Per un figlio: trailer, foto e poster del film di Suranga Deshapriya Katugampala

Per un figlio: video, trailer, poster, immagini e tutte le informazioni sul film drammatico di Suranga Deshapriya Katugampala nei cinema italiani dal 30 marzo 2017.

 

Il 30 marzo debutta nei cinema italiani Per un figlio, il dramma dallo stile quasi documentaristico di Suranga Deshapriya Katugampala, regista nato nello Sri Lanka ma che vive in Italia da molti anni.

Il film segue le vicissitudini di una badante cingalese che lavora in Italia che non riesce a comunicare con il figlio adolescente sempre più schivo, chiuso e indifferente.

[quote layout=”big” cite=”Suraga D.K.]Se il cinema non è una messinscena senza senso, se non è solo una rappresentazione artificiosa della realtà, non una ripetizione vuota, dentro sta succedendo qualcosa di vero. Non so cosa.[/quote]

 

La sinossi ufficiale:

Provincia di una città del nord Italia. Sunita, una donna srilankese di mezz’età, divide le sue giornate tra il lavoro di badante e un figlio adolescente. Fra loro regna un silenzio pieno di tensioni. È una relazione segnata da molti conflitti. Essendo cresciuto in Italia, il figlio fa esperienza di un’ibridazione culturale difficile da capire per la madre, impegnata a lottare per vivere in un paese al quale non vuole appartenere.

 

 

Il regista racconta la genesi del film ispirato dalle molte donne cingalesi che lavorano all’estero.

[quote layout=”big”]Molte donne cingalesi lasciano la famiglia e i figli per andare all’estero. I primi flussi migratori dallo Sri Lanka verso l’ Europa sono avvenuti intorno agli anni 70, verso Italia all’inizio degli anni 90. Da allora sono passati molti anni. Parole come colf, badante, immigrazione, integrazione, razzismo ci hanno accompagnati in questo tempo. Chi parte dal proprio paese di origine affronta uno sradicamento socio-culturale ma si trova anche davanti alla possibilità di un altro radicamento. La presenza di donne e uomini cingalesi, portatori di culture e stili di vita diversi da quelli italiani, ha dato vita a monasteri buddhisti cingalesi, luoghi di pratiche religiose e culturali: per non dimenticare le origini e per renderle visibili nel nuovo contesto di vita. E intanto nascono i figli o i figli si ricongiungono alle madri, come capita a Sunita. I figli crescono in un Paese che iniziano a sentire loro mentre i genitori lo vivono come un luogo, solo e per sempre, di passaggio. Sunita non vuole mettere radici in Italia. E’ diversa dalle altre madri, parla appena l’italiano, forse non vuole impararlo. Non è ignoranza. Sarebbe un segno di appartenenza all’occidente senza valori. La allontanerebbe dalle sue origini, dai suoi principi morali, educativi, da tutti i modi in cui può proteggere suo figlio. Ma tra le quattro mura di casa, per le strade italiane, i valori di Sunita si manifestano subendo, inevitabilmente, una distorsione, mentre creano altre interpretazioni e visioni. Da qui nasce “Per un figlio”…[/quote]

 

 

NOTE DI REGIA

Era dicembre 2014 quando a Negombo, in Sri Lanka, Aravinda ed io abbiamo discusso giorno e notte di questo film. Come farlo, con chi e con quali soldi. L’ unica cosa certa era l’urgenza di raccontare, di dire “noi ci siamo”, “le nostre storie sono anche le vostre storie, le storie di un mondo comune”. E’ nato un film minimalista, fatto di momenti quotidiani, domestici, a volte ripetitivi. Un film volutamente semplice. Il sogno di un cinema semplice si stava realizzando mentre noi cavalcavamo l’ onda felice di raccontare la nostra storia. Sin dalla sua stesura il progetto ha coinvolto molte persone disposte ad offrire un passaggio in macchina, un piatto di riso, uno spazio. Abbiamo unito le forze, affrontato mille problemi, srilankesi ed italiani, perché era la storia di ognuno di noi. [Suranga D.K.]

 

 

 

 

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