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Alessandro Giuli, la crisi del cinema e l’appello degli attori

Alessandro Giuli, ministro della Cultura, contestato d’attori e registi: ecco perché ce l’hanno con lui. Lo scontro, oggi in prima pagina, va avanti da settimane. 

19 Maggio 2025 14:30

Nell’ultime settimane il ministro della Cultura Alessandro Giuli è stato al centro di alcune polemiche, originate da una contestazione a cui attori, registi e maestranze del cinema hanno dato vita. Il politico ha ricevuto diverse accuse ed è stato anche oggetto di battute ironiche, che non ha condiviso. I malumori dei lavoratori del cinema sono noti da diverso tempo, ma non hanno ricevuto nessuna attenzione da parte della dirigenza politica, che dovrebbe avere più a cuore il successo e l’affermazione di un settore che da lavoro a tantissime persone.

I riflettori sulla questione sono stati accessi da diverse associazioni del mondo dello spettacolo che qualche mese fa hanno presentato una petizione firmata da tanti operatori del cinema, persone che a causa della scarsa considerazione da parte dei vertici governativi non lavorano da mesi. La denuncia oggi è rivolta al neo ministro della cultura Giuli, ma la questione è stata affrontata anche dai rappresentati che l’hanno preceduto e fa riferimento al fatto che le piccole produzioni, soprattutto quelle indipendenti, avrebbero bisogno di più finanziamenti da parte dello stato.

Il governo dovrebbe investire di più sul settore del cinema e dare alla categoria maggiore attenzione, visto che è un settore accreditato dove lavorano tantissimi professionisti: attori, doppiatori, ma anche operatori, cameramen, truccatori, costumisti e molti altri. Nei giorni scorsi Giuli è stato attaccato in modo palese da Elio Germano, premiato ai Davide di Donatello come miglior attore protagonista per il film Berlinguer – La grande ambizione di Andrea Segre. L’attore ha puntato il dito nei confronti del governo: “Mi piacerebbe che invece di piazzare i loro uomini nei posti chiave come fanno i clan si preoccupassero di fare davvero il bene della nostra comunità mettendo le persone competenti nei posti giusti.”

Alessandro Giuli alimenta la polemica con Germano e Geppi Cucciari

Anche Geppi Cucciari, in modo sottile e sarcastico ha criticato l’operato del ministro della Cultura: “Giuli l’unico ministro i cui interventi possono essere ascoltati anche al contrario, e spesso migliorano”. Le considerazioni dei due attori non sono passate inosservate e hanno ricevuto l’immediata risposta dell’esponente del governo. Al ministro non è piaciuta l’accezione “clan” usata da Germano che lo accosta in modo inappropriato alla mafia, e ha definito il suo linguaggio astruso e confuso. Inoltre lo ha accusato di utilizzare la sua popolarità per “cianciare in solitudine”.

giuli polemiche con gli attori
Giuli, perché gli attori ce l’hanno con lui-foto ig@alessandrogiulireal-cineblog.it

Giuli ha commentato anche la battuta di Geppi Cucciari: “Alla cultura sinistra, un tempo dotata di intellettuali, sono rimasti solo i comici e basta.” Le risposte del ministro della Cultura a Gemano e a Cucciari hanno indotto diversi attori e registi a firmare una lettera in cui si chiede a Giuli di smettere di attaccare chi lo critica e di impegnarsi di più per favorire le condizioni del settore. La missiva porta le firme di personaggi autorevoli come Nanni Moretti, Paolo Sorrentino, Matteo Garrone, Paolo Virzì, Ferzan Ozpetek, Paola Cortellesi, Alba Rohrwacher, Anna Foglietta, Luca Zingaretti e Pierfrancesco Favino.

“Attacchi inaccettabili”, l’accusa degli attori al governo

Il documento invita il ministro e i suoi collaboratori a prendere atto della crisi del cinema. C’è la necessità di intervenire per migliorare le condizioni dei lavoratori e di trovare un modo per favorire le piccole produzioni indipendenti e non solo. L’esigenza di un incontro tra i rappresentanti del governo e le associazioni di categoria è urgente e non può essere più rimandato:

“Non possiamo permetterci di aspettare oltre: il settore ha bisogno di risposte concrete e tempestive. Le regole del nuovo tax credit e dei finanziamenti selettivi, con una brusca interruzione all’evoluzione del settore, hanno reso impossibile l’accesso alla maggioranza delle piccole e medie produzioni, relegando la possibilità produttiva solo a pochi eletti”. Hanno dichiarato le associazioni del settore, tra cui Anac, 100 Autori e Air3. Quest’ultime hanno anche richiesto esplicitamente di varare il prima possibile i decreti correttivi del tax credit, che ad oggi favorirebbe solo le grandi produzioni.