Cine/Vision: Nosferatu il Vampiro

Inauguriamo oggi la rubrica Cine/Vision, una collaborazione con il sito PellicolaScaduta che un giorno alla settimana ci propone un vecchio film con la relativa recensione e, udite udite!, la pellicola stessa. I film, scelti, infatti sono di pubblico dominio e sono stati caricati sulla rete, non sono protetti da copyright e sono in lingua originale.

di carla

Inauguriamo oggi la rubrica Cine/Vision, una collaborazione con il sito PellicolaScaduta che un giorno alla settimana ci propone un vecchio film con la relativa recensione e, udite udite!, la pellicola stessa.

I film, scelti, infatti sono di pubblico dominio e sono stati caricati sulla rete, non sono protetti da copyright e sono in lingua originale. Oggi vi presentiamo Nosferatu di di Friedrich W. Murnau (del 1922), un classico dell’horror.

Il film lo trovate su continua ma se non riuscite a vederlo potete cliccare qui.

Di seguito anche la recensione a cura di Matteo di PellicolaScaduta.

Uno strano agente immobiliare manda il giovane Hutter sui Carpazi, per incontrare lo strano conte Orlok che è intenzionato a cambiare dimora. Il conte Orlock si scoprirà però essere un vampiro e, oltre che diffondere la terribile peste a Brema, tenterà di possedere la bella moglie di Hutter.

Non era certo il rispetto per le leggi sul copyright che fermò Murnau nella realizzazione del “Nosferatu il vampiro” nel lontano 1922. Murnau voleva infatti trarre un film dal “Dracula” di Stoker ma la moglie dello scrittore non lo autorizzò. Senza farsi prendere dallo sconforto, prese la storia e cambiò solamente i nomi dei personaggi e l’ambientazione. Questo però non bastò e Murnau venne condannato dal tribunale a distruggere tutte le copie del film. Ed è quello che fece, o almeno, lo fece in parte perché infatti salvò qualche copia che è arrivata sino a noi.

Tralasciando ora le vicende legali che hanno intralciato la realizzazione prima e la distribuzione poi, entriamo direttamente nel vivo del film. Inserito perfettamente nell’espressionismo tedesco, rimane comunque un film anomalo e differente dagli altri capolavori di questa corrente. Le scene sono infatti quasi tutte in esterno, in grande controtendenza con le scenografie elaborate che contraddistinguevano gli altri film espressionisti (su tutte le bellissime scenografie de “Il gabinetto del dottor Caligari” di Robert Wiene). Non per questo il film perde l’atmosfera tipica dell’espressionismo. I boschi e i capi sterminati, le strade di campagna e i castelli sono immersi in una nebbia rivelatrice di pulsioni primitive che risvegliano spiriti di morte. Sebbene alcune scene oggi possono sembrare quasi comiche, è inammissibile non riconoscere il fascino che sa risvegliare una pellicola del genere. Straordinarie sono alcune sequenze, come la carrozza saltellante che core nella nebbia e nella notte, oppure l’arrivo del conte Orlok a Brema. La migliore in assoluto è a mio avviso quando il conte Orlock, seguito dai topi, diffonde la peste per le strade di una Brema deserta e senza vita, nel vuoto pneumatico della vita. Commuoventi gli istanti finali dove il conte tocca con la sua ombra il seno della moglie di Hutter e lei, vittima immolata al sacrificio per questa creatura mossa da pulsioni vitali che percorrono la sua carne morta, nella ricerca infinita dell’immortalità della carne dura di Nosferatu. Ma sono solo pochi istanti e giunge la luce del giorno, un lampo infinito di salvezza, che fa scomparire il vampiro e la sua essenza.

Murnau utilizza un gran numero di effetti speciali che aumentano la dimensione occulta della pellicola. Ottima l’interpretazione di Max Schreck nei panni di un Nosferatu che segnerà in modo indelebile l’immaginario cinematografico del vampiro. Sono nate addirittura leggende attorno a questo misterioso attore. A partire dal nome che tradotto dal tedesco suona più o meno come “Massimo Terrore”, Schreck venne ritenuto addirittura essere un vero vampiro scovato da Murnau (ipotesi messa in immagini dal film di E. Elias Merhige “L’ombra del vampiro”), voce naturalmente smentita dai documenti dell’epoca che lo descrivono come attore teatrale.

Impossibile da perdere il remake del 1979 intitolato “Nosferatu – Il principe della notte”, per la regia di Herzog che approfondisce la psicologia del conte Orlok (interpretato da Klaus Kinski) pur rimanendo fedele alla trama dell’originale.

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