Mad Max: Fury Road - prosegue la battaglia legale che blocca i sequel

George Miller impantanato in una causa legale che non permette a Mad Max: Fury Road di avere dei sequel.

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Nuovi dettagli sono emersi sulla causa legale che vede coinvolto Mad Max: Fury Road e che sta bloccando potenziali sequel. Il creatore e regista di Mad Max, George Miller, cominciò a lavorare per la prima volta su "Fury Road" nel 2000 e in origine l'intenzione era di girare una prima versione del film con la star originale Mel Gibson nel 2003. Quella versione del progetto però non vide mai la luce, e Miller iniziò un travagliato sviluppo durato quasi un decennio per produrre il film.

Il duro lavoro e la testardaggine di Miller però alla fine ha dato i loro frutti, con Mad Max: Fury Road che si è rivelato un grande successo da 387 milioni di dollari d'incasso, acclamato dalla critica e premiato con be 6 Oscar su 10 nomination. "Fury Road" ha aggiornato e rilanciato la saga di Mad Max e introdotto la memorabile Furiosa di Charlize Theron, personaggio che chiede a gran voce uno spin-off. Mentre Miller lottava per portare un quarto Mad Max sul grande schermo, il regista ha avuto anche il tempo di completare sceneggiature per altri due film, con un quinto film annunciato con il titolo provvisorio The Wasteland. Purtroppo Miller e lo studio si sono presto impantanati in una battaglia legale per il mancato percepimento di un bonus, bloccando così sequel e spin-off così tanto attesi dai fan.

La Kennedy Miller Mitchell, società di produzione del regista George Miller, avrebbe dovuto ricevere un bonus di 9 milioni di dolari e una parte del ricavato se Mad Max: Fury Road fosse stato consegnato sotto il budget concordato di 157 milioni. Miller sostiene che eventuali eccedenze di costi sono dovute all'interferenza dello studio, in poche parole Miller afferma:  "chi è causa del suo mal pianga se stesso". Ora nuovi dettagli sulla causa sono stati rivelati in un articolo del Sydney Morning Herald in cui si evidenziano ulteriori "schermaglie" tra regista e studio.

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Lo studio contesta non solo il costo finale di Mad Max: Fury Road, che ha toccato quota 185 milioni, ma anche un contratto siglato con la società di Miller che avrebbe dovuto consegnare un film con un visto censura di minor entità (PG-13) e della durata di 100 minuti e non i 120 minuti del taglio finale. Miller ribatte affermando che lo studio ha fatto pressioni affinchè alcune parti della sceneggiatura non venissero girate, incluse alcune ambientazioni intorno alla Cittadella di Immortan Joe, per poi in seconda battuta ripensarci,  e insistere affinchè fossero aggiunte con riprese extra, una richiesta che ha aggiunto decine di milioni al budget preventivato. Miller rincara la dose affermando che sono state alcune decisioni prese dallo studio ad aver causato inutili ritardi nella produzione.

Chi ha seguito le riprese di Mad Max: Fury Road è al corrente che la produzione è stata particolarmente dura per cast e troupe, che hanno dovuto affrontare tre anni di riprese in location non propriamente accoglienti. E' chiaro che siamo di fronte ad uno stallo poiché le parti in causa si incolpano a vicenda di un budget lievitato, anche se la richiesta di un film con un divieto ai 13 anni per un titolo come Mad Max sembra qualcosa di difficilmente approcciabile, e non si capisce come Miller possa aver sottoscritto una clausola di questo genere.

Mad Max: Fury Road è un gioiellino per il genere post-apocalittico e uno dei migliori film della serie, e quindi merita un proseguo della storia, speriamo solo di non dover aspettare altri dieci anni per aver un Mad Max 5 o uno spin-off di Furiosa.

 

Fonte: The Sidney Morning Herald

 

 

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