Speciale Roma: Juno e The King of Kong

In questo giovedì piovoso ho potuto vedere due bei film, di quelli semplici che però sanno rendere alla perfezione la bellezza del cinema. Juno è un film in concorso, con Ellen Page come protagonista (che domani sfilerà sul red carpet). Il regista è invece Jason Reitman (quello di Thank you for smoking). Il film è

In questo giovedì piovoso ho potuto vedere due bei film, di quelli semplici che però sanno rendere alla perfezione la bellezza del cinema.

Juno è un film in concorso, con Ellen Page come protagonista (che domani sfilerà sul red carpet).

Il regista è invece Jason Reitman (quello di Thank you for smoking).
Il film è assolutamente delizioso, la protagonista Juno è un’adolescente fuori dagli schemi, ironica e sveglia, assolutamente indipendente. La sua famiglia è altrettanto originale e schietta nei rapporti.

Rimasta incinta decide di affidare il suo bambino ad una famiglia che lei spera sia perfetta.
Trova tramite annuncio sul giornale una coppia che sembra l’ideale per il suo bambino: Vanessa e Mark, interpretati da Jennifer Garner, Jason Bateman, sono ricchi, belli e tanto desiderosi di avere un figlio.

Portare avanti la sua gravidanza porterà Juno a fare i conti con sé stessa, a prendere decisioni che forse vanno al di là della sua giovane età, ad essere più matura di alcuni adulti attorno a lei.

I temi affrontati in questo film sono importantissimi: l’aborto, la gravidanza di un’adolescente, il rapporto con i genitori, il passaggio dall’adolescenza all’età adulta.

Tutto viene trattato con lievità ed ironia.
Il regista aveva mostrato come si può parlare e descrivere problemi complicati con il tocco dell’ironia già con il riuscitissimo Thank you for smoking, ed ora, aiutato anche da una cast perfetto, centra un’altra volta il bersaglio con il suo Juno.
Gli attori sono tutti in parte.

Spicca la naturalezza di Ellen Page, è davvero brava, riesce a rendere benissimo l’intelligenza e la maturità di Juno e allo stesso tempo riesce a coglierne le paure.
Domani ci sarà l’incontro con la stampa e sarà interessante ascoltare quello che ha da dire!
Comunque, chi ha amato Little Miss Sunshine non potrà non amare questo film, con cui ha, secondo me, molti punti in comune.

Altro film di cui vorrei parlare è The King of Kong: A Fistful of Quarters, il primo lungometraggio di Seth Gordon.

Film esilarante! La storia rispetta tutti i canoni della narrativa. Una fantastica metafora della vita.
C’è l’uomo che detiene il record di Donkey Kong, Bill che negli anni ottanta divenne una celebrità e ancora è un mito nella comunità dei giocatori di videogiochi anni 80.
L’associazione twin galaxies si occupa di omologare i punteggi dei giocatori che cercano di battere i record. Il film è realizzato come un documentario: quindi il regista intervista tutti i personaggi della storia.

L’antagonista di Bill è Steve che vuole battere il record ottenuto 25 anni prima.
Facciamo così la conoscenza di Steve, un uomo semplice con una famiglia deliziosa che invia una cassetta che dimostra il punteggio che ha ottenuto a Donkey Kong.

La comunità della Twin galexies è però completamente dalla parte di Bill, sarà difficile per Steve farsi accettare da essa soprattutto perché il suo mentore è un acerrimo nemico di Bill.
Steve deve battere Bill in una partita a Donkey Kong davanti ad un pubblico per ottenere il suo posto nel guinnes dei primati, ma Bill non vuole riconoscerlo come suo rivale.

La descrizione dei personaggi sconfina nel grottesco: geniale la presentazione di Bill e di Roy (il suo nemico); divertentissime le interviste che descrivono i personaggi coinvolti nella storia.

Nel corso del film poi, vengono presentati altri soggetti indimenticabili: tra tutti splendido è il musicista che narra con le sue canzoni la storia di Bill, che poi è il fondatore della Twin Galaxies
Il film è capace di tenere incollato lo spettatore fino all’ultimo, si ride molto e si soffre anche molto, specialmente per le scorrettezze a cui Steve deve fare fronte.
E’ narrata la storia anche di un grande conflitto d’interessi…come può l’uomo che detiene il record assoluto fare parte anche della giuria che omologa i punteggi?
Spero vivamente che questo film trovi una distribuzione in Italia.
Tutta la sala alla fine ha fatto il tifo nel corso delle partite ai videogiochi e c’è stato anche spazio per una lieve punta di tristezza. Il colpo di scena finale completa poi la perfezione del racconto!

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