Taken - La vendetta: Recensione in Anteprima

Quando Io vi troverò approdò in sala, quattro anni or sono, la critica si divise. Nessuno gridò al miracolo, certo, ma se da un lato c'era chi si diceva disposto a riconoscergli un qualche appeal, dall'altro c'era chi proprio lo trovò pessimo in ogni sua parte. Ebbene, per quel che vale, noi rientriamo nella prima categoria.

Non fu una visione sfolgorante quella del primo Taken (titolo originale), ma in tutta onestà non ne uscimmo così delusi. Alla luce di quanto appena evidenziato, temevamo per questo sequel, che oramai sembrava aver perso a priori quel po' di freschezza che eravamo riusciti a scorgere nel primo. Non che coltivassimo particolari speranze, anche perché il prequel aveva esaurito davvero tutto quello che c'era da dire. L'unica era forzare la mano.

Ebbene, se c'è un termine che calza a pennello a Taken - La vendetta è proprio questo: forzatura. Lo è nelle premesse, nello svolgimento e pure nella conclusione. Un film che non in pochi casi diviene esilarante, rischio che una pellicola di questo genere dovrebbe scongiurare a priori senza nemmeno porsi il problema. Dovrebbe, perché ahinoi non è andata esattamente così.

Dopo aver sterminato un intero clan malavitoso che operava nel campo della prostituzione, quella macchina devastante che risponde al nome di Bryan Mills (Liam Neeson), è oramai convinto di potersi concedere una vacanza; o perlomeno una tregua. Messa a soqquadro Parigi nel disperato tentativo di riprendersi la sua amata figlia, l'agente della CIA torna ad essere un padre più o meno normale.

Personaggio aggiunto in questo seguito è l'ex-moglie Lenore (Famke Janssen), che durante un viaggio a sorpresa in quel della straordinaria Istanbul viene rapita dai parenti appartenenti alla famiglia albanese di cui facevano parte le vittime del primo episodio. Volendo produrci in uno slancio di accondiscendenza, per così dire, potremmo stirare il nostro "giudizio" ed accettare tutto ciò come una vaga conseguenza di quanto avvenuto nel capitolo precedente.

Il punto è che ad un incipit a dire il vero nient'affatto accattivante, segue una serie di eventi e situazioni improponibili, a tratti addirittura grottesche. E' questo il caso in cui più di una volta Bryan si trova sul punto di liberare sua moglie Lenore, salvo uscirsene altrettante volte con: "resta qua, non ti muovere... io torno subito". Non può che essere un effetto indesiderato quello di stimolare certi inevitabili sorrisi, eppure ci chiediamo come mai chi di dovere (lo sceneggiatore, per esempio) non abbia pensato la stessa cosa. Da notare che uno dei due ad essersi occupati della sceneggiatura è Luc Besson.

Ed è forse proprio in questo passaggio che il film letteralmente crolla su sé stesso. Poco ha potuto fare Olivier Megaton, il quale tenta per tutto il film di metterci una pezza sopra, ma invano. Il personaggio di Neeson è ancora più una macchina di morte imbattibile, messa un po' alla prova in una sola occasione, giusto poco prima che il film giunga al proprio epilogo. Eppure, inutile dirlo, anche da questo scontro ne uscirà ampiamente vincitore.

Nelle prime battute sembra che la narrazione tenda ad incanalarsi verso quell'affollato pertugio che è il tema della vendetta, con un ribaltamento sostanziale rispetto al primo film, dove Mills rincorre per tutto il tempo i rapitori di sua figlia: stavolta è lui ad essere braccato, con famiglia annessa. Ma quella che aveva l'aria di essere una promettente impressione, viene di fatto polverizzata nelle sequenze immediatamente successive.

Sterili pure certi dialoghi, il cui vigore si riassume in scambi di battute talvolta scontati, altre banali. Nulla o quasi riesce a coinvolgerci in Taken - La vendetta, verdetto ahinoi secco ma altrettanto veritiero circa la percezione che noi abbiamo avuto del film. Neeson fa sempre più fatica a tenere il passo con le sue innumerevoli apparizioni, annotazione che evidenziamo a malincuore, visto che chi vi scrive non disprezza affatto quest'attore, anzi.

In ogni caso, anche delle interpretazioni sopra le righe (che non ci sono) avrebbero difficilmente contribuito ad alzare l'immaginaria asticella. Rade Šerbedžija, per esempio, rappresentava un innesto a noi gradito, ma alla fine anche il buon vecchio attore croato non ha potuto far altro che arrendersi ad un contesto purtroppo spoglio.

Alla luce di quanto appena rilevato, non erano delle semplici malelingue con il gusto della cattiveria gratuita coloro che alla base di questo progetto ci vedevano l'ammirevole incasso al botteghino del primo Taken - circa 226 milioni di dollari a fronte di un investimento di appena 25 milioni. Nodi che ancora non sembrano essere venuti al pettine, se si pensa che questo sequel è già esploso al box-office americano, risultato che ha spinto la produzione ad impegnarsi già per un terzo episodio, che oramai si farà; si farà eccome! Noi purtroppo per il momento restiamo freddi.

Voto di Antonio: 4,5
Voto di Gabriele: 2

Taken - La vendetta (Taken 2, USA, 2012) di Olivier Megaton. Con Liam Neeson, Maggie Grace, Famke Janssen, Rade Serbedzija, Leland Orser, Luke Grimes, Aclan Bates e Laura Bryce. Qui trovate il trailer sottotitolato in italiano. In uscita nelle nostre sale oggi, giovedì 11 Ottobre.

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