È andata così di Gianni Zanasi, la commedia corale tra imperfetto e vulnerabilità
È andata così è la nuova commedia corale di Gianni Zanasi in uscita il 26 novembre 2026. Il film esplora l’imperfezione umana attraverso il genere comico.
È andata così arriva nelle sale italiane il 26 novembre 2026, portando la firma di Gianni Zanasi e una promessa precisa: guardare l’imperfezione umana senza giudicarla, attraverso il filtro di una commedia corale capace di tenere insieme il grottesco e il sentimento. Il film ha già fatto il suo ingresso pubblico alla Festa del Cinema di Roma nell’ottobre 2026, e il passaparola critico lascia intuire che questo è andata così film abbia trovato un suo registro riconoscibile e personale.
Zanasi e la scrittura collettiva: tre firme per una sola voce
Dietro la sceneggiatura di È andata così non c’è un lavoro solitario. Gianni Zanasi ha costruito il progetto a partire da un soggetto proprio, ma ha scelto di condividere la scrittura con Giacomo Ciarrapico e Michele Pellegrini. È una scelta che dice qualcosa sul tipo di cinema che Zanasi vuole fare: un cinema dialogico, in cui la commedia nasce dal confronto tra voci diverse, non dall’imposizione di una visione unica.
Ciarrapico è una presenza consolidata nella commedia italiana contemporanea, con una sensibilità per il dialogo che tende al paradosso e all’assurdo controllato. Pellegrini porta un contributo narrativo che si integra con la struttura corale del film. Il risultato, stando alle prime letture critiche, è una scrittura che non cerca la battuta facile ma costruisce situazioni in cui il comico emerge dalla tensione tra ciò che i personaggi vorrebbero essere e ciò che sono davvero.
Una commedia corale sulla vulnerabilità: cosa significa oggi questo genere
Definire È andata così semplicemente una commedia rischia di impoverire il progetto. Si tratta di un film corale, il che implica una struttura narrativa distribuita su più personaggi senza un protagonista assoluto, e una visione del mondo in cui nessuno ha torto del tutto e nessuno ha ragione fino in fondo. È un formato che il cinema italiano ha frequentato con risultati alterni, spesso scivolando nella macchietta o nell’affresco sociologico troppo ambizioso.
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Zanasi sembra invece interessato a qualcosa di più preciso: la vulnerabilità umana come materia comica. Non la debolezza come fonte di pietà, ma l’imperfezione come condizione condivisa che, se guardata con la giusta distanza, diventa riconoscibile e perfino liberatoria. È un approccio che richiede equilibrio, perché il confine tra commedia dell’umano e cinismo è sottile. Le prime reazioni dalla Festa di Roma suggeriscono che il film tenga quella linea con una certa coerenza.
Nel cast figura confermato Pier Luigi Pasino, attore capace di muoversi tra registri diversi con naturalezza. La struttura corale del film lascia immaginare un ensemble in cui ogni personaggio porta una propria declinazione dell’imperfezione, contribuendo al quadro complessivo senza sovrastare gli altri.
La Festa del Cinema di Roma come trampolino
La scelta di presentare è andata così film alla Festa del Cinema di Roma non è neutrale. La manifestazione capitolina ha negli ultimi anni affinato la propria identità come spazio per il cinema italiano che non cerca il clamore festivaliero di Venezia o Cannes, ma vuole costruire un rapporto diretto con il pubblico e con la critica in un contesto meno competitivo e più aperto al dialogo.
Per una commedia corale come questa, è probabilmente il contesto giusto. Roma permette al film di respirare, di essere discusso senza la pressione del Palmarès, di trovare i suoi spettatori naturali prima di affrontare il mercato delle sale. E il mercato, per una commedia italiana di questo tipo, è un banco di prova reale: il pubblico delle sale nel 2026 è selettivo, abituato alla disponibilità immediata dello streaming, e tende a premiare i film che offrono un’esperienza difficilmente replicabile a casa.
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Il 26 novembre e la distribuzione nelle sale italiane
L’uscita fissata al 26 novembre 2026 colloca È andata così in un momento dell’anno cinematograficamente denso, a ridosso delle festività natalizie, quando il pubblico italiano tende a tornare nelle sale con maggiore regolarità. È una finestra competitiva, ma anche una finestra in cui la commedia di qualità ha storicamente trovato il suo spazio.
La distribuzione è affidata a Vision Distribution, che ha già accompagnato il progetto nella sua comunicazione ufficiale. Per informazioni aggiornate sulla programmazione sala per sala, il riferimento è la pagina ufficiale del film su Vision Distribution.
Perché questo film merita attenzione
Il cinema italiano della commedia attraversa una fase in cui è facile cadere in due trappole opposte: il cinismo nichilista che si spaccia per lucidità, oppure il sentimentalismo rassicurante che evita qualsiasi attrito. È andata così, almeno nelle intenzioni dichiarate dalla struttura del progetto e dalle prime letture critiche, prova a stare in mezzo: una commedia che non assolve i suoi personaggi ma non li condanna, che trova nel difetto umano non una colpa da espiare ma una condizione da raccontare con onestà.
Zanasi ha costruito nel tempo una filmografia coerente, e questo è andata così film sembra proseguire quella ricerca con strumenti affinati. La scrittura a tre mani, la struttura corale, la scelta di un cast che include Pier Luigi Pasino: sono tutti segnali di un progetto pensato con cura, non assemblato in fretta. Se la promessa sarà mantenuta, il 26 novembre potrebbe portare nelle sale italiane una delle commedie più interessanti della stagione autunnale.
Resta da vedere come il pubblico risponderà. Ma l’impressione, dopo Roma, è che È andata così abbia qualcosa da dire — e sappia come dirlo.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.