Home Notizie Apart di Stelana Kliris: il dramma cipriota e sudafricano che sfida la dicotomia noi-loro al PÖFF

Apart di Stelana Kliris: il dramma cipriota e sudafricano che sfida la dicotomia noi-loro al PÖFF

Il film Apart di Stelana Kliris racconta la storia dei genitori rifugiati tra Cipro e il Sudafrica dell’apartheid, con Leem Lubany e Luca Pasqualino.

29 Ottobre 2026 09:04

Al Tallinn Film Festival (PÖFF) 2026, nella sezione Critics’ Picks, è approdato un film che merita attenzione ben oltre i confini del circuito festivaliero: Apart, scritto e diretto da Stelana Kliris, regista sudafricana-cipriota che con questo progetto affronta per la prima volta sul grande schermo la storia dei propri genitori rifugiati. Il film apart di Stelana Kliris non è soltanto un dramma storico ambientato nel 1974: è un atto di memoria, un lavoro sull’identità e sull’appartenenza che sceglie come teatro due crisi geopolitiche distanti eppure speculari.

Una storia che nasce dall’esperienza familiare

Apart racconta di una giovane donna che, in fuga dalla Cipro dilaniata dalla guerra del 1974, raggiunge il Sudafrica dell’apartheid attraverso un matrimonio combinato. Il punto di partenza narrativo è dunque doppiamente scomodo: da un lato il conflitto cipriota, dall’altro un regime segregazionista che divideva la società per legge. La protagonista si trova a navigare tra due sistemi di esclusione radicalmente diversi nella forma ma convergenti nella sostanza — entrambi fondati sulla logica del noi contro loro.

La fonte di questo materiale narrativo non è un romanzo né un archivio storico: è la vita reale. Kliris ha costruito la sceneggiatura attorno alle esperienze dei propri genitori come rifugiati, trasformando una memoria privata in un racconto di portata universale. Questo legame autobiografico conferisce al film una densità emotiva che distingue Apart da molti drammi storici che trattano le stesse epoche con distacco accademico.

Il cast: tra nomination all’Oscar e televisione di qualità

La scelta degli interpreti riflette l’ambizione internazionale del progetto. Leem Lubany, candidata all’Oscar per Omar nel 2013, guida il cast nel ruolo della protagonista cipriota. La sua presenza garantisce al film una credibilità drammatica consolidata: Lubany è un’attrice capace di sostenere la complessità psicologica che una storia come questa richiede, senza scivolare nel melodramma.

→ Leggi anche: Festa del Cinema di Roma 2026, la settimana di Waititi, Luchetti e i grandi restauri

Al suo fianco c’è Luca Pasqualino, noto al pubblico seriale per Rivals (2024) e al pubblico cinematografico per Snowpiercer (2013). Completa il trio principale Girley Jazama, voce del contesto sudafricano all’interno della narrazione. Il fatto che il film apart di Stelana Kliris riesca a tenere insieme queste tre traiettorie attoriali — e i rispettivi universi culturali che rappresentano — dice già qualcosa sulla struttura drammaturgica del progetto.

Stelana Kliris: da Netflix al cinema personale

Il nome di Stelana Kliris era già noto al pubblico delle piattaforme grazie a Find Me Falling (2024), commedia romantica prodotta per Netflix. Apart segna però un cambio di registro netto: si tratta di un film profondamente personale, lontano dalle logiche del prodotto di intrattenimento su commissione. La regista sudafricana-cipriota porta qui la propria doppia identità al centro della messa in scena, interrogando cosa significhi appartenere a una cultura quando quella cultura è stata violentemente interrotta da una guerra o da un sistema politico oppressivo.

La scelta del 1974 come anno di ambientazione non è casuale: è l’anno dell’invasione turca di Cipro, che produsse centinaia di migliaia di profughi ciprioti greci. Quell’esodo si incontra nel film con la realtà del Sudafrica dell’apartheid, in un cortocircuito storico che Kliris usa per smontare qualsiasi narrazione semplicistica sull’identità nazionale e sull’integrazione.

Il film al PÖFF: la sezione Critics’ Picks e il suo significato

La presenza di Apart nella sezione Critics’ Picks del Tallinn Film Festival indica una collocazione precisa nell’ecosistema festivaliero: non il concorso principale, ma una selezione curatoriale pensata per i film che meritano attenzione critica qualificata. Il PÖFF è uno dei festival europei più attivi nella valorizzazione del cinema indipendente internazionale, e la sezione Critics’ Picks funziona spesso come radar per titoli destinati a circolare nei festival successivi.

→ Leggi anche: Pawlikowski e Fatherland: il Novecento come specchio del presente

Con una durata di 103 minuti, il film apart di Stelana Kliris si posiziona in una lunghezza standard che non lascia spazio alla dispersione: ogni minuto deve portare peso narrativo. Questo dato tecnico, banale in apparenza, suggerisce una sceneggiatura costruita con disciplina — nessuna concessione al respiro epico fine a se stesso.

Identità, confini e la logica dell’apartheid come metafora espansa

Ciò che rende Apart potenzialmente rilevante oltre il contesto festivaliero è la sua capacità di usare il passato come specchio del presente. La dicotomia noi-loro che struttura sia la guerra cipriota sia il regime sudafricano non è un relitto storico: è una logica che continua a operare in molti contesti contemporanei, dalla gestione dei flussi migratori alle politiche identitarie nazionaliste.

La protagonista del film — una rifugiata cipriota che arriva in un paese dove la segregazione razziale è legge — si trova in una posizione paradossale: è fuggita da una violenza per entrare in un sistema altrettanto fondato sull’esclusione. Kliris non risolve questa contraddizione con risposte facili. Il matrimonio combinato come meccanismo di sopravvivenza, la negoziazione quotidiana dell’identità in un contesto ostile, il rapporto con una terra che non è la propria: questi sono i materiali drammatici su cui il film costruisce la propria tensione.

Per chi vuole seguire il percorso di Apart nel circuito internazionale, il catalogo ufficiale della società di vendita è disponibile su Reinvent. La distribuzione italiana non è ancora confermata, ma il passaggio al PÖFF e la solidità del cast suggeriscono che il film troverà spazio nei prossimi festival europei prima di una eventuale uscita nelle sale o sulle piattaforme. Vale la pena tenerlo nel radar: il film apart di Stelana Kliris è uno di quei titoli che arrivano con una storia vera alle spalle e la ambizione di raccontarla senza semplificarla.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.