Le rose del deserto

Alla tenerà età di 91 anni Mario Monicelli, con 3 nominations all’Oscar alle spalle, ci regala il suo 65° film come regista, Le rose del deserto, in sala da questo venerdì. Monicelli racconta la “sporca guerra” alla sua maniera, utilizzando le convenzioni classiche della commedia all’italiana, riuscendo ancora a far ridere, spesso in modo amaro,

Alla tenerà età di 91 anni Mario Monicelli, con 3 nominations all’Oscar alle spalle, ci regala il suo 65° film come regista, Le rose del deserto, in sala da questo venerdì.

Monicelli racconta la “sporca guerra” alla sua maniera, utilizzando le convenzioni classiche della commedia all’italiana, riuscendo ancora a far ridere, spesso in modo amaro, il pubblico in sala.

Siamo nel 1940, nel deserto della Libia. I protagonisti sono medici ed assistenti del Terzo Reparto della Trentunesima Sezione Sanità che si accampa a Sorman, splendida oasi del deserto.
Tutti sono convinti che la permanenza nel deserto durerà poco perché la guerra ormai è stata vinta e, appena Alessandria d’Egitto sarà caduta, si tornerà a casa, ma quando le truppe comandate dal generale Graziani in marcia verso la conquista dell’Egitto, sono costrette dagli Inglesi ad una fuga improvvisa, la situazione precipita bruscamente.

Sontuoso il cast, Placido, Pasotti, Haber, grosse difficoltà questo film ne ha trovate in fase di produzione, causa scarsa reperibilità nei finanziamenti, alla fine appoggiati dalla Luna Rossa Cinematografica di Mauro Berardi, con il contributo del Ministero per i beni e le attività culturali.

Distribuito dalla Mikado il film uscirà in 240 sale, con purtroppo scarse possibilità di riuscire ad incassare cifre importanti, causa anche il poco marketing effettuato in fase di uscita.

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