Principessa Mononoke: curiosità e note di Hayao Miyazaki

Curiosità, approfondimenti e note di Hayao Miyazaki, aspettando il ritorno della Principessa Mononoke, in sala a 3 euro con La Festa del Cinema, dall'8 al 15 maggio 2014.

La Principessa Mononoke sta tornando nei cinema di tutta Italia, pronta ad inaugurare gli eventi unici che riportano sul grande schermo il maestro Hayao Miyazaki insieme a La città incantata e Si alza il vento.

Un speciale ritorno a quattordici anni dalla prima distribuzione, che Lucky Red porta nelle sale in corrispondenza della Festa del Cinema, da giovedì 8 al giovedì 15 maggio 2014, soprattutto al prezzo di 3 Euro per un grande spettacolo.

Con l'apertura delle prevendite e l'attesa della nostra recensione, è quindi anche ora di un bell'approfondimento su trama e personaggi, con curiosità, note di produzione e dello stesso Hayao Miyazaki, che trovate corredato di immagini, trailer e poster.

Sinossi

Giappone, periodo Muromachi. Il Paese e? ancora selvaggio, coperto di foreste, ma il progresso tecnologico comincia a turbare l'equilibrio ecologico. L'ordine gerarchico che regna da millenni comincia a crollare.

Nel nord dell'Arcipelago vive una tribu? pacifica, quella degli Emishi, il cui futuro capo e? il giovane principe Ashitaka. Un cinghiale selvatico posseduto da una divinita? malvagia attacca il suo villaggio. Ashitaka lo uccide ma resta ferito ad un braccio e colpito da una maledizione che potrebbe portarlo alla morte. La grande sacerdotessa del villaggio gli consiglia allora di partire verso Ovest dove potrebbe trovare il modo di neutralizzare la maledizione.
Durante il suo viaggio Ashikata incontra Jiko, un avido bonzo. Questi gli rivela l'esistenza di una foresta in cui vive un Dio-Bestia, creatura mitica che regna sul mondo animale e vegetale, dotata di poteri soprannaturali. Ashikata arriva al villaggio dei Tatara, una comunita? di fabbri, guidata con pugno di ferro da Madame Eboshi. Trincerata nella sua fortezza, Madame Eboshi accoglie gli ammalati, le donne perdute e i contadini senza terra, per difenderli dai clan vicini. Ma Madame Eboshi e? odiata da San, una ragazza selvatica allevata dai lupi, che ritiene i Tatara responsabili della distruzione della foresta per alimentare le loro fucine ed estendere il loro dominio. E' soprannominata Principessa Mononoke, “la principessa degli spettri”.
Una sera San si introduce nel villaggio per uccidere Madame Eboshi, ma Ashitaka glielo impedisce. Gravemente ferito, lascia i Tatara per riportare la principessa svenuta nel folto della foresta. Li? incontra il Dio-Bestia e un gigantesco combattimento ha inizio tra le forze contrapposte presenti.
Ashitaka riuscira? alla fine a raggiungere il suo scopo: far vivere in pace gli uomini, gli animali e gli dei.

Personaggi...tra leggenda e immaginario

Principessa Mononoke - foto

Ashitaka
Il giovane principe di sangue reale è il futuro capo del clan Emishi, un popolo semi-annientato dal regime Yamato (il governo dell'Imperatore) i cui superstiti sono stati costretti a rifugiarsi nel Nord dell'Arcipelago. Ashikata ha il cuore puro. E' un leader nato, abile nei combattimenti, sempre accompagnato dal suo Yakkuru, mezzo stambecco, mezzo yak. Si dirige a Ovest alla ricerca del Dio-Bestia affinché questi gli guarisca la ferita che gli ha inferto un dio malvagio. Come molti degli eroi di Miyazaki, Ashikata rappresenta la purezza e la giovinezza. E' ossessionato da un'unica cosa: far regnare la pace tra gli uomini, gli animali e gli dei della natura.

Ashikata il nobile, Ashikata il prode,
che non volta mai le spalle al suo destino.
Ashikata che ama il popolo, Ahikata che ama la foresta,
Ashikata la cui visione è chiara e pura.
Senza sosta gli abitanti del villaggio
narrano questa storia ai loro bambini
Senza sosta dicono ai loro bambini
dovete vivere come ha vissuto Ashikata.

Principessa Mononoke - foto

San, la principessa Mononoke
Abbandonata nella foresta e allevata dai lupi delle montagne, considera la dea Moro come una madre. Cova dentro di sé un odio profondo contro la specie umana, e in particolare contro Madame Eboshi perché la ritiene responsabile della distruzione degli animali e della foresta. Con il viso coperto da una maschera rituale, si fa chiamare “Principessa degli spettri” (in giapponese “Mononoke” indica tutto quello che ha a che vedere con gli spiriti e i demoni). San è senza paura, pronta a sacrificare anche se stessa.

Il fremito della corda tesa dell'arco,
il tuo cuore in preda al turbamento al chiaro di luna,
il tuo bel viso che si profila nella luce,
spietato
come la lama di una spada.
Coloro che conoscono il tuo cuore
celato dal dolore e dalla collera
sono gli spiriti,
gli spiriti della foresta.

Principessa Mononoke - foto

Moro
Dea-lupa ha 300 anni che capisce il linguaggio degli esseri umani e detesta perché distruttori della natura, è il capo della tribù dei Mononoke e allevato San fin da bimba, da quando la sua vera famiglia l’abbandonò nel bel mezzo della foresta. La considera una figlia esattamente come gli altri due suoi cuccioli. Moro difende la foresta dal suo nemico principale, Lady Eboshi che per produrre il ferro per la sua città, stermina ogni giorno la foresta in cui essi vivono.

Principessa Mononoke - foto

Madame Eboshi
Rispettata da tutti, è l'anima del clan dei Tatara, un popolo di fabbri esistito davvero. Vive trincerata sulle colline, in una fortezza impenetrabile che dirige con pugno di ferro. Generosa, ha aperto le sue porte alle vecchie prostitute e ai lebbrosi. Per fabbricare dei moschetti leggeri e ultra-moderni non esita ad abbattere gli alberi e ad attaccare le forze nere della foresta. Combatte come un uomo e tiene testa ai clan che vorrebbero offrirle la loro protezione in cambio del ferro che lei produce.

Il tuo cuore d'acciaio è spietato,
la tua volontà di ferro.
Sei tanto buona con i deboli
quanto feroce con i nemici.
Il tuo collo è bianco,
le tue braccia fragili,
ma la tua forza non ha limiti.
Hai scelto da che parte stare, senza dubbi o esitazioni.
Ti sei guadagnata l'ammirazione di coloro che credono in te.
Guardi lontano.
E' il futuro quello che vedi?
O è il riflesso di un passato con i colori dell'inferno
che si riflette nel tuo sguardo?

Il Dio Bestia
E' l'anima della foresta. Appare sotto forme diverse, diurne o notturne. Di notte si trasforma in un gigante alto diverse decine di metri, che i contadini chiamano “il creatore di montagne”. Con il suo solo sguardo può impadronirsi della vita di chiunque. Solo lui può guarire la ferita mortale di Ashikata.

Strano animale
il corpo di un cervo, il viso di un uomo
le corna come i rami contorti di un albero.
Dio terribile e magnifico
che muore con la luna calante
e rinasce con la luna nuova.
Un dio che ricorda quando è nata la foresta,
un dio dal cuore di bambino,
un dio della vita e della morte.

Jiko
Bonzo dall'aspetto di un traditore, membro di una misteriosa organizzazione, l'”unione dei maestri”. Indica la strada nella foresta ad Ashikata e manipola Madame Eboshi al solo scopo di impadronirsi della testa del Dio-Bestia che si dice doni l'immortalità.

I kodama
Sono gli “spiriti degli alberi”, pacifici e luminosi. Possono aiutare gli esseri umani a ritrovare la strada nel sottobosco. Di loro vi è traccia in molte leggende giapponesi medioevali.

Principessa Mononoke - foto

Kaya è una ragazza del villaggio che è molto legata ad Ashitaka e gli dona il suo pugnale di cristallo come "sostituto della sua presenza". Nella notte in cui Ashitaka è in procinto di partire, Kaya si avvicina a lui per dargli il suo dono, trasgredendo così le rigide regole imposte, in quanto “è vietato guardare andar via qualcuno dal villaggio”.

La signora Hii Hi-Sama è la sacerdotessa del villaggio degli Emishi, un'anziana signora in grado di leggere i messaggi dalle pietre e dai pezzi di legno e grazie a questo suo dono potrà svelare ad Ashitaka il significato del Tatarigami. Hi-Sama ordinerà ad Ashitaka di abbandonare il villaggio e dirigersi verso ovest per "esaminare i fatti con occhi non velati dall'odio"

Yakkul Yakkul è per Ashitaka un'inseparabile compagno di viaggio, un punto di riferimento nelle sue avventure, un approdo sicuro. Vivono insieme un rapporto quasi simbiotico e al momento del bisogno, entrambi dimostrano il loro reciproco legame.

Principessa Mononoke - foto

Colonna sonora

La colonna sonora del film è di Joe Hisaishi, compositore di quasi tutti le opere di Hayao Miyazaki.

1. The Legend of Ashitaka 0:00
2. The Demon God 0:25
3. Journey to the West 0:50
4. The Demon Power 1:15
5. Land of the Impure 1:40
6. An Encounter 2:05
7. Kodamas 2:30
8. Forest of the Gods 2:55
9. Evening at the Ironworks 3:20
10. The Demon God 2 - Lost Mountains 3:45
11. Lady Eboshi 4:10
12. Tatara Women Work Song 4:35
13. The Furies 5:00
14. The Young Man from the East 5:25
15. Requiem 5:50
16. Will to Live 6:15
17. Ashitaka and San in the Forest of the Deer God 6:40
18. Princess Mononoke Instrumental 7:05
19. Requiem 2 7:30
20. Princess Mononoke Vocal 7:55
21. The Battle Drums 8:21
22. The Battle in front of the Ironworks 8:46
23. The Demon Power 2 9:10
24. Requiem 3 9:35
25. The Retreat 10:00
26. The Demon God 3 10:25
27. Adagio of Life and Death 10:50
28. The World of the Dead 11:15
29. The World of the Dead 2 11:41
30. Adagio of Life and Death 12:06
31. Ashitaka and San 12:30
32. Princess Mononoke Vocal Ending 12:56
33. The Legend of Ashitaka Ending 13:21

Curiosità

Gli Emishi, un popolo storicamente esistito in Giappone fino al VII secolo d.C.,vissero nella parte a nord-est di Honsu .Erano rappresentati da diverse tribù, alcune delle quali divennero alleate dei Giapponesi (Fushi, i Fu) mentre altre rimasero ostili (Iteki).
La loro economia era basata su attività di caccia e raccolta , integrata dalla coltivazione di miglio , orzo e riso. Avevano una tattica di combattimento basata sugli arcieri a cavallo e su veloci attacchi e ritirata che si rivelava efficace contro le più lente armate giapponesi dell’epoca, composte in prevalenza da fanteria pesante. Tutto ciò rese tali combattimenti degli insuccessi totali.

Con la sconfitta del Governo Yamato (il legittimo governo giapponese dominato dall’imperatore) alcuni si sottomisero all’autorità imperiale, come le tribù dei Fushu e degli Ifu, mentre altri migrarono più a nord, ed alcuni arrivarono nell’isola di Hokkaid?. Entro la metà del IX secolo i loro territori nell’isola di Honsh? erano stati tutti conquistati, perdendo la loro indipendenza.

Tuttavia potenti famiglie Emishi che si erano sottomesse al dominio giapponese crearono domini feudali nel nord che godettero in molti casi di ampie autonomie. Alcuni di questi domini divennero nel corso dei due secoli seguenti, degli stati regionali che entrarono in conflitto con il potere centrale.

I Tatara Mono (Popolo del Mantice) sono gli abitanti di Tataraba; lavorano alla produzione dell’acciaio, per la quale è necessario molto legname. Per questo motivo abbattono la foresta, causando l’ira degli dei-animale. Le donne lavorano al mantice, alimentando continuamente le fucine, mentre gli uomini abbattono la foresta ed estraggono il ferro.

I Cinghiali sono Dei della natura come i Mononoke

La parola Mononoke che compare nel titolo, è un soprannome che, nel contesto, può essere tradotto in "spirito vendicativo", dando al titolo del film il significato di "principessa degli spiriti vendicativi". Un termine non tradotto in italiano per la mancanza di un equivalente in italiano.

Il periodo Muromachi prende il nome del quartiere di Kyoto dove risiedeva, lo shogun (1336/1573).

Princess Mononoke (????? Mononoke-hime), uscito in Giappone il 12 luglio 1997, è stato visto da 13,5 milioni di persone con un incasso internazionale di 159.400.000 dollari.

Il è musicato da Joe Hisaishi che per lo Studio Ghibli ha composto colonne sonore per una decina di pellicole, tra queste Il mio vicino Totoro, Kiki consegne a domicilio, Porco Rosso e La città incantata.

Principessa Mononoke ha sostituito E.T. - L’ extraterrestre (1982) come il film campione d’incassi di sempre in Giappone fino all’uscita di Titanic (1997).

Il Giappone il film occupa il terzo posto nella classifica dei film d'animazione più popolari, preceduto da La città incantata e Il castello errante di Howl di Miyazaki.

Principessa Mononoke è l’ultimo grande film animato ad essere girato con l’ausilio di fogli di celluloide (cel animation); dei 144.000 fogli realizzati per il film ben 88.000 sono stati corretti o ridisegnati personalmente dal regista Hayao Miyazaki.

La versione italiana distribuita nelle sale nel 2000 ha un doppiaggio con modifiche e alterazioni rispetto all'opera originale.

Note di regia



In questo film ci sono pochi di quei samurai, signori feudali e contadini che di solito appaiono nei film in costume giapponesi. E quelli che ci sono appaiono nei ruoli più marginali. Gli eroi principali di questo film sono i furiosi dei delle foreste della montagna, e quei personaggi che raramente fanno la loro comparsa sul palcoscenico della storia. Tra questi, i membri del popolo dei fabbri Tatara, gli artigiani, i braccianti, i minatori, i carbonai e i conducenti di carri, con i loro cavalli e i loro buoi. Portano armi e hanno quelli che potremmo definire come i sindacati dell'epoca, le loro corporazioni di arti e mestieri.

I terribili dei della foresta, contro i quali si battono, prendono le sembianze di lupi, cinghiali e orsi. Il Grande Spirito della foresta sul quale è incentrata la storia è una creatura immaginaria dal volto umano, il corpo di un animale e grandi corna legnose. Il ragazzo protagonista è un discendente della tribù degli Emishi, che fu sconfitta dai governanti giapponesi Yamato e scomparve in un'epoca remota. La ragazza ha i tratti di una scultura in creta del periodo Jomon, un'era pre-agricola del Giappone, durata fino all'80 d.C. circa.

Gli ambienti principali in cui si svolge la storia sono le impenetrabili foreste degli dei, il cui accesso è vietato agli esseri umani, e le fucine del clan Tatara, che somigliano ad una fortezza. I castelli, le città e i villaggi dediti alla coltivazione del riso, che di norma sono gli ambienti in cui si svolgono le storie in costume giapponesi, qui restano sullo sfondo. Al loro posto abbiamo cercato di ricreare l'atmosfera di un Giappone ancora coperto da fitte foreste, con pochi abitanti e nessun argine, con una natura ancora incontaminata, con montagne lontane e vallate solitarie, ruscelli di acqua limpida, stretti sentieri pietrosi e non battuti e una profusione di uccelli, animali e insetti.

Abbiamo utilizzato questi ambienti per sottrarci alle convenzioni, ai preconcetti e ai pregiudizi relativi ai tradizionali drammi storici e per avere maggior libertà nel delineare i nostri personaggi. Recenti studi di storia, antropologia e archeologia ci dicono che il Giappone ha un passato molto più ricco e vario di come comunemente viene rappresentato. La povertà di immaginazione dei nostri drammi storici è in gran parte dovuta all'influenza esercitata dai cliché presenti nelle trame dei film.

Il Giappone dell'era Muromachi (1392-1573), periodo in cui si svolge la nostra storia, era un mondo in cui il caos e il cambiamento costituivano la norma. Successiva all'era Nambokucho (1336-1392), durante la quale due corti imperiali si erano fatte la guerra per la supremazia nel Paese, l'era Muromachi è stata un'epoca piena di ardimento, di clamoroso banditismo, di nuove forme d'arte e di ribellione contro l'ordine stabilito. E' stata l'epoca in cui ha cominciato a prendere forma il Giappone di oggi. E' stata diversa sia dall'era Sengoku (1482-1558), quando eserciti professionisti combattevano in guerre organizzate, sia dall'era Kamakura (1185-1382) quando i potenti samurai si scontravano per il dominio sul territorio.

E' stata un'era più fluida, in cui non c'erano distinzioni tra contadini e samurai, in cui le donne erano più libere e audaci, come è possibile capire guardando le 'shokuninzukushie', immagini dipinte di donne dell'epoca intente a compiere i lavori più diversi. In quel mondo il confine tra la vita e la morte era più netto. La gente viveva, amava, odiava, lavorava e moriva senza le ambiguità di oggi.

In ciò risiede, credo, il significato di fare un film come questo in anni di caos mentre ci accingiamo ad entrare nel XXI° secolo. Con questo film non pensiamo di risolvere problemi globali. Non ci può essere un lieto fine dello scontro tra gli dei della foresta e gli uomini. Ma anche nel bel mezzo di odio e carneficine resta un po' di quell'amore per cui vale la pena di vivere. Incontri meravigliosi e cose bellissime accadono ancora.

Nel film abbiamo messo in scena l'odio, ma solo per mostrare che ci sono cose più importanti. C'è una maledizione, ma solo perché volevamo mostrare la gioia della salvezza. Cosa ancora più importante, mostriamo come un ragazzo e una ragazza arrivino a comprendersi, e come la ragazza mostri il suo cuore al ragazzo. Alla fine del film la ragazza dice al ragazzo: “Ti amo Ashikata, ma non posso perdonare gli esseri umani”. Il ragazzo sorride e le risponde: “Cerchiamo di convivere in pace”. Questa scena riassume l'idea di film che volevamo fare
Hayao Miyazaki

Trailer

Note sulla produzione

Principessa Mononoke, film epico con storie di cavalieri e forze naturali, conquisto? gli spettatori giapponesi nell'estate del 1997. Solo qualche settimana dopo la sua uscita, questa storia animata incentrata sull'antica battaglia per la futura sopravvivenza della natura aveva superato il film record di incassi nelle sale fino a quel momento: E.T. - l'extraterreste. Fini? poi col far registrare un totale di incassi superiore ai 150 milioni di dollari, in un Paese con la meta? della popolazione degli Stati Uniti e meno di un decimo del numero dei suoi schermi. Nel 1998 il film ottenne anche il premio come miglior film all'equivalente giapponese della cerimonia degli Oscar.

Diretto da Hayao Miyazaki, Principessa Mononoke tratta problemi decisamente universali e gravi, come il tentativo di uomini e donne di vivere in armonia tra loro e con lo spirito della natura. Con la bellezza mozzafiato degli acquarelli di Miyazaki, personaggi profondamente commoventi e descrizioni del mondo naturale altamente evocative, la storia prende vita superando i tradizionali limiti sia dell'animazione che del cinema in live-action.

Nel il film ci sono tutti i temi cari a Miyazaki: abitanti di antiche localita? che cercano di mantenere il loro stile di vita; esseri umani che cercano di sopravvivere in luoghi selvaggi; il conflitto tra ambiente e progresso; la bellezza e la maestosita? del mondo animale; la possibilita? per bene e male di convivere nella stessa persona; e, soprattutto, la potenza esercitata dai miti sulla nostra immaginazione e sulla nostra mente.

Miyazaki riesce a combinare il duro realismo e le sequenze d'azione dell'epica samurai; un insieme di personaggi maschili e femminili ugualmente forti, impegnati a combattere per cio? in cui credono; e un viaggio mistico attraverso la mitologia animista, ottenendo alla fine qualcosa che raramente si e? visto al cinema: un mondo originale interamente ricreato per una storia complessa e adulta realizzata in animazione. Miyazaki ha indicato come possibile pubblico per Principessa Mononoke “chiunque abbia finito le scuole elementari”. E ha dato vita al suo mondo con crudo realismo, rivelando con dettagli espliciti la brutalita? della guerra e l'odio profondo tra gli esseri umani.

Miyazaki ha creato una piccola cittadina di frontiera, Tatara Ba o la Citta? del Ferro, che potrebbe trovarsi ai confini di qualsiasi territorio selvaggio, americano o giapponese, una cittadina che somiglia a quelle viste tante volte in western come Sfida infernale. Ha popolato il suo villaggio con personaggi appartenenti a gruppi sociali marginali o a quelle minoranze oppresse che quasi mai appaiono nei film giapponesi. E li ha raffigurati come avidi, ambiziosi e spietati, con molte di quelle qualita? tanto preziose per la vita di frontiera, ma anche tanto disastrose per l'ambiente.

Traendo ispirazione dal folklore giapponese, oltre che dalla propria fertile immaginazione, Miyazaki ha quindi dato vita ad un pantheon di divinita? e di creature della foresta. Alcune delle sue creazioni, come gli spiriti del bosco (i Kodama) affondano le proprie radici in antichi racconti giapponesi. Altre traggono ispirazione da classici della letteratura mondiale, come la pincipessa Mononoke, una ragazza allevata dai lupi che vive in modo primitivo, i cui antecedenti possono essere identificati in fonti occidentali, quali Romolo e Remo, “Il libro della giungla” di Rudyard Kipling o Il ragazzo selvaggio di Franc?ois Truffaut. Mononoke e? un personaggio originale, che prova empatia sia per gli esseri umani che per gli animali, e il suo destino e? quello di fare da tramite tra questi due mondi sempre piu? distanti tra loro.

Nei film raramente la natura puo? dire la sua sulla storia che viene raccontata, ma in Principessa Mononoke Miyazaki accorda agli animali e allo spirito della foresta una voce appassionata. Nel film di Miyazaki la natura non e? quindi solo un oggetto, ma un mondo scintillante e vivo che assume la forma di enormi animali dotati di eloquio.

Lo scopo di Miyazaki non e? mai stato quello di portare sullo schermo una ricostruzione accurata del Giappone medioevale, ma piuttosto di rappresentare l'origine dell'apparentemente insolubile conflitto tra la natura e la moderna civilta? industriale, un conflitto che perdura fino ai nostri giorni. Facendo cio?, Miyazaki evita di mettere in scena personaggi solo malvagi ed eroi senza macchia. Gli uomini che distruggono l'ambiente non sono poi cosi? cattivi, visto che cercano semplicemente di farcela in un mondo che li ha spinti al limite della sopravvivenza. D'altra parte San e gli dei della foresta non hanno solo nobili intenti; la lunga e perdente battaglia contro gli umani ha indurito i loro cuori, escerbato la loro rabbia e li ha profondamente divisi tra loro. Eppure, nell'interazione tra i due gruppi – per quanto difficile da raggiungere – si realizza qualcosa di magico.

La realizzazione tra tradizione e tecnologia

Principessa Mononoke si distingue non solo per la sua storia complessa, che puo? essere letta a diversi livelli, ma anche per il suo straordinario realismo ottenuto grazie ad una fluidita? del movimento dei personaggi e ad un dinamismo delle scene di azione che gli consentono di superare i consueti limiti dell'animazione e del cinema in live-action. Rifuggendo dal tradizionale stile tondeggiante e grazioso della maggior parte dei cartoni animati, Hayao Miyazaki da? vita ad un ambiente naturale fantasioso in cui gli animali, le montagne, i laghi e le praterie rispondono a criteri estetici estremamente realistici dai tratti talvolta esasperati.

Per ottenere questo look, Miyazaki ha fatto ricorso sia ai tradizionali frame disegnati a mano per i quali e? famoso, sia all'animazione realizzata al computer. Infatti per questo film, per la prima volta, il regista giapponese ha fatto un ampio uso della tecnologia digitale, arricchendo ulteriormente il suo lavoro sul piano visivo. Collaborando strettamente con Yoshinori Sugano, capo del settore della computer grafica alla Ghibli, Miyazaki ha utilizzato i computer per creare sequenze tridimensionali come quelle in cui riccioli a forma di serpente spuntano dal corpo del dio demone, o i maestosi spostamenti del gigantesco dio che viaggia nella notte.

Miyazaki ha fatto in modo che queste sequenze high-tech si integrassero perfettamente con quelle disegnate a mano per dare ai suoi personaggi una consistenza quasi umana. Questo ha richiesto l'uso di un nuovo software in grado di emulare le pennellate, le sottili linee di contorno e tutte le altre caratteristiche dell'animazione realizzata con i disegni tradizionali. Come spiega Sugano

“Fondamentalmente volevamo sfruttare le potenzialita? della computer grafica mantenendo pero? nelle immagini l'effetto visivo del disegno fatto a mano. In questo modo la gamma delle cose che siamo riusciti a realizzare e? diventata molto piu? ampia”.

Ci sono voluti piu? di tre anni per realizzare Principessa Mononoke, con circa 144.000 disegni fatti a mano e immagini generate al computer che hanno dato vita ad un nuovo standard nello stile narrativo e visivo dell'”anime”, la popolarissima industria dell'animazione giapponese che crea prodotti per la televisione e per il cinema. Circa un 10% di Principessa Mononoke e? stato prodotto al computer.

I precedenti film di Miyazaki erano stati realizzati tutti interamente a mano, con ciascun fotogramma disegnato e colorato a mano dagli artisti dello studio. Questa volta pero? Miyazaki ha deciso di avvalersi della tecnologia informatica piu? avanzata. Ha cosi? ottenuto una maggiore fluidita? dei movimenti e un maggior realismo rispetto ai tradizionali anime. Le riprese dei salti mozzafiato, dei combattimenti con le spade e delle poderose galoppate sono estremamente dinamiche, con una qualita? che solo l'animazione disegnata a mano riesce a raggiungere; mentre le immagini generate al computer trasmettono quell'immediatezza e quel senso di presenza fisica che di norma proviamo guardando un film in live-action.

Inoltre l'inserimento di immagini digitali elaborate al computer non compromette quella capacita? tutta di Miyazaki di evocare atmosfere ed emozioni grazie all'uso nei suoi disegni di ombre e sfumature. La sua foresta primordiale non appare solo come l'ennesimo fondale dipinto, ma come una presenza viva, il cui mistero e la cui bellezza tranquilla e profonda suscitano stupore. C'e? la sensazione che Miyazaki abbia catturato nella foresta degli dei-animali qualcosa di realmente esistito in un tempo remoto. La straordinaria attenzione prestata ai dettagli, l'accuratezza con la quale sono state rese la ruvidezza e la consistenza di ogni tronco d'albero, permette alle immagini di Miyazaki di superare i consueti limiti dell'animazione. Ci pare quasi di poter toccare l'umidita? notturna sulle staccionate di legno, sentire il calore della fornace e avvertire nelle narici il fumo che sale dal mulino...

Principessa Mononoke - foto

Gallery fotografica

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Principessa Mononoke poster
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Via | Lucky Red - Kinopoisk.ru

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