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Ghostbusters: le recensioni Straniere

Le critiche al Ghostbusters femminile di Paul Feig

di carla

Ve lo dico subito: ho odiato il nuovo Ghostbusters (ve ne parlerò a parte). Dopo la nostra recensione, leggiamo insieme i commenti dei critici Stranieri al film di Paul Feig interpretato da Kristen Wiig, Melissa McCarthy, Chris Hemsworth, Andy Garcìa, Kate McKinnon, Neil Casey, Cecily Strong, Leslie Jones. Su RottenTomatoes il film ha raccolto il 73% di voti positivi.

Megan Garber – The Atlantic: E’ divertente.

James Berardinelli – ReelViews: Si tratta di una mediocre commedia horror che non merita né elogi né disprezzo. Voto: 2.5 / 4

Peter Rainer – Christian Science Monitor: Come spesso accade con film con gli effetti speciali, la commedia rapidamente viene calpestata dagli effetti (in questo caso, non speciali). Voto: D

Dana Stevens – Slate: Queste donne si divertono a stare insieme e la loro gioia evidente ci rende felici.

Colin Covert – Minneapolis Star Tribune: La nuova versione non è infedele alla mitologia del materiale originale. E’ un aggiornamento divertente di un classico. Voto: 3/4

Sara Stewart – New York Post: Melissa McCarthy, Kristen Wiig, Kate McKinnon e Leslie Jones formano una squadra comica formidabile anche se McKinnon ruba la scena. Voto: 3/4

Britton Peele – Dallas Morning News: Non è un classico impeccabile, ma è emozionante e spesso divertente. Voto: B

Ty Burr – Boston Globe: i personaggi avrebbero potuto anche essere più divertenti da guardare in un film che non era così grato alla sua fonte. Questo film è abbastanza buono. Ma aveva la possibilità di essere grande. Voto: 2.5 / 4

Brian Truitt – USA Today: Quegli zaini protonici sono in buone mani. Voto: 3/4

Peter Travers – Rolling Stone: nerd arrabbiati, prendete nota: le donne sono la cosa migliore di questo riavvio. Kate McKinnon è una eruzione spontanea di ilarità. Voto: 2.5 / 4

Ann Hornaday – Washington Post: si scopre che Ghostbusters – come le ragazze che allegramente dominano questa volta – vuole solo divertirsi. E lo fa. Voto: 3/4

Tony Hicks – San Jose Mercury News: Se siete un vero fan di “Ghostbusters”, spendete il vostro tempo a riguardare l’originale. Perché questo riavvio non merita il suo nome. Voto: 2/4

Adam Graham – Detroit News: Si trova nel mezzo, volendo tracciare un nuovo percorso, ma è infestato dai fantasmi del suo passato. Voto: C

Bill Goodykoontz – Arizona Republic: “Ghostbusters” è un buon film. Saprà catturare l’immaginazione del pubblico come il primo? Probabilmente no. Voto: 3/5

Justin Chang – Los Angeles Times: dimostra con orgoglio che la mediocrità – sia nella caccia delle apparizioni malevoli o la realizzazione di una commedia tradizionale – non è, e non è mai stato, un inseguimento esclusivamente maschile.

David Edelstein – New York Magazine / Vulture: Il nuovo Ghostbusters non è un orrore. E’ solo illegittimo.

Moira MacDonald – Seattle Times: Fondamentale per il divertimento: McKinnon, che ruba il film con il suo ghigno folle da scienziato, gli occhi che brillano come un puntatore laser e l’inattesa stranezza casuale. Voto: 3/4

Richard Roeper – Chicago Sun-Times: Ghostbusters è un orrore dall’inizio alla fine. Voto: 1/4

Liz Braun – Toronto Sun: Wiig è al suo meglio, Jones è una rivelazione, Chris Hemsworth è una meravigliosa sorpresa e Kate McKinnon ruba la scena. Sono tutti stranamente accattivanti, troppo, e non hanno nulla a che fare con la nostalgia. Voto: 4/5

Barry Hertz – Globe and Mail: è emozionante, divertente, selvaggio, colorato. Voto: 3.5 / 4

Peter Debruge – Variety: Feig è già riuscito ad attraversare flussi di successo, ma qui soccombe alla maledizione familiare dell’era digitale degli effetti speciali: quando non c’è quasi nulla che il computer non può evocare, spetta al regista sapere quando fermarsi.

Rafer Guzman – Newsday: Il cast femminile è un’idea promettente, ma questo riavvio del classico del 1984 non è così divertente come avrebbe potuto essere. Voto: 2/4

David Rooney – Hollywood Reporter: zero emozioni.

Melissa Anderson – Village Voice: Ghostbusters 2.0 soffre dell’ansia dell’influenza – o, più specificamente, dalla paura – di non voler allontanare i fan del primo.

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