Terry Gilliam odia il film Marvel "Black Panther"

Il regista Terry Gilliam spiega perché ha odiato tanto il film Marvel candidato all'Oscar "Black Panther".

Uno schietto Terry Gilliam ammette di non sopportare il film Black Panther, l'acclamato cinecomic Marvel diventato di culto e candidato agli Oscar come Miglior film.

Black Panther non ha solo sbancato il box-office incassando oltre un miliardo di dollari nel mondo, ma ha messo d'accordo pubblico e critica e avuto un enorme impatto culturale andato oltre l’intrattenimento tout-court, il genere “cinecomic” e l’inevitabile riferimento alla cultura pop. In questo particolare film Marvel si percepiva un orgoglio forte per le tradizioni e le proprie origini, un invito a riscoprire le proprie radici in un contesto ludico, ma meno “easy” di come potrebbe apparire a prima vista. Gilliam però non è d'accordo con questa lettura e in un'intervista al sito Indiewire ha accusato chi ha realizzato il film di veicolare un messaggio fasullo e costruito a tavolino.

Ho odiato Black Panther. Mi fa uscire di testa. Dà ai giovani ragazzi neri l'idea che questo è qualcosa in cui credere. Stron*ate. E' una completa stron*ata. Penso che le persone che l'hanno fatto non siano mai state in Africa. Hanno semplicemente attinto allo stile per alcuni tessuti e cose con motivi africani. Ma ho odiato quel film, in parte perché i media stavano continuando a spingere sull'importanza di una stron*ata.

 

Ancora un attacco ai film dell'Universo Cinematografico Marvel da un altro regista leggendario dopo gli attacchi di Martin Scorsese e Francis Ford Coppola, in seguito "ammorbiditi" dai diretti interessati sulla scia delle polemiche scaturite sui social media. Gilliam non ha attaccato solo "Black Panther", ma ha criticato anche Disney e Marvel della ripetitività dei loro film, del concetto errato di supereroe che veicolano e di non comprendere che da tanto potere derivano grandi responsabiltà.

Se sei così potente, dovresti avere un po' di più a che fare con la realtà. Quello che non mi piace è che tutti noi dobbiamo essere supereroi per fare qualcosa di utile. Questo è ciò che mi fa impazzire. Questo è ciò che stanno dicendo questi film ai giovani. E per me non stanno affrontando la realtà della condizione umana. Sai com'è essere un normale essere umano in situazioni difficili e risolverle sopravvivendo. Non posso criticare loro per il puro intrattenimento, tranne per il fatto che è ripetitivo. Devi ancora far saltare in aria un'altra città.

 

L'ultimo lavoro di Gilliam uscito nelle sale è stato il travagliato L'uomo che uccise Don Chisciotte uscito a settembre dello scorso anno dopo una produzione da incubo che si è trascinata per 30 anni. Il film è inoltre incappato in un causa legale durante la competizione al Festival di Cannes (dove ha ricevuto una standing ovation), disputa che non gli ha permesso di concorrere alla Palma d'Oro e ha creato qualche ripercussione sulla distribuzione del film, con Amazon Studios che si è tirata indietro e una distribuzione limitata negli Stati uniti e in Europa che di certo non ha aiutato gli incassi.

 

Fonte: Screenrant / Indiewire

 

 

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