Bond 24: Roger Deakins NON sarà il direttore della fotografia

Bond 24 dovrà trovarsi un nuovo direttore della fotografia. Roger Deakins dice no

Una brutta e dolorosa perdita. Inutile girarci attorno. Roger Deakins, leggendario direttore della fotografia britannico, nominato ben 9 volte al premio Oscar, senza mai vincere, ed assiduo collaboratore dei fratelli Coen, non tornerà sul set di Bond 24. Il nuovo film del franchise dovrà quindi trovare un altro direttore, dopo lo straordinario lavoro fatto da Deakins per Skyfall, che gli è ovviamente valso l'ottava nomination Academy (la nona con Prisoners).

A differenza di Sam Mendes, che ha accettato di tornare dietro la macchina da presa dopo un lunghissimo corteggiamento produttivo, e dello sceneggiatore John Logan, che sarà nuovamente della partita, Deakins non prenderà parte al progetto Bond 24 perché molto probabilmente impegnato con il nuovo film dei Coen. Proprio a 'causa' dell'impegno Skyfall, ad esempio, Roger non ha messo bocca in A Proposito di Davis, interrompendo di fatto una collaborazione storica iniziata 23 anni fa con Barton Fink - È successo a Hollywood. Il suo 'sostituto' Bruno Delbonnel, neanche a dirlo, si è portato a casa una più che meritata nomination agli imminenti Oscar, che se vinto sarebbe a dir poco 'surreale', viste le tante sconfitte marchiate Coen per il povero Deakins.

Roger Deakins

Tutto questo dopo aver prestato il proprio talento ad Angelina Jolie e al suo Unbroken, per un film, Bond 24, su cui non si sa praticamente nulla, se non l'uscita in sala datata 6 novembre 2015. Confermato Daniel Craig, per quarta volta agente speciale 007, bisognerà trovare un villain adeguato e le inevitabili nuove Bond Girl, oltre ad uno script che possa per lo meno 'pareggiare' la qualità del 23esimo capitolo, entrato nella Storia del franchise.

Skyfall è stato infatti nominato a 5 Premi Oscar, record per la saga, dopo aver incassato qualcosa come 1,100,544,126 dollari, classificandosi al settimo posto tra i film con il miglior incasso di sempre. Numeri straordinari per un film trascinato dalla maestosa fotografia di Roger Deakins, purtroppo irripetibile in casa 007.

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