Muccino e Tarantino: lettera aperta ai colleghi registi

Stamattina al bar leggevo La Stampa e mi sono imbattuta in un articolo di Fulvia Caprara dedicato al regista Gabriele Muccino. Naturalmente si cade sulle dichiarazioni di Tarantino (“Il cinema italiano è deprimente”) e sulla bagarre che ha provocato nel cinema italiano. Ecco cosa risponde Muccino: “Le polemiche? Le vedo asfittiche, inutili, tutte storie che

di carla,

Stamattina al bar leggevo La Stampa e mi sono imbattuta in un articolo di Fulvia Caprara dedicato al regista Gabriele Muccino. Naturalmente si cade sulle dichiarazioni di Tarantino (“Il cinema italiano è deprimente”) e sulla bagarre che ha provocato nel cinema italiano. Ecco cosa risponde Muccino:

“Le polemiche? Le vedo asfittiche, inutili, tutte storie che rimbalzano da un muro all’altro del cortile, cose di cui a nessuno importa nulla. (…) A me sembra un po’ come se tutti giocassero a palla in un piccolo spazio chiuso, nessuno saprà mai niente di quei giocatori e di quelle partite. (…) Io dico che, prima di ogni altra cosa, bisognerebbe lasciare il cortile e spostarsi in uno stadio, provando a misurarsi con la serie A, quindi su un piano di competizione internazionale (…) che non vuole dire solo gli Stati Uniti. Bisognerebbe iniziare a guardare il cinema che si fa in Francia, in Germania, in Gran Bretagna. In quello stadio di cui parlavo, sarebbe soprattutto utile presentarsi con film migliori”.

E Muccino, testardo, ad Hollywood ci è arrivato. Leggetevi tutto l’articolo qui.

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