Far East Film Festival, parte 3

Prima di parlarvi dei film visti che abbiamo visto ieri vorrei segnalare a tutti coloro che sono incuriositi da questo festival il blog udine20, dove potete trovare delle gran belle foto del festival, che vi possono rendere un po’ l’idea dell’atmosfera cordiale e rilassata che si respira da queste parti e dal quale abbiamo rubato

Prima di parlarvi dei film visti che abbiamo visto ieri vorrei segnalare a tutti coloro che sono incuriositi da questo festival il blog udine20, dove potete trovare delle gran belle foto del festival, che vi possono rendere un po’ l’idea dell’atmosfera cordiale e rilassata che si respira da queste parti e dal quale abbiamo rubato la foto (di Patrick Tam) che apre questo post, spero che chi cura il blog non la prenda male.

Death Note, parte I e II: Tratto da un manga di successo e con le premesse per diventare il nuovo horror asiatico di punta è purtroppo un fallimento. Se l’idea di partenza (un block notes dove basta scrivere il nome di una persona per farla schiattare) è decisamente intrigante (anche se non proprio originale) e i personaggi sono spassosi (L, il detective adolescente che mangia dolciumi in ogni inquadratura), il risultato è piuttosto deludente, ci si annoia, i demoni in Computer Grafica sono brutti e inoltre c’è una patina da fiction televisiva che si lascia digerire male. Il secondo episodio migliore del primo. Adatto per un pubblico di adolescenti, ma francamente mi sarei annoiato anche da adolescente.

The Restless: Ammetto di averne visti pochi di wuxia (film di cavalieri erranti) coreani, ma pur nella mia ignoranza ci deve essere qualcosa che non va, o con me o con loro. Pedante, caotico, qualche bella immagine a sprazzi, ma non si riesce mai a catturare veramente l’attenzione, pure i combattimenti sono fiacchi. Ho pensato che fosse colpa mia, visto che non ho resistio e 5 minuti me li sono dormiti, ma parlando un po’ in giro ho scoperto che non ci ha capito nulla nessuno, evidentemente non era colpa mia, o ci siamo sbagliati in tanti.


Agent X44
: Questa action comedy filippina (con la regista presente in sala) si può appellare in due modi: divertente e ingenua, forse il secondo aggettivo è merito/colpa del pubblico filippino, ma tra cadute di tono (nel ritmo, nel montaggio e nelle scene d’azione anche in regia) e qualche scelta inaccettabile (come quella di copiare questo video), ma il protagonista nelle vesti di un agente segreto pasticcione e erotomane è irresistible e alcune gag, pur nella loro bassezza sono divertenti…in questo momento la regista è seduta vicino a me che sta scrivendo sul computer vicino al mio.

Dog Bite Dog: Incredibilmente sporco, crudo, disperato. Dopo un bel po’ di fotografia patinata e regie sinuose torniamo ad una Hong Kong sudicia, sporca (scusate se mi ripeto ma chi ha avuto la fortuna di vedere il film saprà che è doveroso), con una regia che per la prima volta in questo festival (eccezion fatta per la retrospettiva su Tam) fa sfoggio di uno stile forte, esibito con convinzione e dalla grande capacità comunicativa. La recitazione è magistrale, magari qualche dubbio su un paio di passaggi narrativi ma sono assolutamente trascurabili per quello che forse è il film più toccante visto fino a ora.

Final Victory: Sempre per la rassegna su Patrick Tam ci viene presentata una storia d’amore pericolosa, fra il fratello di un gangster in galera e la ragazza di lui che deve essere protetta: commedia, dramma e crime movie si mischiano e si alternano con una naturalezza che ha dello straordinario, io e Rob eravamo felicissimi di averlo visto, io un po’ triste dopo l’uscita, perchè avevano finito i dvd del film, sarà costretto a rimanere solo nella mia memoria. Il film è scritto da Wong Kar Wai, quindi credo sia inutile dire che la sceneggiatura è buona, sopreso (positivamente) da uno Tsui Hark che fa il cattivo, davvero pauroso coi suoi baffetti da stronzo.

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