Bohemian Rhapsody, Bryan May ipotizza un sequel

Il successo clamoroso a cui è andato incontro Bohemian Rhapsody, visti anche i tanti problemi produttivi, era onestamente impensabile. 600 milioni di dollari d'incasso in tutto il mondo, con 12 milioni di euro rastrellati in Italia in meno di due settimane. Va da sè che ipotizzare un sequel non sia tanto folle, in una Hollywood che per prima cosa guarda al Dio denaro.

Intervistato da Express Uk, il chitarrista Brian May, interpretato da Gwilym Lee nel biopic, ha di fatto accarezzato l'idea di un clamoroso capitolo 2.

"Sin dalle prime sceneggiature sapevamo che il culmine sarebbe stato naturalmente lo spettacolo del Live Aid. Chissà, potrebbe esserci un sequel".

Il mitologico concerto dei Queen al Live Aid, lo ricordiamo, avvenne nel 1985, mentre Freddie Mercury morì sei anni dopo. L'eventuale Bohemian Rhapsody 2 potrebbe coprire proprio gli anni della malattia del cantante, deceduto causa AIDS, soffermandosi sul proprio declino fisico, sulla storia d'amore con Jim Hutton e sulle sue ultime fatiche musicali. In quei sei anni i Queen pubblicarono tre dischi, A Kind of Magic, The Miracle e Innuendo, mentre Mercury realizzò anche Barcelona con Montserrat Caballé e il suo primo (e unico) album da solista, Mr. Bad Guy.

Volendo, da raccontare ancora ce n'è.

  • shares
  • Mail