Home Trailer Arthur Rambo – Il Blogger Maledetto: trailer italiano e anticipazioni sul film di Laurent Cantet,

Arthur Rambo – Il Blogger Maledetto: trailer italiano e anticipazioni sul film di Laurent Cantet,

Tutto quello che c’è da sapere su Arthur Rambo – Il Blogger Maledetto di Laurent Cantet, film basato su eventi reali al cinema dal 28 aprile.

27 Aprile 2022 13:18

Dal 28 aprile nei cinema italiani con Kitchen Film Arthur Rambo – Il blogger maledetto, Il nuovo film del regista Palma d’Oro al Festival di Cannes, racconta ascesa, gloria e caduta di un giovane scrittore militante, ai tempi dei social. Ispirato a una storia vera, e interpretato da Rabah Nait Oufella (che era un adolescente quando ha fatto parte del film La classe), il film si pone pienamente nel solco del cinema sociale del cineasta francese abituato a osservare la società negli occhi, senza moralismi, cercando di indagare il mondo moderno in tutta la sua complessità. Cantet non solo ritrova i suoi temi favoriti, la forza del gruppo e dell’amicizia, le illusioni perdute, ma rinnova la questione politica e la dialettica tra individuo e gruppo, ponendole nel perimetro astratto e pericoloso del mondo dei social.

Sono acuto e saggio. Conosco la poesia e la politica. Sono emerso dal sottomondo per espormi come autore provocatorio parigino. Ho pubblicato un romanzo, ma scrivo anche in 140 caratteri sui social. E quando lo faccio raggiungo il mio obiettivo. Ecco perché tutti mi vogliono fuori! – Arthur Rambo

Trama e cast

La trama ufficiale: Karim D. (Rabah Nait Oufella) è un giovane scrittore arabo francese di successo, cresciuto nelle banlieue, vezzeggiato e acclamato da case editrici e lettori, fino al giorno in cui si scopre che con lo pseudonimo di Arthur Rambo, storpiatura del famoso poeta maledetto Arthur Rimbaud aggiornato all’eroe popolare Rambo, tiene blog xenofobi e reazionari. La casa editrice blocca le ristampe del suo ultimo libro e Karim D. inizia un percorso a ritroso fino alle proprie origini, mettendo in luce la crudeltà e la doppiezza del mondo dei social dove ogni verità è forse una finzione e viceversa.

Il cast di “Arthur Rambo – Il blogger maledetto” include anche Antoine Reinartz, Sofian Khammes, Bilel Chegrani, Sarah Henochsberg, Hélène Alexandridis, Chouaïb Arif, Malika Zerrouki, Anne Alvaro, Zineb Triki, Anaël Snoek, Leila Fournier, Maurin Olles, Chouaib Arif, Prune Ventura, Soumaye Bocoum, Julien Villain e Laetitia Kerfa.

Arthur Rambo – trailer e video

Trailer in lingua originale sottotitolato in inglese pubblicato il 23 marzo 2022

https://www.youtube.com/watch?v=jvJxhtmkiE4

Trailer ufficiale italiano pubblicato il 15 aprile 2022

Curiosità

  • Laurent Cantet (La classe) dirige Arthur Rambo – Il blogger maledetto da una sua sceneggiatura Laurent Cantet scritta con Fanny Burdino (Il piccolo inquilino) e Samuel Doux (Carole Matthieu).
  • La storia del film è basata su eventi reali, in particolare sul caso di Mehdi Meklat, uno scrittore, regista, blogger e editorialista francese che nel febbraio 2017 è stato oggetto di polemiche quando si sono scoperti una serie di tweet apertamente razzisti, antisemiti, omofobi e misogini che Meklat aveva pubblicato per diversi anni sotto lo pseudonimo di Marcelin Deschamps. Meklat si è scusato per quei tweet e ne novembre 2018 ha pubblicato il libro “Autopsie” dove è tornato su questa vicenda e in cui si è ulteriormente scusato chiedendo ancora perdono, considerando però che le reazioni a questi tweet, “che oggi mi fanno orrore” ha assicurato Meklat, a volte rientrano in una “fantasia razzista”, a causa delle sue origini. Ritiene che, in questo genere di polemiche, il costo da pagare “non sia uguale per tutti”
  • L’attore francese Rabah Nait Oufella ha recitato anche in Diamante nero, Papa Was Not a Rolling Stone, Rapinatori, Raw – Una cruda verità, Ascensione.

Chi è Laurent Cantet?

Nato nel 1961, figlio di insegnanti, si diploma alla prestigiosa scuola di cinema La Fémis a Parigi. Dopo aver lavorato come assistente di Marcel Ophuls, firma il suo primo cortometraggio, Tous à la manif, nel 1994, ottenendo il premio Jean Vigo.
L’esordio nel lungometraggio avviene nel 1999 con Risorse umane, che insieme al successivo A tempo pieno lo rende uno dei più apprezzati registi europei. Nel 2008 riporta la Palma d’Oro in Francia dopo 20 anni grazie a La classe, che oltre al trionfo a Cannes ottiene una candidatura all’Oscar e un enorme successo di pubblico e critica in tutto il mondo. Dopo aver partecipato al film collettivo 7 Days in Havana, gira negli Stati Uniti Foxfire – Ragazze cattive, tratto dal romanzo di Joyce Carol Oates, mentre l’anno successivo è di nuovo a Cuba per Ritorno a L’Avana. L’Atelier, presentato a Cannes nella sezione Un Certain regard, è il suo ultimo film. [Laurent Cantet]

Intervista al regista Laurent Cantet

Laurent Cantet parla di Mehdi Meklat, la fonte d’ispirazione per “Arthur Rambo”.

Come molti, ascoltavo regolarmente “The Kids” – Mehdi e Badrou – che tenevano una rubrica nel programma mattutino di Pascal Clark alla stazione radio francese France Inter. Sono stato incuriosito dal loro taglio giovanile, dall’impatto che hanno saputo creare osando dire alcune cose alla radio nazionale. La loro rubrica era così creativa ed eclettica, non si limitavano soltanto a questioni e argomenti relativi al quartiere svantaggiato da cui provenivano. Leggevo anche i loro articoli sul Bondy Blog, li trovavo pertinenti e taglienti, con forti spigolature politiche. Dato che personalmente non uso i social media, non conoscevo affatto i famigerati tweet di Mehdi Meklat. Li ho scoperti la mattina dopo che scoppiò il caso, alla radio e sui giornali. La mia reazione iniziale è stata di stupore assoluto. Soprattutto trovavo difficile mettere insieme tutti i pezzi e spiegarmi come questo ragazzo intelligente e sensibile avesse potuto scrivere delle parole del genere. Com’era possibile che tutto questo coesistesse nella stessa mente? All’indomani della vicenda, un certo numero di persone, giornalisti e intellettuali, hanno cercato di analizzare il tutto, ma la mia sensazione era che tutti girassero a vuoto. La necessità di capire ha creato molti discorsi e dibattiti sull’argomento, nel tentativo di stabilire una sorta di verità da tutte le parti. Ma c’è un limite a ciò che la dialettica può raggiungere. Sentivo che quel discorso, per quanto ben costruito, non avrebbe mai svelato il mistero della sua personalità, mentre un film avrebbe potuto tentare di farlo in un modo più accessibile.

Cantet parla dei social media che appaiono essere l’argomento al centro del suo film.

Come conviviamo con i social media? Cosa ci facciamo? Quali pericoli rappresentano? Come puoi esprimere un pensiero in 140 caratteri? La brevità di un tweet cancella la complessità, e questo è ulteriormente aggravato dalla pura profusione di messaggi che si susseguono. Per quanto mi riguarda, questa semplificazione eccessiva del discorso è forse l’effetto più dannoso e pericoloso dei social media. Karim paragona i social media alla pressione dei coetanei nel cortile della scuola, dove devi essere il più divertente, il più rumoroso, il più coraggioso. Come se potessi dire qualsiasi cosa perché pensi che non andrà mai oltre il perimetro della scuola. Solo che ora il cortile della scuola è diventato globale e può raggiungere milioni di persone. Questo è anche ciò che rende interessante il protagonista: non sappiamo esattamente quale sia il suo grado di consapevolezza rispetto a ciò che scrive e la memoria di internet cosa ne conserverà. Mi sembra una specie di apprendista stregone. Esprimendo la sua opinione su qualsiasi cosa, realizza la segreta ambizione di influenzare il mondo. In verità, i social media costituiscono un mondo parallelo la cui influenza sul mondo reale mi preoccupa molto. L’idea [visivamente] era proprio quella di integrare completamente i tweet nella messa in scena generale rendendoli un’interferenza; qualcosa che interferisce anche con la storia, un po’ come quando stai conversando con qualcuno e lui tira fuori il telefono per leggere un messaggio. Questi tweet stabiliscono il ritmo del film e dovevamo trovare la giusta andatura. I primi compaiono su cartelli neri, come le didascalie nei film muti. Rimangono un mistero e abbiamo difficoltà a stabilire il nesso tra essi e il resto della storia. Ma presentandoli in questo modo hanno un impatto particolarmente forte. Successivamente, appaiono direttamente nelle immagini, sfocati, e poi il ritmo aumenta fino a quando non riesci più a leggerli con precisione… C’è voluto del tempo per impostarli e metterli a punto questo durante il montaggio del film.

Cantet parla della sua collaborazione con l’attore Rabah Naït Oufella, che era già nel suo film “La Classe”.

Rabah aveva solo 13 anni quando abbiamo girato La Classe, ma si era ritagliato una visibilità nel gruppo. All’inizio, non era affatto orientato alla carriera o particolarmente affascinato dalla recitazione, e questo mi piaceva. Quando ho scritto il film, ho continuato a pensare a lui ma allo stesso tempo temevo che avrebbe avuto difficoltà a incarnare le vesti di un giovane autore di successo. Abbiamo lavorato molto insieme su questo specifico aspetto, e durante le prove l’ho visto diventare Karim gradualmente. Ha cambiato modo di parlare, di recitare, e ha trovato il modo di adattare la sua recitazione all’ambiente circostante. Non parla allo stesso modo con il suo editore, i suoi amici, sua madre o suo fratello.

La colonna sonora

  • Le musiche originali del film sono della compositrice e DJ francese Chloé Thévenin in collaborazione con il violoncellista Gaspar Claus. Thévenin ha composto diverse colonne sonore per il cinema: nel 2017 ha preso parte alle musiche per il film Paris la blanche di Lidia Terki, con la quale collabora sin dai suoi corti e mediometraggi. Ha inoltre composto le musiche originali per il primo cortometraggio dell’attrice belga Marie Kremer, Le Pérou, presentato al Festival di Cannes nell’ambito di Talents Adami, per il lungometraggio Non sono un bastardo di Emmanuel Finkiel (2014) e il film documentario Guru, une famille hijra di Axelle Le Dauphin e Laurie Colson (2016).

TRACK LISTINGS:

1. Blow Up (Chloé Thévenin & Gaspar Claus) 1:10
2. Fast Forward (Chloé Thévenin & Gaspar Claus) 1:46
3. Off Air (Chloé Thévenin & Gaspar Claus) 1:22
4. Blue Glow (Chloé Thévenin & Gaspar Claus) 1:51
5. A la dérive 3:26
6. Cut & Run (Chloé Thévenin & Gaspar Claus) 1:17
7. Nuit blanche 3:08
8. One Time Change (Chloé Thévenin & Gaspar Claus) 1:20
9. Worn Out (Chloé Thévenin & Gaspar Claus) 3:40
10. Tamed In Any Way (Chloé Thévenin & Gaspar Claus) 6:47

La colonna sonora di Arthur Rambo è disponibile su Amazon.

Foto e poster