I Cultissimi: La Guerra Lampo dei Fratelli Marx di Leo McCarey recensione, fotogallery e video

La Guerra Lampo dei Fratelli Marx (Duck Soup – Usa 1933) di Leo McCarey con Groucho Marx, Harpo Marx, Chico Marx, Zeppo Marx, Margaret Dumont. Lo stato di Freedonia versa in gravi condizioni economiche e la principale benefattrice pone come condizione di ulteriori aiuti economici l’elezione a capo di stato di Rufus T. Firefly, di

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La Guerra Lampo dei Fratelli Marx (Duck Soup – Usa 1933) di Leo McCarey con Groucho Marx, Harpo Marx, Chico Marx, Zeppo Marx, Margaret Dumont.

Lo stato di Freedonia versa in gravi condizioni economiche e la principale benefattrice pone come condizione di ulteriori aiuti economici l’elezione a capo di stato di Rufus T. Firefly, di cui è segretamente invaghita. Il vero pericolo per Firefly è l’ambasciatore dello stato rivale di Sylvania, che intende destituirlo e prendere il potere; egli arriva addirittura a ingaggiare due spie, Pinky e Chicolini, per spiare Firefly e trovare i suoi punti deboli. Ma il dittatore di Freedonia lo anticipa e lo umilia pubblicamente costringendo l’ambasciatore a dichiarare la guerra. I risultati saranno disastrosi.

Era il 1933 quando i quattro fratelli Marx fecero la loro ultima, trionfale apparizione insieme sui grandi schermi. Dopo “Duck Soup”, infatti, Zeppo, il più piccolo della figliata, lascerà i fratelli per dedicarsi a una carriera alternativa. Questa cesura è rimarcata ancora di più da un altro taglio netto, quello della Paramount Pictures, che dopo l’insuccesso al botteghino stracciò il contratto ai restanti tre fratelli. I Marx bros, ovviamente, non restarono con le mani in mano e idearono altri grandi film come “Una Notte all’Opera” e “Un Giorno alle Corse” sotto l’egida della MGM. Ma “La Guerra Lampo dei Fratelli Marx” rimarrà, forse, il punto più alto raggiunto nella loro sfolgorante carriera.

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Film grandioso, questo, a partire dal titolo, che deve aver fatto impazzire i distributori di mezzo mondo che non volevano certo appendere locandine all’esterno dei cinematografi che recitassero “Stasera Zuppa d’Anatre”… In Italia, tra l’altro, sul momento il problema non si pose perchè Mussolini vietò l’arrivo del film nel Bel Paese; pensava che si trattasse (ma dai?) di un attacco diretto alla sua figura. Quando i fratelli Marx lo vennero a sapere ne furono entusiasti. Groucho a proposito del titolo ha detto che ovviamente non ha la minima idea del perchè sia stato chiamato così. Andiamo bene. E d’altronde quando gli fu chiesto del possibile significato politico del film rispose: “Siamo solo quattro ebrei che tentano di farsi una risata”.

“La Guerra Lampo dei Fratelli Marx” è un condensato di tutta la poetica da vaudeville di questo gruppo di artisti. E non è un caso che Woody Allen ne parli come uno di quei film che danno un senso all’esistenza umana. Non c’è assolutamente un attimo di respiro all’interno di questa pellicola. Prendete ad esempio la sequenza dell’appartamento, quando Harpo e Chico devono rubare i piani di guerra di Freedonia a Groucho per conto dell’ambasciatore di Sylvania: si tratta di dieci minuti di gag irresistibili una dietro l’altra, che culminano nel famoso sketch dello specchio.

La stessa sequenza finale della guerra contro Sylvania ha un che di memorabile per il ritmo sostenuto e l’attenzione che non riesce, non può calare mai. Non certo quando Groucho si presenta vestito da scout… E come scordare i due numeri musicali, il primo con un Groucho mattatore, il secondo di gruppo e, a quanto si narra, totalmente improvvisato sul set? Poco importa se, nel calderone malefico del doppiaggio, noi spettatori italiani ci perdiamo, come in tutti i film dei Marx d’altronde, un Chico che sfoggia uno splendido accento italiano e troviamo in cambio un doppiaggio con cadenza sarda. Si sopporta anche questo.

La scena dello specchio:

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