Noir in Festival 2019, Como e Milano all'insegna dei film di genere

Al via la ventinovesima edizione del Noir in Festival, sotto il segno de Il terzo uomo

Dopo alcune edizioni di rodaggio, per così dire, il Noir in Festival si riappropria di una sua dimensione. Chi ci segue sa in che termini parlammo del passaggio dalla suggestiva, adatta Courmayeur, al duo Como-Milano. Per la prima volta la baracca si sposta dal Teatro Sociale, epicentro fino all’anno scorso, all’incantevole, spiazzante Villa Olmo. Di giorno non sembra, ma avvolta dal buio, con il giusto gioco di luci sparate sulle statue nel giardino antistante lo sfarzoso edificio, si finisce quasi per dimenticarsi di quella cornice magica, onirica e inquietante al contempo che fu nella Valle d’Aosta.

È qui che si apre ufficialmente l’edizione numero ventinove, inaugurata da Il terzo uomo di Carol Reed; e se si crede al potere del cinema, di certi film, pochi auspici sono ben auguranti come questo. Più che soffermarci sul film, su certe sue iconiche inquadrature sbilenche, le meravigliose ombre create da Robert Krasker, quel motivo musicale che pare stonare col contesto, mentre poco alla volta lo si accetta, lasciandosi destabilizzare da questa forse nemmeno così apparente “estraneità”; ebbene, al netto di tutto ciò, è interessante riportare quanto Angela Allen, una deliziosa anziana signora che lavorò nella seconda unità del film, che costituì anche la sua prima esperienza.

Sfatando miti, già comunque messi in discussione, come quello secondo cui la famosa battuta del personaggio di Orson Welles sulla Svizzera e gli orologi a cucù non è farina del suo sacco, essendo già contemplata nella sceneggiatura di Graham Greene. Greene, e questo è un altro interessante tassello sui retroscena de Il terzo uomo, che non ha mai messo piede sul set durante le riprese, sebbene Carol Reed lo interpellasse spesso per telefono. Reed, nei riguardi del quale la Allen manifesta ancora oggi una stima ed un rispetto quasi assoluti, che in sede di montaggio cambiò poi molto, cosa che colpì parecchio la giovane Allen, forse convinta, a ragion veduta, che una certa libertà fosse qualcosa di raro a certi livelli.

È solo l’inizio, dicevamo. A Como Daniel Alfredson oggi porta due delle tre parti di Intrigo, tratti dall’omonima Trilogia dello scrittore Hakan Nesser (anche lui presente). Alfredson d’altronde non è nuovo a format del genere, dato che ha già diretto due capitoli di un’altra, blasonata Trilogia, quella di Millennium, la cui Lisbeth Salander è interpretata da Noomi Rapace.

Dopodiché il Noir, come di consueto oramai, si sposterà a Milano, dove si terrà l’intero Concorso. In primis, la terza ed ultima parte della Trilogia di Intrigo, Agnes. Competizione che pesca bene da Cannes, con Bacurau e Il lago delle oche selvatiche; per chiudere con The Beast, Spider e 4x4. Tutte le proiezioni si terranno a Milano, precisamente all’Auditorium della IULM, da domenica a mercoledì. Sempre alla IULM verranno proiettati i film che si contendono il Premio Caligari 2019 per il miglior film italiano di genere, e si tratta de Il ladro di giorni, Lo spietato, L’uomo del labirinto, 5 è il numero perfetto, Gli uomini d’oro e La paranza dei bambini.

Ovviamente Noir in Festival si propone da sempre come una rassegna votata a celebrare il genere, da cui la sua duplice natura; quindi non solo Cinema, anzi, ma tanta Letteratura. Per questo ed il programma con le date specifiche, vi rimandiamo al sito ufficiale del Festival, dove trovate queste ed altre informazioni. A risentirci nei prossimi giorni.

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