Correndo con le forbici in mano per uccidere i critici

Correndo con le forbici in mano (Running with Scissors, USA, 2006) di Ryan Murphy; con Joseph Cross, Annette Bening, Brian Cox, Joseph Fiennes, Evan Rachel Wood, Alec Baldwin, Gwyneth Paltrow.

Ovviamente il titolo è ironico, per carità. Non darò ai critici la soddisfazione di andare pure a cercarli per tagliarli a pezzettini! E anche qui si scherza (di questi tempi, è meglio dirlo subito). Però dispiace vedere tutti i giornali con commenti unanimi, in una generale stroncatura verso questo Correndo con le forbici in mano. E fa ancora più strano vedere che in ogni recensione (giuro, praticamente in tutte!) compaia il paragone con il bellissimo I Tenenbaum di Anderson. Che Correndo con le forbici in mano tenti di copiare quel film mi è un po' nuova, innanzitutto perchè parliamo di un'autobiografia, tanto per iniziare, e il film è abbastanza fedele. Per fortuna qualcuno ha tirato fuori il paragone con Thumbsucker, almeno si cambia aria.

Il libro di Augusten Burroughs è bello e folle, ed è a tratti strano pensare che le cose che ci vengono raccontate siano successe davvero (ma l'autore ne ha le prove...). E quindi il film viene anche attaccato di essere palesemente finto. Ma dev'essere così, perchè è la voce off iniziale del film che ci avvisa: chi vuole crederci, ci creda, altrimenti tutti a nanna. Disomogeneo, questo sì, a tratti addirittura troppo drammatico rispetto al libro (veramente divertente, e davvero drammatico solo alla fine): ma, per chi l'ha letto ed ha apprezzato, sarà piacevole ritrovare molte delle situazioni paradossali già lette.
Che peccato però che Ryan Murphy (per chi ancora non lo sapesse, quello di Nip/Tuck) non voglia essere più "cattivo" come potrebbe, soprattutto nello svolgersi della relazione tra il giovanissimo Augusten e l'ormai maturo Neil, figlio adottivo (pazzo) del dottor Finch, lo psicanalista della madre da cui il ragazzo va a vivere. Però ci si diverte e qualche bel colpo di regia non manca. Ma soprattutto mi sembra che Correndo con le forbici in mano sia un film di attori: non ce n'è uno che sfiguri. Joseph Cross è bravissimo nell'interpretare un ruolo difficilissimo (ma è chiaro che non ha 15 anni, figuriamoci 12), Annette Bening strepitosa, gli altri tutti bravi.

Se c'è una cosa su cui potrei dubitare, questo sì, è che la pellicola ad una seconda visione mantenga ancora un suo perchè: ma questa è un'altra storia (intanto già vederlo in sala è un'impresa, viste le pochissime sale in cui è stato distribuito).

Voto Gabriele: 7

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