Vietato fumare (ad Hollywood)

La MPAA colpisce ancora, e questa volta c’entrano le sigarette. Se fino ad adesso le pellicole in cui erano i minorenni a fumare subivano un divieto più cattivello, ora la sigaretta in generale è nel mirino dell’Organizzazione americana dei produttori cinematografici. Accogliendo la domanda di alcune lobby anti-fumo, la visione di pellicole in cui compaiono



La MPAA colpisce ancora, e questa volta c’entrano le sigarette. Se fino ad adesso le pellicole in cui erano i minorenni a fumare subivano un divieto più cattivello, ora la sigaretta in generale è nel mirino dell’Organizzazione americana dei produttori cinematografici. Accogliendo la domanda di alcune lobby anti-fumo, la visione di pellicole in cui compaiono le sigarette verrà vietata ai più piccoli, aiutando così i genitori a proteggere i figli dal vizio. Per difendersi da chi già si scaglia contro questa news (come l’attore Ryan O’Neal, tra l’altro non-fumatore, che vede in tutto questo un nuovo attacco alla libertà personale), la MPAA dichiara che non si farà di tutta l’erba un fascio, e si terranno conto di molti fattori; ma tutti i film in cui ci saranno cattivi esempi e in cui la sigaretta apparirà come un fenomeno glamour non passeranno illesi.

Il rischio quindi di vedersi affibiata la tanto temuta R (divieto ai minori di 17 anni non accompagnati) diventa sempre più grande. In sostanza: dopo violenza, sesso e droga, anche il fumo diventa una causa per cui vietare certe visioni ai più giovani. Ma su una cosa si può star tranquilli: il divieto ai film già usciti in cui ci sono famose scene in cui i protagonisti accendono le loro Marlboro o simili, come il classico Casablanca, il sensuale Basic Instinct o il più recente Black Dahlia (solo per citare i titoli o protagonisti dell’immagine qui sopra), restano invariati. Tra l’altro, lo sceneggiatore Joe Eszterhas, che si è ammalato di cancro alla laringe proprio perchè accanito fumatore, ha dichiarato di essere d’accordo con questa scelta e che, se potesse tornare indietro, non farebbe più fumare le sue “eroine” Catherine Tramell nel già citato Basic Instinct o Alex Owens in Flashdance.

Una buona scelta, pensata e corretta, oppure una conferma del moralismo americano? Il dibattitto è aperto, e già sappiamo cosa ne penserebbe Nick Naylor, il protagonista di Thank you for smoking

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