Roma 2017, Carlo Verdone celebrato con il restauro di Borotalco: ‘che emozione, forse farò serie tv tra qualche anno’

Applausi e folla per Carlo Verdone, celebrato alla Festa del Cinema di Roma grazie ai 35 anni di Borotalco.

35 anni e non sentirli. Era il 1982 quando Carlo Verdone, all’epoca conosciuto soprattutto per i suoi macchiettistici personaggi di succeso, cambiò pelle con Borotalco, 3° opera da regista da subito diventata di culto. Vinti 5 David di Donatello, tra i quali miglior film, attrice e attore, e due Nastri d’Argento, Borotalco è stato restaurato da Infinity, con la dodicesima edizione della Festa del Cinema di Roma che ha prestato il proprio red carpet per celebrarlo degnamente.

Carlo Verdone, Eleonora Giorgi e gli Stadio, autori dell’indimenticata colonna sonora, hanno accompagnato la pellicola alla manifestazione capitolina, con tanto di omaggio live da parte della band prima della proiezione pomeridiana, attesa come vero e proprio evento dai fan del regista romano. Borotalco, che per la prima volta vide Carlo abbandonare la struttura episodica interpretando un unico personaggio, diede il via al classico archetipo narrativo verdoniano, in grado di spaziare tra malinconia e comicità.

Il Manuel Fantoni dell’indimenticato Angelo Infanti, lo straordinario Mario Brega delle ‘olive greche’, il giovane Christian De Sica con cui danzare in mutande e la travolgente Eleonora Giorgi ossessionata da Lucio Dalla, nel film nei panni di sè stesso, contribuirono a rendere Borotalco un classico del cinema italiano.

[quote layout=”big”]‘Per me fu una scommessa, dovevo dimosrtrare di essere un attore che poteva seguire anche una strada canonica, non più a episodi. Ero molto nervoso mentre lo scrivevo ma anche carico perché dovevo assolutamente farcela. Con Enrico Oldoini impiegammo un anno solo per trovare il soggetto, ne scartammo sei o sette. Quando lo centrammo la sceneggiatura fu molto rapida. Mario Cecchi Gori, che mi aveva fatto un contratto in 48 ore come autore, attore, regista e sceneggiatore, mi convocò e nell’arco di una settimana mi chiamò per annunciarmi la disponibilità di Eleonora Giorgi, che voleva fare un film insieme a me. L’ho conosciuta, ci siamo frequentati, abbiamo adattato il personaggio a lei e siamo partiti con enorme carica. Non potevo sbagliare quel film. Al cinema Corso, alla prima romana, ero talmente nervoso che dovevo andare in bagno ma non ce n’era uno, a un certo punto io ed Enrico vedemmo la gente uscire dalla sala, ci coprimmo dalla vergogna ma sentimmo una coppia dire, ‘ammazza me so morto dalle risate’. Replicai con un ‘forse ce l’abbiamo fatta’.[/quote]

Prima capitolina a cui non partecipò la protagonista, poi in trionfo sia ai David che ai Nastri, con enorme rammarico.

[quote layout=”big”]‘Fatto Borotalco sono partita dopo appena due settimane in Marocco, per 4 mesi, per girare Oltre la porta con Marcello Mastroianni. Da Roma tutti mi chiamavano dicendomi quanto fosse una bomba. Ero furiosa, io romana mai riuscita a vederlo al cinema. Oggi, grazie al restauro, lo vedrò per la prima volta’.[/quote]

Borotalco fu fondamentale non solo per le carriere della Giorgi e di Verdone, ma anche per quella degli Stadio, nati di fatto grazie al film, come ricordato da Gaetano Curreri.

[quote layout=”big”]‘Per noi è stato il punto d’inizio. Eravamo il gruppo di Lucio Dalla. Una sera venne Carlo a Castel Sant’Angelo, dove suonavamo alcune canzoni per Lucio, sentì Grande figlio di puttana e Chi te l’ha detto? e le volle nella colonna sonora. Carlo è stato il nostro pigmalione, è stato lui ad inventarsi gli Stadio. Prima nessuno ci aveva mai fatto fare un disco’.
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35 anni, quelli che ci separano dall’uscita in sala di Borotalco, che hanno visto enormi cambiamenti travolgere i più giovani, a detta del regista oggi ‘meno disincantati’ rispetto a un tempo.

[quote layout=”big”]’Il 1982 era ancora un anno pieno di sogni, un surrogato legato alla felicità degli anni ’60, anche se iniziavano a sorgere i primi problemi di lavoro per i più piccoli. C’era più leggerezza, all’epoca, oggi sarebbe tutto molto meno leggero, con più problemi e meno armonia. Ci sono molte differenze tra i giovani di oggi e quelli degli anni ’80’.
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Interrogato sul perché di un successo tanto duraturo, Verdone non ha saputo rispondere con assoluta sicurezza, sviscerando comunque possibili motivazioni.

[quote layout=”big”]‘L’amabilità dei personaggi, le loro fragilità, il loro candore e quel pizzico di mitomania, elementi che appartenevano un po’ a tutti. Poi l’infinità di battute, così sincere, vere, fatte di tempi recitativi, che venivano esaltate dalla stessa recitazione. La gran parte delle battute comiche di questo film sono nate mentre giravamo, sul set, come sempre successo nei miei film. Più mi vengono sul momento e più capisco quanto mi stia divertendo’. ‘Non so quale sia il meccanismo d’azione, perché come tanti farmaci che funzionano bene chi li ha inventati non è che sappia perfettamente perché funzionino, ma funzionano’. ‘Così sono i film’. ’Oggi sono qui a parlare di un film del 1982 come se uscisse domani, e sono molto emozionato perché sento di aver fatto qualcosa che è rimasta nel tempo. Mi viene anche tanta malinconia per quegli attori e collaboratori che purtroppo non ci sono più, che mi aiutarono molto. La proiezione di oggi la voglio dedicare a tutte queste persone, perché è anche grazie a loro se Borotalco è Borotalco’.[/quote]

Eleonora Giorgi, che ha girato al fianco di Verdone anche Compagni di Scuola nel 1988, ha voluto pubblicamente ringraziare il regista per aver scritto l’iconico personaggio di Nadia Vandelli, dopo quasi 40 anni ancora rimastole appiccicato.

[quote layout=”big”]‘Carlo come autore è stato uno dei pochi a dare un costrutto ai ruoli femminili. Negli anni ho fatto svariate commedie, ma nessuna ha avuto l’impatto che ha avuto Borotalco. In quel caso Carlo delineava il personaggio di una ragazzina che era emblematica di quegli anni. Una ragazzina velleitaria, intelligente e piena di sogni, grazie alla quale ho vinto un David e un Nastro’. ‘Ma ora vi racconto un aneddoto legato a Borotalco. Due anni dopo le riprese sono a Los Angeles con il cast di Chinatown, siamo in un supermercato di lusso, a pranzo, e sento voci italiane, romane. Mi giro e vedo un gruppo di ragazzi, loro mi vedono e fanno ‘nooo, Eleonora Giorgi, Borotalco, Verdone’, mi vengono incontro e mi inondano di domande e complimenti, allora io gli faccio ‘guardate che c’è Jack Nicholson’, e loro ‘ma che ce frega de Nicholson, c’è Verdone, Borotalcooo’. Fu un successone, al tavolo mi guardavano basita’. [/quote]

In quanto ad aneddoti legati alla lavorazione e alla promozione del film, anche Carlo, ovviamente, ha da dire la sua.

[quote layout=”big”]‘Lucio Dalla si incazzò come una bestia perché quando uscì il cartellone misero il nome ‘Carlo Verdone’ piccolo e il nome ‘Lucio Dalla’ enorme. Lui mi chiamò urlando ‘ma ti sei impazzito, io ti faccio causa, pare un film in cui sono il protagonista’. Andò all’anteprima, sala piena e si vide il film per terra, poi a fine proiezione ci fu un’ovazione e Dalla capì che il film era un reale omaggio a lui. La mattina dopo mi telefonò e mi disse ‘grazie’, però la prossima volta stai attento a controllare i caratteri’. ‘La pellicola andò benissimo ma ero morto dalla promozione, dallo stress, andai da Mario Cecchi Gori e gli dissi ‘Mario, ce l’avemo fatta, ma ora lo puoi dire, Borotalco è stato un gran titolo’. Lui, con un sigaro in bocca, mi fece leggere una lettera della Manetti&Roberts che minacciava querela perché avevamo usato il titolo Borotalco, da loro inventato. Cecchi Gori andò in azienda con gli incassi del film e solo a quel punto capirono che avevavo avuto un’enorme pubblicità gratuita, e la causa sfumò’.[/quote]

Titolo della pellicola che nacque per puro caso, al telefono con Eleonora Giorgi, mentre Verdone spiegava lei la caratteristica principale del progetto, ‘leggero come una nuvola, una nuvola di Borotalco‘. Dall’11 gennaio nuovamente in sala con Benedetta follia, Carlo ha infine spalancato la porta ad una sua futura partecipazione alla serialità televisiva.

[quote layout=”big”]‘Stiamo soffrendo un momento particolare, in cui non si capisce chi sia il nostro pubblico, se va in sala, scarica, se ne frega, abbiamo perso l’orientamento. Ci crea qualche problema. Per me la sala resta l’unico centro di aggregazione rimasto nella società di oggi, se facciamo a meno del cinema e del teatro, che facciamo. Anche i concerti rock non sono più aggregazione, stanno tutti a farsi i selfie con il palco alle spalle. E’ un momento difficile, ma proprio per questo motivo noi autori dobbiamo alzare il tiro e fare film nel miglior modo possibile. Remake no, non ne farò mai, ma una serie tv probabilmente sì, la farò. Magari tra due anni. Penso che DeLaurentiis ci stia pensando e ci sto pensando anche io. Allo stato attuale ho soltanto film, nel mio presente, ma tra 2/3 anni potrei entrare nel mondo delle serie’.
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attends 'Borotalco' photocall during the 12th Rome Film Fest at Auditorium Parco Della Musica on October 31, 2017 in Rome, Italy.

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