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Marie Heurtin dal buio alla luce: al cinema accessibile anche al pubblico sordo e cieco

Marie Heurtin, da una storia vera di sordo-cecità al cinema, accessibile anche ai sordi e ciechi

di cuttv

Il nostro mondo comunica usando prevalentemente la parola e le immagini, ma che succede quando i sensi ci rendono inaccessibili questi strumenti di comunicazione?

Una cosa sulla quale riflettere approfittando della storia di sordo-cecità vissuta realmente nella Francia nel tardo XIX secolo, alla quale si è ispirato il film Marie Heurtin dal buio alla luce (Marie Heurtin, Marie’s Story, Francia, 2014) diretto da Jean-Pierre Améris e sceneggiato con Philippe Blasband.

La storia della quattordicenne Marie Heurtin (interpretata da Ariana Rivoire, realmente sorda nella vita) nata nel 1885 sorda e cieca, incapace di comunicare al punto da spingere il padre, un umile artigiano disperato, ad affidarla alle cure dell’istituto di Larnay vicino Poitiers.

Nonostante lo scetticismo della Madre Superiora (Brigitte Catillon), la giovane suor Margherita (Isabelle Carré) prende sotto la sua ala la ragazzina spaventata e intrattabile, facendo di tutto per condurla fuori dal buio e dal silenzio e dopo mesi di battaglie e duro lavoro, ad insegnarle i segni dell’alfabeto muto attraverso il tatto.

Marie Heurtin avrebbe poi imparato il Braille, l’uso della macchina da scrivere, il domino e altri giochi, il cucito, il lavoro a maglia, la storia e la geografia, lo scorrere del tempo, diventando una delicata giovane donna. L’istituto di Larnay ancora oggi è in attività.

Il film prodotto da Escazal Film, in co-produzione con France 3 Cinema e RH Ne-Alpes Cinema, dopo aver conquistato il Premio Variety al Festival del Film di Locarno 2014 ed essere stato in concorso al Giffoni 2015, dal prossimo 3 marzo sarà distribuito in Italia dalla Mediterranea Production di Angelo Bassi, con il sostegno della Lega del filo d’Oro e reso accessibile in sala anche al pubblico sordo e cieco.

Grazie al CINEDEAF (Festival Internazionale del Cinema Sordo), alla collaborazione di MovieReading ed alle cooperative BIG BANG e EYES MADE, nelle sale di tutta Italia saranno organizzate proiezioni speciali con appositi sottotitoli e audio descrizioni scaricabili tramite un’applicazione da mobile.

Marie Heurtin dal buio alla luce: Note di regia

Il progetto iniziò per il mio interesse per la storia di Helen Keller. Durante la mia ricerca, venni a conoscenza della meno nota storia di Marie Heurtin e decisi immediatamente di visitare l’istituto Larnay a Poitiers, dove ella visse nel XIX secolo.
L’istituto non è più una struttura religiosa, pur rimanendo un centro per bambini sordi. Alla luce dei progressi scientifici degli ultimi cento anni, mi sorpresi di trovare che l’istituto fosse ancora operativo.
E’ difficile per me descrivere come mi sentii quando incontrai questi bambini che potevano comunicare solo con il tatto e che erano desiderosi di toccare le mie mani e la faccia non appena arrivai. Mi sentivo impotente nel tentativo di comunicare con loro. Incontrai anche i genitori di questi bambini che mi spiegarono quali sfide avessero affrontato. Proprio come il padre di Marie Heurtin più di un secolo prima, alcuni si erano sentiti dire dai dottori che i loro figli erano mentalmente danneggiati e che non sarebbero mai stati capaci di comunicare. La disperazione dei genitori ebbe fine quando conobbero gli istruttori dell’istituto Larnay che insegnarono ai loro figli come mettersi in contatto con il mondo.
Il caso di Marie Heurtins, figlio di duro lavoro e di tenacia, più che di misticismo, è considerato un miracolo e le tecniche che suor Margherita inventò sono usate a tutt’oggi. Da quella visita in poi, ho sentito il dovere di raccontare la storia di Marie.
Le persone considerate diverse, e perciò emarginate, rappresentano il tema centrale del mio film così come in “Romantic Anonymus”. Quel che più ho trovato entusiasmante nella vicenda di Marie Heurtin è il personaggio di suor Margherita e la sua incrollabile convinzione che sarebbe riuscita a creare una relazione con la giovane Marie, lì in fondo alla sua prigione interiore.
Il legame stabilitosi tra Marie e suor Margherita rappresenta quel tipo di esperienza che ad una suora dovrebbe essere negata: l’amore materno.
Tale legame ha in sé l’inevitabile separazione che rappresenta l’ultima tappa dell’apprendimento della giovane Marie.
Il film che ho in mente è luminoso. Voglio raccontare le mani di Marie che toccano gli animali, gli alberi e le facce, movimenti che giungono a diventare l’invenzione di un linguaggio e la storia di una liberazione, di una rinascita.

Jean-Pierre AMÉRIS