuale del matrimonio di Will e Julia: i letti separati. Sono stati sposati per 20 anni. Sono passati dal fare l’amore ogni notte, al coccolarsi, fino al “Non oggi, sono troppo stanco”. L’assurda decisione di Will permetterà alla coppia ormai estinta di vivere una seconda giovinezza. Mentre Julia inizierà a conoscere Vijay, Will avrà l’opportunità unica di riscoprire sua moglie.

NEW YORK
Tutte le scene all’aperto sono state girate a New York City, gli interni in studio in Lussemburgo e in Germania. Sembra stupido, ma tutti i clichés sono veri – New York è magica, stimolante e dà un’energia incredibile. Una storia come questa non potrebbe che accadere a New York! Il mio scopo non era quello di fare un “American movie”. In un certo senso si tratta della storia di un uomo di origine tedesca, la storia di un immigrato che cerca di farcela laggiù. Il protagonista si chiama Will Wilder, che è un cenno non solo a Billy Wilder, ma anche agli altri straordinari artisti tedeschi che partirono per l’America negli anni Trenta e Quaranta. Questo è più che lo sfondo della storia, è il tono stesso della storia e soprattutto è la storia di Moritz Bleibtreu, che si trasferì là a venti anni, per studiare recitazione per un anno. Disse che se fosse rimasto a New York, avrebbe potuto fare la fine di Will, interprete di un personaggio per bambini come il Coniglio della Sfortuna!

TRASFORMARE MORITZ IN VIJAY
L’attore Moritz Bleibtreu si è sottoposto a diverse ore di trucco ogni giorno in cui doveva essere trasformato in Vijay. Sta così bene negli abiti Sikh che penso gli sia persino piaciuta la sua trasformazione! Con i make-up & hair designers Claudine Moureaud e Renee Jordan ho passato parecchio tempo a cercare la giusta consistenza, colore e taglio di barba, capelli e tutto il resto per far si che Moritz diventasse il mio elegante Vijay. Alcune volte questo lungo procedimento ha fatto impazzire Moritz, ma ne è valsa la pena perché é effettivamente diventato il seducente Vijay.

TRAVESTIMENTO COMPLETO
Una notte a Colonia Moritz tornò in hotel ancora travestito da Vijay. Nessuno lo riconobbe alla reception. Gli chiesero chi fosse in inglese. Conoscevano Moritz Bleibtreu molto bene da diverse settimane, ma non avevano riconosciuto questo indiano! Fu la dimostrazione che avevamo fatto un buon lavoro con la trasformazione. Questo travestimento è completo – colore della pelle, barba, capelli, turbante, ceretta. In fin dei conti si tratta di un film. Le persone vogliono essere trasportate (o meno) nella storia. Generalmente vogliamo crederci e stare a vedere cosa succede. La storia del cinema ci offre molte situazioni esemplari in cui gli uomini vengono scambiati per amanti o addirittura per donne, o le donne per uomini. La lista è lunga: Hollywood Party, A Qualcuno piace caldo, Tootsie, Yentl, Mrs Doubtfire, Victor Victoria... Ogni volta è un ci crediamo con grande piacere. Nella commedia ci sono delle convenzioni. Una volta stabilite, vengono accettate, divenendo normali e consentendoci il piacere di innamorarci di una storia, a prescindere da quanto folle o assurda essa sia.

UN VIAGGIO DA SOGNO
Pensavo che il travestimento da Sikh fosse elegante e seducente. Pensavo sarebbe stato perfetto per nascondere qualcuno, con la barba, i capelli e il turbante. Inoltre aveva senso all’interno della storia dal momento che a New York c’è una grande comunità indiana, soprattutto di Sikh. I Sikh completamente integrati vivono lì da più generazioni, così come quelli parzialmente integrati e quelli totalmente non-integrati. Nella mia mente la storia si è sempre svolta a NY. Ma quando ci tornai per una preliminare ricerca delle location, fui sorpreso dal vedere come il quartiere “indo-colombiano” di Jackson Heights, e gli “yuppies” di Brooklyn Heights dove si svolge il resto della storia, erano esattamente quello che avevo immaginato con Matthew, il mio co-sceneggiatore americano. Tutto funzionava. Tanto quanto il viaggio di Will nel Sikhismo, data la nevrosi del personaggio. Egli ha sempre voluto essere qualcun altro, qualcuno di migliore. Il Sikhismo è un viaggio da sogno per Will. Più di una religione, è una filosofia di una vita nobile: tolleranza della diversità, ottimismo, la salvezza che è in questo mondo ed è accessibile a tutti, ecc. Tutto ciò ha fatto crescere il personaggio e il suo viaggio spirituale interiore. Per di più, a Moritz è piaciuto molto immergersi nel Sikhismo e diventare un Sikh.

CAMBIARE LA PROPRIA VITA
A volte mi piace viaggiare in altre storie in modo da lasciare le mie alle spalle. Amos Oz disse che un buon lettore/ascoltatore non cerca tracce dell’autore nella storia, ma tracce di se stesso. Quindi mi chiedo, chi non ha mai voluto cambiare la propria vita? Chi non ha mai sognato di essere qualcun altro? E chi non ha mai sognato di poter andare al proprio funerale? Io non penso mai a connessioni tra i miei film. Detto ciò, “Vijay, il mio amico indiano” parla del bisogno di cambiare la propria vita in un certo modo. E’ un tema che è già stato presente in altri miei film. Anch’io ho cambiato la mia vita nella vita reale, per fare film e per raccontare la storia di altre vite. Quindi probabilmente è un tema che risiede in me.

DRAMMA E UMORISMO INSIEME
L’autoironia è il mio rimedio universale contro tutti i più piccoli e i più grandi problemi della vita. Sin dalla mia prima infanzia l’umorismo mi ha aiutato ad affrontare le prove della vita. Sicuramente, è in parte genetico, umorismo ebreo da “Schtetl” (Europa Centrale). Ma consciamente, sono Laurel e Hardy e, prima di tutti, Charlot che mi hanno insegnato a ridere e piangere davanti alla grandi sventure della vita. Poi Lubitsch e Wilder arrivarono nella mia vita con il loro umorismo ebreo, tedesco e americano. Dopodichè scoprii da alcuni film neorealisti italiani, specialmente quelli di Dino Risi e Vittorio de Sica, l’autocritica, il tipo più nobile di umorismo. E’ diventata la mia ricetta miracolosa contro ogni problema. Cerco automaticamente il lato divertente, assurdo o inaspettato per distrarmi, cercare una soluzione, evitare la depressione o tutte queste cose insieme. Guardo questi film ancora e ancora, con un piacere fisico che non è mai diminuito. L’umorismo semplice di molte commedie oggi crea l’illusione di una risata spontanea, ma esse non mi portano mai a provare una sensazione di benessere. Coscientemente o meno, questi film e i loro registi mi hanno ispirato durante la stesura del copione e durante le riprese. Paradossalmente fare una commedia non è la cosa più semplice da fare in un film. Volevo che “Vijay, il mio amico indiano” fosse divertente in un modo sottile ed elegante. E volevo che fosse anche il più realistico possibile, quindi spero di avergli dato anche un certo tocco drammatico. Per me dramma e umorismo non sono solo molto vicini, sono sposati e non possono divorziare.

MORITZ BLEIBTREU NEL RUOLO DI WILL WILDER
Moritz è un attore fisico e genuino. Una volta entrato in sintonia con te, dà il meglio di se stesso. Arrivava ogni giorno con così tanti suggerimenti che li dovevo filtrare con molta diplomazia. Far interpretare Will Wilder a Moritz si è rivelato un acquisto incredibile a livello artistico. Quando ero a NY per il casting di Will/Vijay, lessi per caso in una rivista che Moritz Bleibtreu aveva studiato a NY. Decisi di inviargli il copione sapendo che eravamo lontani dall’idea genuina di attore americano. A Moritz piacque così tanto che mi rispose il giorno stesso in cui lo ricevette. Ci incontrammo qualche giorno più tardi e iniziammo a farneticare insieme circa il film che avremmo fatto. Questo mi diede un’idea: perché non poteva essere europeo? Un immigrato, un giovane artista tedesco (Moritz ed io siamo nati a Monaco) che è arrivato in America per diventare ricco e famoso. (E Will ci riesce, anche se nei panni di un coniglio verde!). L’idea mi sembrò invitante. Il film ha mantenuto la sua personalità naturale, ma abbiamo piantato le nostre stesse radici nella storia per dargli una dimensione in più. Il sogno americano, il successo e la relatività di esso.

Vijay Il Mio Amico Indiano

PATRICIA ARQUETTE NEL RUOLO DI JULIA
Patricia è diventata Julia ed ha saputo fare di meglio di quanto io non potessi sperare. E’ un’abile professionista che fa molte, molte domande. Dal momento che le piacevano tutti i dettagli del proprio personaggio, ha avuto bisogno di poca direzione. Abbiamo avuto una discussione riguardante gli psichiatri. Sua madre era psichiatra, ma lo era anche la mia ex-moglie. Alla fine Julia è diventata un affascinante miscuglio di entrambe le nostre esperienze nel campo. Patricia è una di quelle perle che saresti molto fortunato a trovare in un’ostrica. Inoltre è una persona molto buona e completa. Una volta mi disse che per lei diventare una celebrità sembrava inutile a meno che non fosse riuscita ad esserlo al fine di sostenere una buona causa. Lei supporta costantemente diversi progetti umanitari.

DANNY PUDI NEL RUOLO DI RAD
Mi è stato chiaro che Danny doveva essere Rad dal momento in cui gli ho parlato al telefono la prima volta. E’ un brillante giovane talento, molto divertente e disponibile. Danny e Moritz hanno legato immediatamente e si sono divertiti nel corso di tutte le 8 settimane di riprese. Danny è un vero attore comico, sempre divertente. A volte ho dovuto trattenere alcuni dei suoi momenti comici per rimanere più vicino alla sfumatura più sottile che desideravo. E’ un lavoro duro per un regista, ma io non cercavo una risata dietro l’altra. Fortunatamente, come tutti i grandi attori comici, Danny sa fare tutto, incluso essere meravigliosamente triste.

Vijay Il Mio Amico Indiano

Via | Guidi Locurcio - Officine UBU";}}

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