Carlo Verdone, il nuovo film non uscirà al cinema: c’è un accordo con la Paramount, perché è un danno per la settima arte
Verdone torna a girare un film, sperando di non rivivere i precedenti: per capire ogni riferimento a persone e fatti, che stavolta è tutt’altro che puramente casuale, bisogna tornare al febbraio 2020. Il regista romano usciva nelle sale con il lungometraggio “Si vive una volta sola”. L’anteprima di quel film venne fatta, la platea –
Verdone torna a girare un film, sperando di non rivivere i precedenti: per capire ogni riferimento a persone e fatti, che stavolta è tutt’altro che puramente casuale, bisogna tornare al febbraio 2020. Il regista romano usciva nelle sale con il lungometraggio “Si vive una volta sola”. L’anteprima di quel film venne fatta, la platea – compresi i rappresentanti della stampa – erano ignari della pandemia che sarebbe scoppiata dopo qualche settimana.
C’erano già i primi casi di Covid-19, ma Conte (Presidente del Consiglio di allora) non aveva ancora dato il via libera per il lockdown. Decisione che venne presa, in maniera definitiva, qualche giorno dopo quella proiezione. Morale: Carlo Verdone rimase con un film in uscita sul groppone per diversi mesi in attesa di poterlo proiettare.
Carlo Verdone, accordo con la Paramount
Il rischio concreto – c’è stato malgrado le smentite – era di non uscire in sala. Il regista romano, in quell’occasione, si è battuto affinché la proiezione del lungometraggio avvenisse al cinema: “È importante che le persone tornino a vedere i film nei luoghi preposti”, disse, incassando anche il favore degli addetti ai lavori.
Carlo Verdone per il cinema e con il cinema. Una cartolina che avrebbe potuto dar vita a una sorta di campagna elettorale, scenario distopico che lo stesso regista ha messo in opera nella serie “Vita da Carlo” dove, fra le altre cose, ha concorso per diventare (solo per esigenze di copione) Sindaco di Roma.
“Scuola di Seduzione” non uscirà al cinema
Dalla fantasia alla realtà, Verdone oggi – dopo una pausa dai lungometraggi proprio per dare spazio e lustro alla sua serie – torna con un’opera da regista e sceneggiatore, ma in questo caso il film non uscirà al cinema. “Scuola di Seduzione”, infatti, sarà trasmesso in streaming esclusivamente da Paramount + grazie a un accordo specifico raggiunto con la produzione. Rappresentata, in tal caso, da Luigi e Aurelio De Laurentiis.

Nell’arco di 5 anni, Verdone ha cambiato idea su molte cose: la prima sembrerebbe essere proprio l’importanza che hanno i cinema. L’uomo si è sempre battuto – nel recente passato – affinché non chiudessero le sale e i cinema più vintage rimanessero attivi. A Roma e in tutta Italia. È persino uno dei firmatari (e stavolta di suo pugno, non per interposta persona come ha dichiarato per quanto riguarda gli appelli contro il genocidio a Gaza durante la Mostra del Cinema di Venezia) del documento che vieta di trasformare i cinema più in disuso in centri commerciali. Tra i firmatari anche Francesco Totti e Martin Scorsese, per rendere l’idea di quanto sia trasversale questa battaglia.
Il danno per la settima arte
Proprio (e non solo) per questo nessuno o quasi si aspettava che Verdone cedesse al fascino delle piattaforme anche per quanto riguarda la trasmissione dei lungometraggi. La crisi dei cinema in Italia è tutt’altro che risolta: negli ultimi 20 anni sono state chiuse oltre 1700 sale cinematografiche, meno di mille sono quelle ancora attive.
La pandemia – che ha riguardato anche Verdone con il suo ultimo film, prima di quello che attualmente sta girando – ha dato il colpo di grazia. Tra il 2019 e il 2021 le sale chiuse sono state circa 500 e – come se non bastasse – i dati certificano che l’Italia è l’unico Paese in Europa in cui i cinema hanno continuato a chiudere anche dopo l’ondata pandemica.
L’ultimo report dell’ANSA sul tema, che risale ad aprile scorso, ha dato la stura anche a una serie di proteste che hanno visto gli addetti ai lavori (comprese le maestranze) della settima arte protestare animatamente. I cinema chiusi sono un danno collaterale che rischia di annientare ulteriormente un settore al collasso.
L’importanza della sala
Questo Verdone lo sa e lo ha sempre sottolineato, con i suoi modi e una certa schiettezza che lo ha reso stimato oltre che popolare. Per questo vederlo cedere oggi agli accordi delle piattaforme suona come una resa inaspettata: se persino le icone del cinema italiano, come lui, iniziano a cedere agevolando le dinamiche e i mezzi alternativi alla sala è finita un’epoca. Soprattutto è finito un tipo di lavoro.
L’impiego nella settima arte passa anche dalla disponibilità delle sale. Se l’obiettivo è salvare un’industria che, nel passato remoto e recente, ha fatto la differenza in Italia, occorre mostrare una maggiore risolutezza per capire – in maniera condivisa – quale potrebbe o dovrebbe essere il fine ultimo da raggiungere. Non lasciare indietro nessuno. Dentro e fuori dalla sala, anche con il sostegno di chi il cinema lo ha reso grande con opere senza tempo, per non accontentarsi e vivere di ricordi ma fare la differenza – per quanto possibile – ancora oggi.