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Un mercoledì di maggio: al cinema con le contraddizioni dell’Iran di Vahid Jalilvand

Un mercoledì di maggio di Vahid Jalilvand, porta al cinema la critica alla società che governa e un ringraziamento all’umanità che difende chi soffre

di cuttv

Insieme a A girl walks home alone at night di Ana Lily Amirpour, A Dragon Arrivers di Mani Haghighi e Nahid di Ida Panahandeh, la Rassegna Iraniana e Academy Two, portano al cinema anche Un mercoledì di maggio (Chaharshanbeh, 19 Ordibehesht, Iran 2015), interpretato, sceneggiato, diretto, prodotto e montato da Vahid Jalilvand.

Allontanandosi dalle consuete coordinate che scandiscono la nostra dimensione spazio-temporale, senza trascurare le contraddizioni dell’Iran contemporaneo, l’opera prima dell’attore e documentarista, tesse la trama che intreccia i destini di un uomo tormentato dalla perdita di un figlio e due donne disperate.

La trama ufficiale:

Un annuncio pubblicitario particolarmente originale, pubblicato un mercoledì mattina su un quotidiano di Teheran, raccoglie una piccola folla di persone in una piazza. Tutti sperano che l’annuncio pubblicato possa essere la soluzione ai loro problemi. La polizia controlla la folla cercando di calmarla e di disperdere le persone. Nonostante le insistenze della polizia due donne non abbandonano la piazza…

Jalal Ashtiyani (Amir Aghaei), ha pubblicato un annuncio con il quale intende consegnare una somma ingente di denaro nelle mani di un concittadino meno fortunato. Tra la folla di persone speranzose e disperate che risponde alla sua offerta, a colpire l’uomo sono i volti di due donne.

Il volto della giovane Setareh (Sahar Ahmadpour), incinta e speranzosa di ottenere la somma per pagare la cauzione del suo amato Morteza (Milad Yazdani), finito in carcere in seguito a una rissa con il cugino della ragazza che ostacola il loro matrimonio insieme al resto della famiglia adottiva di zii. Sono loro ad animare la clip che segue.

Leila (Niki Karimi) è invece una vecchia fiamma di Jalal, sposata con un uomo ridotto sulla sedia a rotelle che necessita di una costosa operazione per tornare a sperare. Il profondo dilemma etico che si trova a guidare la scelta di Jalal, si spinge ovviamente la disinteressata carità.

Il film drammatico, sceneggiato dallo stesso Vahid Jalilvand con Alì Zarnegar e Hossein Mahkam, è dallo spesso prodotto insieme a Mohammad Hossein Latifi per MEHR TAHA STUDIO. Dopo aver ottenuto il Fipresci alla 72° Mostra Internazionale D’Arte Cinematografica di Venezia, arriva nelle nostre sale dal 23 giugno 2016, distribuito da Academy Two con la rassegna Nuovo Cinema Teheran.

Un mercoledì di maggio: note di regia

Ho sognato per anni di essere come Jalal. Mi sono svegliato sconfortato, deluso, con il desiderio irrealizzabile di non poter essere come lui e osservavo con sdegno il mio riflesso nello specchio. Dedico questo film a tutti i Jalal del mio paese, alle persone comuni che cercano la sofferenza negli occhi degli altri e non sono mai riuscite a farsi ascoltare dai governi, dagli uomini di stato, da quelli che hanno il potere per chiedere aiuto, alle persone che non sono mai state indifferenti al dolore negli occhi delle persone. Vivo in un paese dove Dio ha elargito i suoi doni di abbondanza e ricchezza, ma purtroppo molte persone non possono goderne. UN MERCOLEDI DI MAGGIO è una critica alla società e al modo in cui è governata. È un tributo all’essere umano che si sente parte della società e soffre. Il film è insieme una critica e un ringraziamento agli essere umani.

Vahid Jalilvand

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