Non c'è più religione: su TIMVISION la commedia con Claudio Bisio e Alessandro Gassmann

Su TIMVISION "Non c'è più religione", la commedia di Luca Miniero con Claudio Bisio, Alessandro Gassmann e Angela Finocchiaro.

 

Natale con TIMVISION che quest'anno nel ricco catalogo cinema include anche, in prima assoluta, la commedia Non c'è più religione, quinta regia in solitaria per il napoletano Luca Miniero dopo i campioni d'incasso Benvenuti al Sud (2010), Benvenuti al Nord (2012), Un boss in salotto (2014) e La scuola più bella del mondo (2014).

Il bambinello del presepe vivente è cresciuto: ha barba e brufoli da adolescente e
nella culla non ci sta proprio. Bisogna trovarne un altro a tutti i costi! Una commedia esilarante sull'Italia di oggi, multietnica, senza figli e che si arrangia come può, con un lama al posto del bue e tre amici in lotta fra loro, al posto dei re Magi. Un presepe vivente così non si vedeva da 2000 anni nella piccola isola di Porto Buio.

 

Il presepe della discordia


 

Non c'è più religione pone un presepe vivente a cui manca il bambinello al centro di una disputa tra un sindaco ambizioso, interpretato da Claudio Bisio, una suora "ruspante" interpretata da Angela Finocchiaro e il leader di una comunità musulmana un po' cialtronesco interpretato da Alessandro Gassmann. Il presepe in questione diventerà la scusa per una vendetta tra vecchi amici legata ad un amore adolescenziale nonché goffo tentativo di mediare tra due religioni all'apparenza troppo distanti con un colorato mash-up di tradizioni e credenze, che ad un certo punto innescherannpo una folle girandola di madonne musulmane, animali esotici e zampognari "tibetani".

 

 

Perché guardarlo


 

Non c'è più religione esordisce con questa premessa: Non si arresta il processo d'invecchiamento della popolazione italiana e gli italiani hanno più cellulari che figli. Dati preoccupanti che il regista Luca Miniero approccia in modo farsesco, leggero ma non privo di spunti di riflessione ponendo il problema della natalità in Italia con quello dell'integrazione tra religioni, che va di pari passo con l'immigrazione e una società che fatica ad accettare un futuro multietnico. Troppa carne al fuoco? In realtà no, poichè la peculiarità di Miniero è nel trattare tematiche sociali spinose e contrapposizioni culturali attraverso lo sguardo del teatro della vita, un palcoscenico dove si mette in scena un quotidiano scevro da ideologie e piacevolmente "edulcorato", filtrato attraverso i colori della commedia nella sua forma più ottimista e teneramente ingenua.

 

 

Le location


 

Non c'è più religione può contare su location mozzafiato con le riprese del film che si sono svolte in Puglia nei comuni di Monte Sant’Angelo, Manfredonia (in particolare a Siponto e la via G. di Vittorio prospiciente la Basilica) e Isole Tremiti (Isola di San Nicola). Cast e Troupe del film hanno avuto modo di scoprire alcune delle perle paesaggistiche del Gargano, delle quali sono stati sfruttati gli scorci più affascinanti per ricreare la piccola isola del Mediterraneo nella quale si sta allestendo il presepe vivente al centro della trama.

I protagonisti del film sono rimasti stupiti delle meraviglie naturali ("luoghi di infinite possibilità eppure ancora così autentici, veri e ancora così inesplorati") così come delle prelibatezze gastronomiche ("abbiamo potuto apprezzare anche le prelibatezze locali, eccezionali per la varietà, dalla carne al pesce, passando per i troccoli e i funghi"). Alessandro Gassmann si è detto meravigliato dall’impatto della natura, sostenendo che il Gargano è una terra che potrebbe dare molto di più e il Cinema potrebbe contribuire alla sua crescita semplicemente mostrandola in tutta la sua bellezza, mentre Claudio Bisio si è detto stupito dalla bellezza dei luoghi e particolarmente dai tanti dialetti, diversi di paese in paese. Anche Luca Miniero loda la suggestiva location: "Tremiti è un’isola che non ha perso la poesia di qualcosa di unico".

 

 

La colonna sonora


 

La colonna sonora di Non c'è più religione è del compositore napoletano Pasquale Catalano che ha musicato film di Paolo Sorrentino (Le conseguenze dell'amore), Ivan Cotroneo (La kryptonite nella borsa) e Ferzan Özpetek (Mine vaganti, Magnifica presenza, Napoli velata).

Nel film è stato inserito la cover del brano “Guaglione” interpretato in arabo, napoletano e francese dalla cantante tunisina M’Barka Ben Taleb. Il brano contenuto nell'album “Passion Fuit” si può ascoltare nella scena in cui Alessandro Gassmann e Claudio Bisio si immergono in acqua con le bombole.

 

 

Iniziativa realizzata in collaborazione con TIMvision


 

 

Foto: Gianni Fiorito

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