Stasera in tv: "Opera senza autore" su Rai 3

Rai Tre stasera propone "Opera senza autore", dramma biografico del 2018 diretto da Florian Henckel von Donnersmarck e interpretato da Tom Schilling, Sebastian Koch, Paula Beer, Saskia Rosendahl e Oliver Masucci.

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Cast e personaggi


Tom Schilling: Kurt Barnert
Sebastian Koch: Prof. Carl Seeband
Paula Beer: Ellie Seeband
Saskia Rosendahl: Elisabeth May
Oliver Masucci: Prof. Antonius van Verten
Ina Weisse: Martha Seeband
Florian Bartholomäi: Günther May
Hans-Uwe Bauer: Prof. Horst Grimma
Ben Becker: caporeparto
Antonia Bill: infermiera
Rainer Bock: Dr. Burghart Kroll
Jonas Dassler: Ehrenfried May
Lars Eidinger: curatore dell'esposizione

Doppiatori italiani

Alessandro Campaiola: Kurt Barnert
Francesco Prando: Prof. Carl Seeband
Valentina Favazza: Ellie Seeband
Tiziana Martello: Elisabeth May
Franco Mannella: Prof. Antonius van Verten
Chiara Colizzi: Martha Seeband
Emanuele Ruzza: Günther May

 

Trama e recensione


 

Ispirato a fatti realmente accaduti, Opera Senza Autore racconta tre epoche di storia tedesca attraverso l’intensa vita dell’artista Kurt Barnert (Tom Schilling), dal suo amore appassionato per Elisabeth (Paula Beer), al complicato rapporto con il suocero, l’ambiguo Professor Seeband (Sebastian Koch) che, disapprovando la scelta della figlia, cerca di porre fine alla relazione tra Kurt ed Elisabeth. Quello che nessuno sa è che le loro vite sono già legate da un terribile crimine commesso da Seeband decenni prima.

 

 

Curiosità




  • Il personaggio di Kurt Barnert è liberamente ispirato all'artista tedesco Gerhard Richter che ha visto il film come un "abuso e una grave distorsione" della sua biografia.

  • L'insegnante di arte di Kurt, interpretato da Oliver Masucci, è modellato sull'artista Joseph Beuys. Beuys che era a capo del dipartimento di scultura della Kunstakadamie di Dusseldorf all'inizio degli anni '60. Questa era la sua posizione al momento della prima iscrizione di Gerhard Richter.

  • E' uno dei tre film in lingua straniera che saranno nominati per l'Oscar alla miglior fotografia nello stesso anno, gli altri due sono Roma e Guerra fredda. Si è trattato della prima volta nella storia degli Oscar che tre dei cinque nominati erano film stranieri. Tutti e tre i film sono stati anche nominati per il miglior film in lingua straniera.

  • Quando Kurt e sua zia visitano la mostra “Arte degenerata” all'inizio del film, Kurt rimane incantato da una statua: La ragazza dai capelli blu dello scultore tedesco Eugen Hoffmann.

  • Il film presenta una sequenza di 15 minuti senza dialoghi, che include lo sviluppo di un'idea dell'artista e una scena di sesso tra lui e sua moglie.

  • Il direttore della fotografia Caleb Deschanel era l'unico membro della troupe che non parlava tedesco. Memorizzò una traduzione inglese della sceneggiatura e fu quindi in grado di comprendere le motivazioni e le performance degli attori, nonostante non sapesse esattamente cosa stessero dicendo.

  • Il regista Florian Henckel von Donnersmarck e l'attore Sebastian Koch hanno precedentemente collaborato a Le vite degli altri (2006).

  • Kurt ed Ellie disertarono e fuggirono a ovest il 13 marzo 1961.

  • Secondo il film il bombardamento di Dresda ebbe luogo il 13 febbraio 1945.

  • Secondo il suo fascicolo, la data di nascita di Elisabeth May era il 30 dicembre 1917. Fu ricoverata in ospedale il 2 agosto 1938.

  • Secondo la sua domanda, Kurt fece domanda all'Accademia di Dusseldorf il 14 agosto 1961.


Note di regia


 

Il film ha reso necessaria una ricerca e una riproduzione di opere d’arte senza precedenti, con un’elaborata ricostruzione delle opere principali della storica mostra Entartete Kunst (“Arte degenerata”) per cui i pittori di scena hanno collaborato con gli archivisti, un esempio ne è il dipinto Kriegskrüppel (“Storpi di guerra”) di Otto Dix: questo, come molti altri, dopo la mostra era stato distrutto, ne resta solo una piccola immagine in bianco e nero, per poterlo ricostruire, l’archivio ci ha aiutato a individuare i materiali e i colori esatti usati da Dix. Inoltre la produzione ha visitato musei e location a Dresda, Großschönau, Russia, Italia, Berlino e Düsseldorf. Il film è stato girato tra Berlino, Dresda, Görlitz, in Polonia, a Praga e a Düsseldorf. I responsabili dei vari dipartimenti del film provengono da Germania, Italia, Inghilterra e Stati Uniti.

L’idea del film è nata dal crescente interesse del regista Florian Henckel von Donnersmarck per l’arte in generale e, nello specifico, dal suo incontro con il pittore tedesco Gerhard Richter, la cui vita e opere costituiscono una delle numerose fonti d’ispirazione del film.

Di recente mi sono spesso imbattuto nelle opere di Gerhard Richter, in momenti importanti della mia vita, in cui mi trovavo insieme ai miei amici più cari: a casa di Ulrich Mühe, della mia agente Beth Swofford di Los Angeles, e di un mio amico di New York, Noam Gottesman. Dopo settimane e mesi, non riuscivo a togliermi dalla testa le immagini di Gerhard Richter. Erano come una melodia che continuavo a sentire, come un tormentone, ma in questo caso non era nelle orecchie bensì negli occhi, e non era fastidioso ma una fonte d’ispirazione continua.

 

Florian Henckel von Donnersmarck rivela chi sono gli artisti a cui si è ispirato per il suo film.

Prima di tutto, ovviamente, Richter, Beuys, Polke, Uecker, Mack e gli altri grandi artisti di Düsseldorf di quel periodo. E poi anche Warhol e Yves Klein, Lucio Fontana. Ho inserito le esperienze degli anni di scuola di Thomas Demand a Düsseldorf, e anche di Andreas Schön e ovviamente la mia esperienza alla Scuola di Cinema di Monaco di Baviera. Numerosi artisti ci hanno visitato sul set e hanno condiviso con noi le loro idee, abbiamo avuto, tra gli altri, il grande Andreas Gursky per qualche giorno e Albert Oehlen. Non ho perso tempo e li ho bombardati di domande per cercare di rendere il tutto ancora più autentico. Questo comunque non è un romanzo a chiave dove bisogna solo modificare i nomi per una questione di discrezione. Nel ritrarre i personaggi, mi sono preso le libertà di cui necessitavo per raccontare la mia storia. Il film non intende essere un documentario.

 

La colonna sonora




  • Le musiche originali del film sono del compositore Max Richter (La bicicletta verde, Morgan, Miss Sloane, Black Mirror, Hostiles - Ostili).

  • La colonna sonora include i brani: "Boys" di The Shirelles, "Papa-oom-mow-mow" di The Rivingtons, "Come te non c'é nessuno" di Rita Pavone, "The Cold Song" di Klaus Nomi, "Ogni giorno" di Paul Anka, "Le Temps de l'Amour" di Françoise Hardy.


TRACK LISTINGS:

1. The Mind’s Eye
2. Kurt & Elisabeth
3. Enemy Lines
4. Memory Lane
5. Sleeping Lions
6. The Professor’s Portrait
7. The Interrogation
8. To Belong
9. 1951
10. Your Pen, Your Sword
11. A Way Out
12. Respite
13. Fat & Felt
14. Begin Again
15. Art School
16. The Exhibition
17. A Blank Canvas
18. Consequences
19. Portraits

 


 

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