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Due: il film dell’italiano Filippo Meneghetti candidato ai Golden Globes 2021

Già scelto per rappresentare la Francia nella corsa all’Oscar, “Due” del regista italiano Filippo Meneghetti candidato ai Golden Globes 2021.

Due, film d’esordio dell’italiano Filippo Meneghetti ha recentemente ottenuto la candidatura al Golden Globe come Miglior film in lingua straniera. Già accolto trionfalmente in vari festival internazionali e scelto per rappresentare la Francia nella corsa all’Oscar, “Due” uscirà al cinema negli Stati Uniti il 5 febbraio, con il titolo Two of Us, mentre in Italia sarà distribuito da Teodora Film.

Il film, interpretato da due attrici leggendarie del calibro di Barbara Sukowa e Martine Chevallier, racconta la storia di due donne mature, Nina e Madeleine, che si amano in segreto da decenni. Tutti, compresi i parenti di Madeleine, pensano che siano solo vicine di casa, vivendo entrambe all’ultimo piano dello stesso palazzo. Quando la routine di ogni giorno viene sconvolta da un evento imprevisto, la famiglia di Madeleine finisce per scoprire la verità e l’amore tra le due è messo a dura prova…Tenendo insieme sentimento e ironia, dramma e suspense, Due sa raccontare la forza inarrestabile dell’amore in modo mai scontato e con un’empatia che avvince e commuove.

Il cast è completato da Léa Drucker, Jérôme Varanfrain, Muriel Bénazéraf, Augustin Reynes, Hervé Sogne, Stéphane Robles, Eugénie Anselin, Véronique Fauconnet, Aude-Laurence Clermont Biver, Denis Jousselin, Alice Lagarde e Paloma Dumaine.

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Meneghetti i cui crediti includono tre cortometraggi e il documentario Maistrac: lavorare in Cantiere dirige da una sua sceneggiatura scritta con Malysone Bovorasmy (serie tv “Nina”) in collaborazione Florence Vignon (Una vita).

NOTE DI REGIA

Il film racconta la storia di una sfida e di una passione insieme dolce e caparbia. Ma questa sfida è anche un modo di esplorare alcuni temi che mi affascinano: quanto influisce sulle nostre azioni lo sguardo degli altri? Quale conflitto interiore si accende nel confronto con questo tipo di censura? Gli ostacoli che incontrano sul loro cammino spingono spesso Nina e Madeleine a comportamenti estremi, ma non dobbiamo dispiacerci per loro: sono eroine che combattono per il loro amore. L’ispirazione per il soggetto e per le due protagoniste proviene da varie persone che ho conosciuto, le cui storie mi hanno lasciato una profonda impressione. Per tanto tempo ho voluto scriverne, ma non ero sicuro dell’angolazione migliore per farlo. Poi un giorno, mentre stavo per suonare alla porta di un amico, ho sentito delle voci arrivare dall’ultimo piano del palazzo: sono andato di sopra a dare un’occhiata e ho scoperto che le porte dei due appartamenti confinanti erano aperte e le voci erano quelle di due donne che si parlavano dalle rispettive abitazioni. Più tardi, il mio amico mi ha spiegato che si trattava di due vedove, che scacciavano la solitudine tenendo costantemente aperte le loro porte e vivendo di fatto in una specie di grande casa comune che si estendeva per tutto l’ultimo piano. Questa immagine ha innescato qualcosa nella mia testa, al punto che questo spazio che lega i due appartamenti è diventato un aspetto centrale del film, anche per la sua capacità metaforica. Mi ha permesso peraltro di giocare con i codici del cinema di suspense, girando questa storia d’amore come se fosse un thriller: un occhio che guarda dallo spioncino, un intruso nella notte…