In memoria di me: ricercare se stessi tra sacro e profano

In memoria di me (Italia, 2006) di Saverio Costanzo; con Christo Jivkov, Filippo Timi, André Hennicke, Marco Baliani, Fausto Russo Alesi, Stefano Antonucci.

Rinunciare a tutto per intraprendere una via religiosa. Denudarsi del profano per andare verso il sacro. Il vero motivo? Ricercare se stessi, e riuscire a rispondere alle domande che da troppo tempo frullano nella testa e tormentano. Dopo l'acclamato Private, Saverio Costanzo dirige il suo secondo, travagliato film. Che parla di un ragazzo, Andrea, che dalla vita ha avuto tutto, ma che decide di entrare in un seminario veneziano. Regole rigide, che impongono non soli orari e rituali ferrei, ma anche di denudarsi di se stessi e della propria personalità. E sta in questo la chiave di lettura principale della pellicola.

Scoprire se stessi per donarsi agli altri attraverso il Vangelo, se poi si finisce per togliere la propria personalità, è libertà? Insomma: dove sta andando a parare, oggi come oggi, la Chiesa? C'è una conflittualità di base, che può portare alla pazzia (si veda il personaggio di Fausto, che non sa più cosa dice, e sbatte la testa contro il muro disperatamente, e quando non lo fa vaga per il seminario), e resta insoluta. In quelle ore trascorse in chiesa, in quelle lunghe e angoscianti ore nel silenzio, da soli con se stessi, non si trovano risposte, non si trovano conferme, e tutte le sicurezze vengono ancora più demolite. E nonostante siano diversi, in apparenza uno più razionale e pronto a giudicare, l'altro più sensibile, Andrea e l'altro personaggio fondamentale del film, Zanna, si fissano, si cercano, e si confidano. E le insicurezze sono le stesse. Ha ancora senso restare lì dentro, e se sì per cosa?
Con un rigore veramente da lodare ed una raffinatezza quasi esasperata, Saverio Costanzo tenta una risposta solo alla fine. Ma il sottile senso di ambiguità che pervade la pellicola è interessante per iniziare un dibattito. Non è un danno che il film sia lento ed angosciante, anzi, è una scelta ben voluta e azzeccata. Perchè In memoria di me è un viaggio riuscito dentro un tema scottante e molto attuale, che lascia allo spettatore molte domande e tenta giustamente solo in parte di offrire le non facili risposte. Molto bellocchiano, e non a caso il regista romagnolo è ringraziato nei titoli di coda.

Christo Jivkov è bravo, come il suo partner Filippo Timi, già visto di recente anche in Saturno contro di Ozpetek. Da sottolineare che le polemiche che ci sono state sul bacio tra Zanna e il prete sono assolutamente infondate e senza senso.

Voto Gabriele: 8

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