Cine/Vision: Freaks

Assolutamente imperdibile il numero di oggi di Cine/Vision. Perché oggi il film proposto (e recensito) da Matteo di PellicolaScaduta è niente meno che Freaks, capolavoro horror di Tod Browning del 1932.La pellicola, di pubblico dominio, può essere vista qui oppure su continua. Di seguito la recensione di Matteo:Siamo in uno di quei circhi ambulanti. Quei

di carla,

Assolutamente imperdibile il numero di oggi di Cine/Vision. Perché oggi il film proposto (e recensito) da Matteo di PellicolaScaduta è niente meno che Freaks, capolavoro horror di Tod Browning del 1932.

La pellicola, di pubblico dominio, può essere vista qui oppure su continua. Di seguito la recensione di Matteo:

Siamo in uno di quei circhi ambulanti. Quei Barnum pieni di mostri e meraviglie. Tra uomini torsolo, donne barbute e gemelle siamesi, un nano trascura la fidanzata (nana anch’essa) perché invaghitosi di Cleopatra, avvenente trapezista impegnata con l’uomo forzuto Ercole. Cleopatra sbeffeggia inizialmente il nano ma, una volta saputo di una quantità ingente di denaro ereditata da quest’ultimo, d’accordo col fidanzato, decide di sposarlo. Durante il banchetto nuziale però i freaks, i fenomeni da baraccone, la attaccano e la trasformano in una donna-gallina diventando anche lei una creatura mostruosa come quelle che tanto odiava.

Tratto liberamente da “Spurs”, racconto di Tod Robbins, questo “Freaks” doveva essere per gli stessi intenti del produttore il film più orribile della storia del cinema. Forse non aveva avuto la lungimiranza di vedere cosa sarebbe potuto accadere da un’indicazione così forte. Ne uscì un film politicamente scorretto, feroce, spaventoso e forte per la società americana dall’ora, colta da svenimenti e scene isteriche alla prima del film nel gennaio del 1932. A Tod Browning era stata commissionata la regia del film, forte del successo del “Dracula” con Bela Lugosi. Browning non voleva make-up o effetti speciali: per interpretare i freaks infatti, indirizzò il direttore del casting Ben Piazza in tutti i circhi ambulanti e nei vaudeville di tutti gli Stati Uniti. Quello che vedete in questo film, ogni aspetto più spaventoso, ogni menomazione più impensabile è straordinariamente vera, straordinariamente feroce. Il ritratto che fa Browning in “Freaks”, è quello di un mondo patetico e spietato, con atrocità sincere, come il coro nuziale “Una di noi, una di noi, …” o l’inseguimento finale durante un temporale, dove il regista tocca vette inaspettate di crudeltà e ferocia.

Naturalmente questo film divenne a sua volta un freak. Dopo gli scandalosi avvenimenti durante la prima (i già citati svenimenti) il produttore decise di tagliare di più di mezz’ora il film, riducendo la sua durata a soli 64 minuti. Vennero tagliate le scene più violente ed impressionanti, come quella della vivisezione di Cleopatra e quella della castrazione del suo fidanzato, che sarebbe dovuto ricomparire poi obeso mentre cantava in falsetto. Naturalmente il film venne abbattuto dalla critica statunitense, con il conseguente affondamento a botteghino. Browning non seppe più riprendersi e smise di girare film.

“Freaks” divenne il primo film-maledetto, esempio più unico che raro di black-comedy mista a un horror stilisticamente aristocratico e popolare al contempo.